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Tuvixeddu (Cagliari), perché non iniziare dall’antica via sepolcrale di Sant’Avendrace?


Cagliari, Tuvixeddu, colombari romani

C’è un bel pezzo di Tuvixeddu, la più importante necropoli punico-romana del Mediterraneo, non interessata dalle infinite vicende legate all’accordo di programma immobiliare fra Regione autonoma della Sardegna, Comune di Cagliari, Nuova Iniziative Compresa s.r.l. e altri imprenditori.  Qui non ci sono ricorsi, giudizi, procedimenti penali, sequestri, rinvii a giudizio e polemiche di alcun genere.   Potrebbe e dovrebbe esser tutelata, in sicurezza, visitabile e fruibile. 

Oggi, subito, adesso.  Una ricchezza culturale e turistica per Cagliari e l’intera Sardegna.  Ma non lo è.    E’ un penoso esempio di degrado, di fatto una discarica a cielo aperto, dove si ricoverano sbandati che meriterebbero sicuramente l’attenzione dei servizi sociali.

Finora è stato l’esempio di quello che un’amministrazione pubblica – il Comune di Cagliari, nel caso concreto – non deve fare per tutelare e valorizzare un bene culturale di rilievo primario.  Ora, con la nuova Amministrazione comunale Zedda, si palesa maggiore attenzione per i beni storico-culturali cittadini e la loro accorta valorizzazione, anche in chiave turistica, come dimostrato nel recente caso della necropoli romana di Bonaria.

Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico hanno richiesto al Comune di Cagliari in mille occasioni (es. con istanza del 2 aprile 2009) un intervento risolutivo di bonifica ambientale, messa in sicurezza e destinazione a fruizione pubblica, mediante progetto da attuarsi in sinergia con la Soprintendenza archeologica per la Sardegna, segnalando la situazione anche alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari per valutare l’ipotesi di un sequestro cautelare al fine di evitare gli ulteriori danneggiamenti e degrado del bene culturale.

Cagliari, Tuvixeddu, tomba di Rubellio

Infatti, sul versante di Tuvixeddu che guarda verso il Viale S. Avendrace sono presenti i resti di un’antica via sepolcrale romana che partiva probabilmente dal sepolcro di Atilia Pomptilla, la Grotta della Vipera e comprende, fra l’altro, l’area di Villa Laura (recentemente acquisita dalla Regione) e la tomba di Rubellio, sul retro dei ruderi di un villino liberty, il villino Serra.  La tomba, negli anni ‘50 e ‘60 del secolo scorso veniva anche utilizzata per le feste danzanti.   Infatti, nel corso degli anni, molti ambienti sepolcrali della via, quando non venivano distrutti, hanno avuto i più disparati utilizzi (abitazione, postribolo, cantina, magazzino, retrobottega, ecc.).   

Quelle aree sono oggi di proprietà comunale, cessione nell’ambito della lottizzazione della Erb s.r.l. degli anni ‘90 del secolo scorso.  La Società immobiliare impugnò il D.M. 16 dicembre 1991 di individuazione dell’area da assoggettare a vincolo archeologico ai sensi della vecchia legge n. 1089/1939 e il T.A.R. Sardegna, con sentenza del 19 gennaio 1996, accolse il ricorso.   Gli Amici della Terra avevano in merito inoltrato intervento ad opponendum.   Il Consiglio di Stato confermò la sentenza del T.A.R. Dalla relazione dell’archeologa Donatella Salvi (nota prot. n. 642 del 30 aprile 2008) si apprende, ad esempio, che nell’area dell’intervento edilizio Erb s.r.l. – presso il villino Serra – vennero rinvenute (1999) 267 sepolture in 125 tombe, fittamente sovrapposte

Tuvixeddu, tombe romane ad arcosolio in degrado

Successivamente l’Impresa immobiliare Cadeddu acquistò e demolì gli edifici ad un piano già presenti sul Viale S. AvendraceZona “B – residenziale” (altamente edificabile) dell’allora vigente piano regolatore generale – P.R.G. ed analoga zonizzazione nell’attuale piano urbanistico comunale – P.U.C.    Ottenne l’autorizzazione dal Comune di Cagliari per la realizzazione dell’attuale palazzata.   I lavori per la realizzazione dei garages vennero interrotti (1997) per la scoperta di numerose tombe, spesso sovrapposte, su un banco di terra dalla Soprintendenza archeologica.  L’area venne scavata ed è tuttora lì, coperta da vegetazione, perché ne venne inibita la trasformazione.   I risultati di quella campagna di scavi sono stati presentati nella mostra “Tomba su tomba” (1998) presso il Museo Archