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Schizofrenìe umane ai danni degli Orsi.

Schizofrenici segnali sulla finora valida politica di salvaguardia dell’ Orso bruno (Ursus arctos) sulle Alpi.  Da sempre un piccolo nucleo è presente nel Trentino, fra la Val di Non e la Val di Genova. E’ in corso un ripopolamento (progetto  da parte della Provincia autonoma di Trento, ma fa ben sperare, soprattutto, il ritorno spontaneo. Sono ormai una ventina gli esemplari sulle Alpi friulane, provenienti dalla confinante Slovenia. Significa che le condizioni ambientali sono migliorate e, probabilmente, è migliorato anche l’atteggiamento dell’uomo verso questo grande signore del bosco.

Ora, invece, il Presidente della Provincia autonoma di Trento Lorenzo Dellai vuol capire se “l’orso può convivere con l’uomo”.  Gli allevatori trentini sono in subbuglio.  La risposta è intuitiva: basta pagare gli indennizzi per i danni effettivamente subiti da agricoltori e allevatori e lasciare in pace l’orso.  Basterebbe pensare soltanto all’enorme pubblicità che fa l’orso – suo malgrado – alle montagne trentine, al turismo, all’agricoltura di qualità per far tacere qualsiasi critico anti-orso.

Anche l’orso abruzzese è in pericolo.   Nell’Appennino centrale vive un nucleo di Orso bruno marsicano (Ursus arctos marsicanus), estremamente minacciato.    Progetti e misure di tutela abbondano (rilevanti il Piano di azione per la tutela dell’Orso marsicano – PATOM e il LIFE Arctos), ma i risultati sono scarsi, perché è scarsa la volontà politica di perseguirli.

Gruppo d’Intervento Giuridico

 

in realtà, aumentano gli Orsi, diminuiscono i “problemi”  ;)

L’Adige, 8 marzo 2012. Trento. Orsi in aumento, ma danni dimezzati.

 

 

 

da L’Adige, 25 maggio 2011

Orsetto catturato e portato al Casteller: http://www.ladige.it/news/2008_lay_notizia_01.php?id_cat=4&id_news=108851

 

Adn-Kronos, 22 maggio 2011

TRENTO ALLEVATORI DICHIARANO GUERRA ALL’ORSO.

Trento, 22 mag. – (Adnkronos) – E’ guerra dichiarata tra allevatori e orsi in Trentino. E ora, dopo la provincia di Trento, scende in campo anche la provincia di Bolzano. L’orso, pressoche’ scomparso dai boschi del Trentino a cavallo tra l’800 e il 900, e’ tornato ad abitare boschi e montagne della regione da poco piu’ di dieci anni. Il ripopolamento e’ cominciato nel 1999, con un programma sostenuto dalla Comunita’ europea ed e’ stato portato a termine nel 2002, con 10 esemplari importati dalla Slovenia.   Da allora, la popolazione dei plantigradi e’ cresciuta fino a toccare i 30-33 esemplari; qualcuno, forse con un pizzico di sovrastima, parla addirittura di una quarantina di orsi. E con gli orsi sono arrivati anche i danni e le proteste di chi e’ costretto a subirli, tanto chela Provinciaautonoma di Trento, ha varato due leggi che prevedono risarcimenti per rabbonire allevatori ed agricoltori danneggiati. Dal 2001 al 2010, sono state presentate circa 800 denunce per risarcimento di danni, che hanno comportato la liquidazione complessiva di circa 300mila euro. L’anno piu’ critico sotto questo profilo e’ stato il 2008, con 122 denunce e oltre 62 mila euro di danni risarciti. Ma la battaglia non si placa e ora c’e’ chi non si accontenta dei risarcimenti e chiede una soluzione piu’ radicale: la riduzione della popolazione, attraverso la riesportazione o l’autorizzazione all’abbattimento di una quota programmata di esemplari.

La questione e’ che gli orsi spesso sconfinano, invadono zone diverse da quelle loro inizialmente destinati, spaziano su territori assai piu’ ampi di quelli preventivati, vengono accusati di distruggere alveari, assaltare greggi, portare scompiglio nei frutteti. E talvolta i problemi nascono anche da episodi apparentemente innoqui: orsi, che, affamati, si avvicinano agli abitati, magari per rovistare nei cassonetti alla ricerca di qualcosa da mangiare, senza alcuna intenzione aggressiva, ma procurando apprensione a chi se li trova improvvisamente davanti. Nel 2001 e nel 2006 orsi erano stati investiti da auto i cui conducenti non erano riusciti ad evitare gli animali; sempre nel2006 l’orso denominato ”Bruno” era sconfinato in Baviera ed era stato abbattuto dalle autorita’ tedesche, suscitando le proteste degli ambientalisti; nei giorni scorsi, il presidente della Provincia autonoma di Bolzano Luis Durnwalder ha manifestato le sue preoccupazioni per lo sconfinamento, seppur sporadico, di plantigradi in Alto Adige, per i danni che provocano e le apprensioni che determinano.

Si e’ verificato anche l’episodio di un orso particolarmente irrequieto, che, precauzionalmente rinchiuso in un recinto, ha scavalcato la rete metallica, per andarsi ad accoppiare a tre orse in calore.  Nei giorni scorsi un alpinista trentino, a Bocenago, si e’ imbattuto in un plantigrado. L’alpinista non si e’ spaventato, ha dichiarato anzi di aver provato una ”emozione eccezionale”; ha estratto dalla tasca il telefonino e ha filmato l’orso, inviando al quotidiano trentino ”L’Adige” il filmato, nel quale si sente le parole ”Ciao bello”, che l’autore del filmato ha pronunciato mentre eseguiva le riprese.   Gli esperti avvertono che i danni costituiranno un problema sempre maggiore; i boschi, sempre piu’ antropizzati, non consentono ai plantigradi una esistenza assolutamente autonoma; ed e’ fatale che essi cerchino cibo ovunque siano in grado di procurarselo.

Attualmente gli orsi frequentano principalmente il gruppi montuosi dell’Adamello e del Brenta, il massiccio Paganella-Gazza-Fausior e le aree adiacenti, anche se segnalazioni sporadiche provengono da quasi tutto il Trentino occidentale, a conferma della grande mobilita’ della specie. Il settore orientale dell’arco alpino e’ stato recentemente colonizzato da esemplari provenienti spontaneamente dalla Slovenia-Austria. Considerando anche gli spostamenti piu’ lunghi effettuati dai giovani maschi nel corso del 2007, la popolazione di orso presente nelle Alpi centrali, che mantiene il suo cuore nel Trentino occidentale, puo’ considerarsi attualmente distribuita su un’area di circa7.000 Kmquadrati, anche se il territorio stabilmente occupato dalle femmine e’ decisamente piu’ contenuto (circa1.100 Kmquadrati) e situato all’interno del territorio provinciale. Gli areali occupati sono stati stimati con il metodo del minimo poligono convesso applicato al 100% delle localizzazioni a disposizione.

I risarcimenti, pertanto, non costituiscono l’unica soluzione al problema. I piu’ radicali propendono per una riduzione della popolazione, attraverso la riesportazione o l’autorizzazione all’abbattimento di una quota programmata di esemplari. E gia’ e’ lotta tra questa parte dell’opinione pubblica e gli ambientalisti.    Nei giorni scorsi, l’orsa DJ3, colpevole di aver creato qualche problema in Valle del Chiese, con stragi di pecore in Val Breguzzo e frequenti ”passeggiate” nei pressi degli abitati di Daone, Breguzzo e Tione, e’ stata condannata ad essere catturata e reclusa, con ordinanza del presidente della Provincia autonoma di Trento Lorenzo Dellai.  La sentenza e’ stata eseguita; e, da qualche giorno, il plantigrado e’ ospite dell’apposita struttura presente presso il centro faunistico del Casteller. Ma la battaglia e’ solo all’inizio.

 

 

 

da L’Adige, 25 marzo 2011

L’Orso Dino: ucciso dagli sloveni: http://www.ladige.it/news/2008_lay_notizia_01.php?id_cat=4&id_news=101480 

 

da Il Trentino, 26 marzo 2011

Il governatore mette sotto esame tutti i nostri orsi.    Roberto Tosin

TRENTO. Il progetto di reintroduzione dell’orso comincia a mostrare la corda e anche il presidente Dellai vuol vederci chiaro. Dopo aver ordinato la cattura di Dj3, l’orsa che sta facendo ammattire gli allevatori delle Giudicarie, il presidente ha ora incaricato una task force per fare il punto della situazione e capire fino a che punto e a quali condizioni è possibile la convivenza tra orso e uomo. E il presidente smentisce il governo: dopo la cattura di Dj3 nessun nuovo animale in libertà. Gli orsi finiscono nel mirino di Dellai. Attivata una task force per valutare la compatibilità con il territorio.

Il «terrore» Dino ucciso in Slovenia da un cacciatore.

TRENTO. L’orso Dino è morto. E su Dj3 pende un ordine di cattura. Il progetto di reintroduzione del plantigrado comincia a mostrare la corda e anche il presidente Dellai vuol vederci chiaro. Tanto da aver incaricato una task force di fare il punto della situazione e capire fino a che punto e a quali condizioni è possibile la convivenza tra orso e uomo.
 Dalla Slovenia intanto arriva la notizia dell’uccisione dell’orso Dino che aveva già passeggiato a lungo sulle montagne trentine, prima di tornarsene a casa e finire nel mirino di un cacciatore (in Slovenia l’animale può essere cacciato). La bestia, due quintali di peso, aveva destato preoccupazione e paura, soprattutto nelle zone del vicentino e veronese dove aveva fatto una notevole quantità di danni tra una popolazione per niente abituata all’ingombrante presenza del plantigrado. La messa sotto controllo attraverso un radiocollare non era servita più di tanto, da questo punto di vista, anche se è servita per offrire una miriade importante di informazioni ai ricercatori. Dopo essersi mangiati asini e pecore, Dino se n’era tornato a casa, in Slovenia, regione dove la specie è abbondante. Qui è stato abbattuto da un cacciatore che, lo ha ammesso scusandosi, non aveva visto il radiocollare nascosto nella pelliccia. Ma l’abbattimento è comunque legittimo visto che oltre confine è consentito sparare a questi bestioni. In Trentino la situazione è diversa: si nutre della passione degli ambientalisti e dell’avversione degli operatori economici di montagna, ha raccolto la simpatia dei turisti e l’antipatia delle popolazioni che temono l’incontro, ha scatenato un braccio di ferro tra lo Stato (a cui in teoria spetta l’ultima parola sulla gestione del progetto) ela Provincia che più volte si è proposta con mezzi e strumenti per occuparsi direttamente della questione. Ieri il presidente Dellai ha detto che il progetto di reintroduzione ha degli aspetti positivi e delle criticità «che vanno governate», ha detto, ricordando che la “grana” se l’è trovata già fatta quand’era arrivato in piazza Dante. Facile pensare che Dellai consideri l’orso un impiastro più che una risorsa importante, ma al momento non può far altro che gestire la cosa nel modo più equilibrato possibile. Magari infischiandosene delle richieste del Ministero, che ha dato sì il via libera alla cattura del discolo Dj3 imponendo però la messa in libertà di un altro esemplare per compensare la “perdita”. «Non se ne parla nemmeno», ha sentenziato ieri Dellai. Decidendosi anche a fare un passo in avanti sulla questione dell’orso: l’enorme mole di dati sulle osservazioni fin qui eseguiti finiranno nelle mani di una squadra di esperti che dovranno dire fino a che punto è compatibile la presenza dell’animale nel Trentino antropizzato moderno. «Nel 1600 il territorio era diverso da oggi, a breve avremo un parere che ci chiarirà le idee». La reintroduzione deve infatti tenere conto di un ambiente profondamente mutato, dove l’economia di montagna non è più strettamente stagionale e la presenza dell’orso, al di là della simpatia o meno nei confronti dell’animale, si inserisce in un meccanismo facilmente inceppabile. L’animale ha il suo istinto e ha bisogno di un vasto territorio in cui muoversi. Un territorio però che oggi deve condividere con l’uomo.

 

 

 

da Il Quotidiano d’Abruzzo, 25 marzo 2011

Orsi, non decolla l’aumento degli esemplari.    Cristina Notarantonio

PESCASSEROLI. L’obiettivo è di quelli ambiziosi: aumento del 25% dell’intera popolazione di Orso Bruno Marsicano entro il 2020. Peccato che a tutt’oggi, il “Piano d’azione” messo a punto all’interno del PATOM, il Piano di tutela dell’orso marsicano sottoscritto 4 anni fa dalle regioni Abruzzo, Lazio e Molise, dalle provincie dell’Aquila, Frosinone e Isernia e dal Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, dal Parco della Maiella e dal Gran Sasso – Monti della Laga non abbia prodotto alcun risultato di rilievo.

In compenso però, è stato lanciato un altro progetto, il Life Arctos finanziato questa volta, dalla Comunità Europea “per la salvaguardia delle popolazioni di orso presenti sulle alpi e sugli appennini” che vede assieme ben dieci partner e con termine ultimo del 30 settembre 2014. “Il Patom – ci spiega Luigi Boitani professore ordinario nonché direttore del Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo dell’Università “La Sapienza” di Roma – ha prodotto poco o nulla. Tra problemi enormi come il terremoto in Abruzzo e i tagli ai bilanci delle istituzioni l’orso è scomparso dalla lista delle priorità. Speriamo che il Progetto Life porti buoni frutti”. E’ dagli anni ’70 del secolo scorso che si fanno ricerche sull’orso. Solo negli ultimi anni abbiamo avuto il Progetto Grandi Carnivori finanziato con un milione di euro da una miliardaria americana, il Patom e ora, buon ultimo, il Life Arctos. Il simpatico plantigrado però, continua a rimanere inchiodato nella lista rossa degli animali condannati all’estinzione.

 

 

“Perchè la salvezza dell’orso – riprende Boitani – nei tempi lunghi si gioca fuori dai confini del Parco d’Abruzzo, sui territori regionali d’Abruzzo, Lazio, Molise e Umbria. Ma le regioni non hanno mai davvero messo la conservazione dell’orso tra le loro priorità”. E i dati del “Piano d’Azione” indicano chiaramente che la popolazione di orso marsicano è ridottissima e si pone già oggi, al di sotto della soglia minima di sopravvivenza. Numeri innanzitutto: la stima di orsi è di 40 esemplari con un margine di incertezza statistica che varia tra i 37 e i 52 orsi presenti all’interno del parco d’Abruzzo, con non più di 10 femmine riproduttive. La mortalità, nell’84% dei casi è dovuto “a prelievo illegale o accidentale da parte dell’uomo”. Gli orsi ieri come oggi, vengono uccisi sparati: dal 1974 al 2002 sono stati uccisi 99 orsi (32 tra il 1980 e il 1985) soprattutto femmine. Altri 2 avvelenati nel 2003 e altri 3 orsi, tra cui una femmina adulta, nel2007. Aquesti si aggiunge la morte per cause naturali che colpisce soprattutto le femmine adulte: 9 gli orsi trovati morti tra l’estate del 2007 e l’estate del 2009 (tre femmine adulte, una di un anno e mezzo, due cuccioli, due maschi adulti e uno giovane). Si registra invece, un’elevata produttività: nel periodo 2005/2008 le cucciolate parlano di 1 ma anche di 3 cuccioli per femmina.

Occorre quindi, un intervento a tutto campo che porti entro il 2020, ad un aumento numerico del 25% dell’intera popolazione di orso marsicano e ad una riduzione del 50% della mortalità da attività illegali. E qui, c’è la seconda parte del Piano d’Azione del Patom, linee strategiche ben precise, quello che si deve fare entro 6 mesi, un anno, massimo entro 6 anni: espansione dell’areale con l’istituzione delle aree contigue, potenziamento del regime di tutela, gestione dell’attività venatoria con il divieto della caccia alla braccata, revisione della gestione delle attività zootecniche, politica di prevenzione e compensazione danni, revisione della normativa soprattutto per i veleni in agricoltura. “E’ tutto scritto-conclude Boitani- basta cominciare. Ma mi sembra che sindaci, assessori, ministri parlano tanto in favore dell’orso e poi agiscono senza tenerne alcun conto. Salvare l’orso è una scelta politica come del resto, ogni azione di conservazione”.

 

 

  1. maggio 27, 2011 alle 8:51 am | #1

    COMUNICATO STAMPA

    ORSO MARSICANO ADDIO!

    Il 29 aprile scorso sui giornali appare la notizia che la Regione Abruzzo ha infine approvato il progetto fotovoltaico della Vallelonga che sottrae 15 ettari di terreni ex agricoli alla regione di vita dell’Orso marsicano. Un’approvazione che ha potuto essere data grazie al fondamentale parere favorevole espresso dall’Ente Parco Nazionale d’Abruzzo con una relazione del marzo 2010 con la quale si sosteneva la non incidenza negativa del progetto sulla vita e l’habitat dell’orso. Difatti le originarie “linee guida” stabilivano un veto assoluto alla loro costruzione in aree SIC, ma la Regione Abruzzo alla fine di maggio 2010 provvedeva a modificare le linee guida affinchè quel veto invalicabile fosse superato qualora… gli enti gestori dei SIC (in questo caso l’Ente Parco) dichiarino una non incompatibilità; aprendo quindi un “uscita di sicurezza”, uscita di sicurezza subito fatta propria dall’ufficio VIA che su questa base meno di un mese dopo dava l’ok al progetto! In pratica gli stessi organismi che avervano sottoscritto il PATOM (Piano d’Azione per la Tutela dell’Orso Marsicano) agivano in modo tale da favorire non la difesa dell’orso e del suo habitat, ma per danneggiarli!

    Il 21 aprile viene ritrovato un orso morto in Comune di Scontrone.

    Il 3 maggio un orso viene trovato morto in Comune di Pescasseroli.

    Per non dire dei già tanto segnalati danni agli allevatori in aree fuori al Parco Nazionale ed anche della sua zona di protezione esterna, segno di una sempre maggiore presenza di orsi che vivono fuori dall’area protetta, istituite nel 1923 per la loro protezione; prova che non l’area protetta difende l’orso ma la gestione che se ne fa.

    Se il Parco Nazionale d’Abruzzo fosse un’azienda privata a questo punto si provvederebbe al licenziamento in tronco di tutti i vertici per palese incapacità di assolvere al compito che l’azienda si prefiggeva.

    Se fossimo un Paese normale detti vertici dovrebbero, o rimettere i loro mandati o essere dimessi d’autorità per le stesse ragioni. Perché è ormai evidente che non saranno queste persone che salveranno l’Orso bruno marsicano, visto che è da 40 anni che amministrano e/o gestiscono e studiano come salvare l’orso, con una popolazione che da oltre 100 orsi nel Parco e sue ristrette vicinanze, si è passati a 40 orsi in gran parte fuori dal Parco e sparsi in mezzo Appennino Centrale. Ed un secondo provvedimento dovrebbe essere il blocco immediato ad ogni studio o ricerca, in quanto palesemente dimostratisi inutili al fine della protezione degli orsi ed inutile sperpero di danaro pubblico (mentre il danaro manca per incentivare le coltivazioni a perdere e per indennizzare gli allevatori dei danni che subiscono da orsi e lupi – nell’ultimo decennio ben oltre 13 milioni di euro sarebbero già stati spesi o sono in procinto di esserlo, per studi e ricerche, ricerche forse in alcuni casi anche rivelatesi pericolose per lo stesso orso: sempre diagnosi ed il rinvio continuo della cura che, quando proposta, prevede sempre e solo nuove leggi e mai operazioni concrete sul terreno!).

    Se non il Parco stesso, almeno la gestione dell’orso va commissariata, ed al più presto, sottraendola a chi fino ad oggi non ha saputo fare nulla di concreto per far cambiare le cose con interventi atti veramente a tal fine, sia nel sostenere una campagna in difesa dell’habitat dell’orso, sia per migliorare le sue necessità trofiche, sia per dare soddisfazione a quelle fasce sociali per cui l’orso è solo un danno ed un problema.

    L’opinione pubblica si attende queste cose, non richieste di ampliamento del Parco! Non si cambiano le cose se non si cambiano le persone, siano essi amministratori, gestori o studiosi, ormai rivelatisi tutti incompetenti ad affrontare e risolvere il problema.

    Murialdo, 5 Maggio 2011

    Franco Zunino
    SEGRETARIO GENERALE AIW

  2. maggio 27, 2011 alle 2:24 pm | #2

    intervista al TG 3 del Trentino al prof. Carlo Consiglio, zoologo e presidente della L.A.C., andata in onda il 26 maggio 2001 (ore 19.00, al minuto 12,17): http://www.trentinotv.it/video_on_demand.php?id_menu=19

    Qui il servizio: http://www.youtube.com/user/AbolizioneCaccia?feature=mhee

  3. Gianfranca
    luglio 1, 2011 alle 3:14 pm | #3

    la madre degli imbecilli è proprio sempre incinta. Qui ne ha tirato fuori ben due in un colpo solo, chi risponde e chi domanda.

    da L’Adige, 1 luglio 2011
    Orso in tavola alla festa della Lega (http://www.ladige.it/news/2008_lay_notizia_01.php?id_cat=4&id_news=113318).

    TRENTO – Pranzo e cena a base di orso per la festa leghista di domenica al tendone di Imer, in Primiero. La carne di plantigrado sarà cucinata amorevolmente da un cuoco d’eccezione, l’ex senatore ed attuale consigliere di minoranza a Borgo Enzo Erminio Boso. «Con questa iniziativa vogliamo dimostrare alla gente che gli orsi che frequentano le nostre montagne sono davvero prelibati, oltre che pericolosi come ripetiamo da tempo» sottolinea
    Boso. Le ricette che il noto esponente della Lega Nord proporrà ai simpatizzanti del Carroccio sono del nonno: «Era bravissimo a cucinare questo tipo di carne – ricorda – ed io sostengo che le tradizioni di famiglia vadano rispettate».
    Saranno due le modalità con le quali si potrà degustare questa pietanza non comune: «Sotto forma di spezzatino, oppure alla brace – illustra il buon Boso – Per insaporire la carne servono aglio, alloro, bacche di ginepro e paprika. La carne va girata spesso, ed a fine cottura si aggiungono sale e pepe». L’origine della carne rimane un mistero: «Si dice il peccato, non chi e dove lo si è commesso. L’orso che serviremo in tavola potrebbe provenire dal Canada, dalla Finlandia o dalla Slovenia. Ma non è escluso che sia stato
    ucciso con una schioppettata sul Lagorai». Se la ride Enzo Erminio Boso, quando gli chiediamo se domenica sarà la prima volta in cui si metterà ai fornelli per preparare un piatto a base di Yoghi e Bubu: «Perbacco! Diciamo che negli anni è successo di trovare qualche occasione in cui ho potuto dimostrare la mia arte culinaria a parenti, amici e conoscenti».
    Ed il sapore, com’è? Assomiglia forse alla carne di qualche altro animale?
    Ad ogni nostro quesito, Boso trova una risposta: «Il gusto è davvero particolare, chiunque domenica potrà richiederne un assaggio. L’importante è che le fette vengano tagliate correttamente. Il rischio è che la carne diventi filacciosa». Secondo il leghista la selvaggina più gustosa è comunque un’altra: «Io preferisco la carne di camoscio e gli uccellini
    proibiti, proprio quelli che una volta si catturavano col vischio.
    Solitamente li cucino con burro, salvia, pepe e sale. Sono davvero ottimi».
    Se a qualche leghista non dovesse garbare l’idea di addentare il cugino di Jurka e Dj3, domenica potrà tranquillamente optare per il menù tradizionale a base di piatti tipici locali innaffiati da un buon bicchiere di vino. Nel pomeriggio non mancheranno le occasioni di divertimento con giochi come «Indovina il peso», al quale parteciperà anche il cuoco. L’obiettivo è di avvicinarsi il più possibile al peso di qualche forma di formaggio o dei
    tacchini che il segretario provinciale del partito Maurizio Fugatti porta con sé in queste belle occasioni di festa.

  4. luglio 2, 2011 alle 4:37 pm | #5

    da La Repubblica on line, 2 luglio 2011
    Pdl e Lega si spaccano sull’orso “No al banchetto di carne”: http://www.repubblica.it/politica/2011/07/01/news/pdl_e_lega_si_spaccano_sull_orso_no_al_banchetto_di_carne_-18518977/?ref=HREC1-12

  5. luglio 2, 2011 alle 9:39 pm | #6

    1 luglio 2011
    Desidero esprimere tutto il mio personale orrore e quello della LAC, associazione che rappresento in Trentino Alto Adige, nei confronti delle dichiarazioni rese a mezzo stampa da alcuni esponenti del mondo politico provinciale.
    Evidentemente essi qualificandosi come divoratori di braciole d’orso e di uccellini proibiti vogliono provocare sconcerto e disgusto in quanti leggono e ascoltano simili deliranti dichiarazioni.
    Riescono benissimo nel loro intento. Non occorre essere vegetariani per inorridire.
    Ricordo che sia la carne d’orso che la carne degli uccellini proibiti è, appunto, illegale, poiché si tratta di animali protetti.
    Inoltre se non si hanno pudori ed etica, si potrebbero avere legittime remore d’ordine igienico sanitario, poiché non si possono consumare cibi che non abbiano avuto un ferreo controllo di tutta la filiera di produzione.
    I signori in questione si rifanno a tradizioni non meglio specificate, occorre ribadire che non tutte le tradizioni meritano di essere perpetuate?
    Il delitto d’onore era una viscerale tradizione italica fino a trent’anni fa, è stato abolito e dimenticato senza alcun rimpianto.
    In alcune località esotiche esisteva la consuetudine di consumare carne umana, e non viene in mente a nessuno, sano di mente, di ristabilirne l’uso in nome delle antiche tradizioni!
    Tra gli odierni immigrati africani qualcuno persevera nell’infame tradizione dell’infibulazione delle bambine, pratica che è combattuta in ogni paese civile.
    Ripeto, non basta inneggiare alle tradizioni per sollecitare consensi.
    Siamo sicuri che tali esternazioni grossolane diano un’immagine positiva del nostro Trentino?
    Siamo sicuri che sia utile rientrare nella categoria “rozzi montanari incivili”?
    Io non ci sto e non credo che tutto questo giovi né alla nostra immagine né alla nostra coscienza.
    Io voglio sperare e lavoro per questo, in un Trentino Alto Adige ospitale verso le creature animali a una, due e più zampe, senza discriminazioni, amichevole e liberale verso le creature animali selvatiche e domestiche che con noi condividono questo meraviglioso territorio.
    Sono sicura che la maggior parte dei trentini speri con me di potersi qualificare come regione più ecocompatibile d’Italia, finalmente a livello europeo non solo in campo economico ma anche in campo ecologista e animalista!
    Credo e lavoro per questo, in una Regione Alpina finalmente VERAMENTE rispettosa e VERAMENTE protettiva nei confronti del paesaggio e del territorio sia naturale sia urbano e delle creature che con noi condividono questi spazi.
    L’Umanità si evolve, piaccia o non piaccia, è inevitabile!
    La guerra è finita, è ora di fare la pace col nostro ambiente e gli animali e se talune tradizioni non erano ecocompatibili, allora è giunto il momento di archiviarle come reperti da museo!
    Cordiali saluti
    Caterina Rosa Marino
    Delegata LAC LEGA PER L’ABOLIZIONE DELLA CACCIA per il Trentino Alto Adige

  6. luglio 3, 2011 alle 12:50 pm | #7

    A.N.S.A., 3 luglio 2011
    Banchetto con orso, Nas bloccano piatti. Stop a carne in festa Lega in Trentino, mancano certificati: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2011/07/03/visualizza_new.html_809970889.html

    da La Repubblica on line, 3 luglio 2011
    Braciole d’orso alla festa della Lega Nord. Mancano i certificati: i Nas bloccano i piatti.
    Colpo di scena alla festa della Lega nel Primiero con il menu a base d’orso che aveva scatenato una polemica politica: http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/cronaca/2011/07/03/news/braciole-d-orso-alla-festa-della-lega-nord-mancano-i-certificati-i-nas-bloccano-i-piatti-4549841

  7. luglio 5, 2011 alle 3:31 pm | #8

    da Gea Press, 3 luglio 2011
    Trento: Lega Nord e l’orso da 4 a 18 euro a pezzo (foto esclusive e menù.)Sequestro ad Imer: http://www.geapress.org/ecovegetarismo/trento-lega-nord-e-lorso-da-4-a-18-euro-a-pezzo-foto-esclusive-e-menu/17050

  8. agosto 17, 2011 alle 5:06 pm | #9

    da Il Corriere della Sera on line, 17 agosto 2011
    UOMINI E ANIMALI / IL CASO DEL BORGO APPENNINICO. Orsi in paese a Scanno: paura fra i turisti. E il parco d’Abruzzo limita le gite.
    Ex sindaco scrive al prefetto: intervenite. Numero chiuso nell’area naturale causa concentrazione di plantigradi: http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/11_agosto_17/orsi-parco-nazionale-abruzzo-zanini-1901308037419.shtml

  9. ottobre 4, 2011 alle 10:55 pm | #10

    gli Orsi bruni in Trentino sono 32 :D

    qui la proposta di legge provinciale n. 196 “Modificazioni della legge provinciale sulla caccia: disposizioni per la tutela e la coesistenza dei grandi predatori delle Alpi” (proponente consigliere Bombarda): http://www.consiglio.provincia.tn.it/banche_dati/atti_politici/idap_scheda_atto_trov.it.asp?app=idap&at_id=171996&do_id=176497&type=testo&pagetype=trov&blank=Y&ZID=3725703

    A.N.S.A., 4 ottobre 2011

    TRENTO – La terza Commissione permanente del Consiglio della Provincia autonoma di Trento, presieduta da Roberto Bombarda, ha ospitato oggi le audizioni in merito a tre disegni di legge in materia di tutela dall’orso e coesistenza della popolazione. I disegni di legge in questione sono tre: il 154, proposto dal consigliere Nerio Giovanazzi, dal titolo ‘Tutela dall’orso e modificazioni della legge provinciale sulla caccià, il 177, d’iniziativa popolare, a firma di Vanessa Masè, dal titolo ‘Tutela dall’orso e modificazioni della legge provinciale sulla caccià e il 196, del consigliere Bombarda, dal titolo ‘Modificazioni della legge provinciale sulla caccia: disposizioni per la tutela e la coesistenza dei grandi predatori delle Alpì. La volontà espressa dalla Commissione è stata di tentare di fare confluire i tre documenti in un testo unificato.
    È intervenuto per primo il dirigente del dipartimento risorse forestali e montane della Provincia autonoma di Trento, Romano Masè, spiegando che ad oggi sono presenti sul territorio 32 orsi, di cui 5 maschi e 11 femmine sessualmente maturi, cioè una popolazione relativamente giovane e in crescita, con potenzialità di creare danni in aumento. Ha riferito quindi la volontà del presidente della Provincia di “affrontare nuovamente le questioni legate al progetto”. Il Consiglio delle Autonomie locali-Consorzio dei Comuni ha fatto pervenire invece una nota, nella quale vengono evidenziate le due anime differenti dei disegni di legge: da un lato la volontà di limitare gli effetti della presenza dell’orso, dall’altra la volontà di tutelare la fauna selvatica e dei grandi predatori, di monitorarla e studiarla. Il presidente del Consorzio Marino Simoni ha espresso approvazione per la previsione di indennizzo dei danni arrecati (sia patrimoniali che indiretti). Gli interventi di associazioni di agricoltori e allevatori hanno chiesto poi tutela, esprimendosi all’unanimità contro la reintroduzione del lupo “ancora più difficile da controllare rispetto all’orso”. Tra gli altri interventi quelli di imprenditori, Unione cacciatori e associazioni ambientaliste, queste ultime favorevoli solo alla proposta di Bombarda. (ANSA).

  10. ottobre 10, 2011 alle 2:17 pm | #11

    Osservatorio sull’Orso bruno marsicano, di Gaia News:

    * Prima puntata dell’Osservatorio sull’Orso marsicano, specie a grave rischio di estinzione: http://gaianews.it/rubriche/osservatorio-sullorso-marsicano/prima-puntata-dellosservatorio-sullorso-marsicano-specie-a-grave-rischio-di-estinzione/id=10169,

    * Seconda puntata. Intervista a Luigi Boitani: l’Orso Marsicano e la ricerca scientifica: http://gaianews.it/rubriche/osservatorio-sullorso-marsicano/intervista-a-luigi-boitani-orso-marsicano-e-la-ricerca-scientifica/id=10349,

    * Terza puntata. Intervista a Giorgio Boscagli: l’Orso Marsicano vale più del Colosseo: http://gaianews.it/rubriche/osservatorio-sullorso-marsicano/terza-puntata-intervista-a-giorgio-boscagli-lorso-marsicano-vale-piu-del-colosseo/id=10472,

    * Quarta puntata. Intervista a Franco Zunino: le aree Wilderness: http://gaianews.it/rubriche/osservatorio-sullorso-marsicano/quarta-puntata-intervista-a-franco-zunino-le-aree-wilderness/id=10658,

    * Quinta puntata. Intervista a Giuseppe Rossi, presidente del Parco Nazionale d’Abruzzo: http://gaianews.it/rubriche/osservatorio-sullorso-marsicano/quinta-puntata-intervista-a-giuseppe-rossi-presidente-del-parco-nazionale-dabruzzo/id=10790,

    * Intervista a Nicola Cimini, direttore del Parco Nazionale della Majella: http://gaianews.it/rubriche/osservatorio-sullorso-marsicano/intervista-a-nicola-cimini-direttore-del-parco-nazionale-della-majella/id=12729,

    * Sesta puntata. Intervista a Dario Febbo, direttore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise: http://gaianews.it/rubriche/osservatorio-sullorso-marsicano/sesta-puntata-intervista-a-dario-febbo-direttore-del-parco-nazionale-dabruzzo-lazio-e-molise/id=10983,

    * L’orso bruno marsicano sui Monti Simbruini: una vita da migrante:
    http://gaianews.it/rubriche/osservatorio-sullorso-marsicano/lorso-bruno-marsicano-sui-monti-simbruini-una-vita-da-migrante/id=12059,

    * L’Orso Bruno Marsicano entra nei paesi d’Abruzzo: perchè? http://gaianews.it/rubriche/notizie-dai-parchi/lorso-bruno-marsicano-entra-nei-paesi-dabruzzo-perche/id=12639,

    * Riapre la caccia in aree contigue al Parco d’Abruzzo, pericolo per l’Orso? http://gaianews.it/rubriche/osservatorio-sullorso-marsicano/riapre-la-caccia-in-aree-contigue-al-parco-dabruzzo-pericolo-per-lorso/id=13000,

    *

  11. ottobre 19, 2011 alle 2:32 pm | #12

    da Il Trentino, 18 ottobre 2011
    Catturato un orso in val d’Ultimo. Narcotizzato e poi liberato col radiocollare. Ora la Provincia vuole trasferirlo e attende la risposta del Ministero.

    BOLZANO. L’orso che girovaga per la Val d’Ultimo è stato preso al laccio e catturato: dopo essere stato narcotizzato, gli è stato applicato un radiocollare e all’alba il plantigrado è tornato tra i boschi. Ora la Provincia di Bolzano attende la risposta del Ministero alla richiesta di trasferimento dell’animale problematico in altre area o struttura.
    Erano circa le 21.15 di domenica quando il personale dell’Ufficio provinciale caccia e pesca, in collaborazione con il Servizio faunistico di Trento e l’Istituto zooprofilattico, è riuscito a catturare l’orso che nei giorni scorsi aveva predato alcune pecore nella zona di S. Valpurga d’Ultimo. I tentativi di cattura sono iniziati mercoledì sera e sono durati cinque notti. La decisione di catturare risulta dai criteri gestionali fissati dal Pacobace (piano d’azione per l’orso), a cui la Giunta provinciale, su proposta del Ministero dell’Ambiente, ha aderito con delibera 282/2008. L’orso si era reso responsabile di predazioni di pecore nei giorni tra l’8 e l’11 ottobre, la problematicità risultava dal fatto che tali predazioni erano state effettuate nei prati vicini ai masi e dal fatto che l’orso ritornava sul posto per cibarsi delle pecore.
    ”La Provincia – ha ricordato il presidente Durnwalder, che ha riferito della cattura alla Giunta provinciale – era stata autorizzata già ad agosto 2011 dal Ministero dell’Ambiente a catturare l’orso a scopo di radiomarcaggio, dopo che in val d’Ultimo il plantigrado aveva predato due vitelli e un cavallo”.

  12. maggio 29, 2012 alle 4:52 pm | #13

    da Il Corriere della Sera, 28 maggio 2012
    Parco dell’ Adamello Asini sbranati, un uomo inseguito: raccolte 300 firme per allontanare l’ animale. Ma c’ è un fronte contrario. I contadini e gli animalisti, la disfida sugli orsi.
    Da Trento a Roma. Il presidente della Provincia ha chiesto al ministro Clini un incontro per risolvere il caso. (Giusi Fasano): http://archiviostorico.corriere.it/2012/maggio/28/contadini_gli_animalisti_disfida_sugli_co_9_120528017.shtml

  13. maggio 29, 2012 alle 4:55 pm | #14

    da Il Corriere del Trentino, 27 maggio 2012
    Dibattito aperto dopo la lettera a Clini.
    Bombarda: bene i maggiori poteri, ma la popolazione non rischia.
    «Gli orsi non attaccano, più informazione». La Lega abolizione caccia a Dellai: gli esemplari sono troppo pochi. (Erica Ferro)

    Gli orsi del Trentino non sono troppi, al contrario, sono troppo pochi: all’indomani delle esternazioni del governatore Lorenzo Dellai in merito a un necessario ridimensionamento del numero di esemplari — oggetto anche di una lettera al ministro Corrado Clini e all’Unione europea, con la richiesta di un incontro urgente — la delegazione trentina della Lac (Lega abolizione caccia) fa sentire la sua voce. «Per raggiungere un livello di stabilità il numero di esemplari dovrebbe essere compreso fra i cinquanta e i sessanta (Dellai nella lettera a Clini giudica troppi gli attuali 40-
    45, ndr) — precisa Caterina Rosa Marino, membro dell’associazione — gli animali regolano il numero di individui della loro popolazione senza bisogno di interventi umani, in base alle esigenze
    territoriali».
    Mentre si discute ancora della presunta aggressione di un orso a un uomo e due ragazzi nei boschi vicino a Pinzolo (l’uomo avrebbe raccontato di aver scacciato il plantigrado con un bastone, ndr), si
    può ancora dire che «a qualcuno piace l’orso»: «Bisognerebbe smettere di fomentare paure irrazionali — continua Marino — dovere delle autorità è informare la popolazione su quale sia il
    corretto comportamento da adottare nel caso di incontro con un orso e smorzare le reazioni scomposte ed inutili». Queste misure esistono già, sul sito della Provincia è presente una sezione dedicata specificamente a questo, ritenuta tuttavia non sufficiente: «Dovrebbero essere distribuiti volantini informativi, con i giusti consigli, in ogni casa e consegnati ai turisti che vengono in vacanza nella nostra regione» commenta Francesco Mongioì, esperto nella valutazione e gestione dei rischi, «fermo restando che è molto difficile che l’orso si avvicini di sua spontanea volontà
    all’essere umano».
    Le recenti polemiche e l’allarmismo generale nei confronti del plantigrado, secondo gli esponenti della Lac, potrebbe essere scespirianamente riassunti in «molto rumore per nulla»: «Dell’orso si
    parla troppo e male, anche considerando che da queste parti non si sono mai verificati casi di aggressioni effettive — continua Mongioì — mietono molte più vittime i Suv dei plantigradi».
    Senza contare il ritorno d’immagine costituito da questi animali, che sono diventati star sui media, fungendo indirettamente da veicolo di promozione turistica per il nostro territorio, diventandone quasi il simbolo.
    Il vuoto che deve essere colmato, dunque, secondo la Lac, riguarda la mancanza di adeguata e corretta informazione, dal momento che i metodi efficaci di gestione dei plantigradi in regione ci
    sono.
    «Esiste una legge provinciale che regola la materia, e consente al presidente della provincia di agire in determinati modi — commenta il consigliere regionale Bombarda — sono comunque d’accordo con la richiesta di Dellai di un trasferimento di competenze che consenta di agire in maniera tempestiva nei casi problematici, potendo saltare la “trafila” ministeriale, anche se, dal mio punto di
    vista, la popolazione non corre alcun tipo di rischio».

  1. aprile 21, 2012 alle 6:28 am | #1

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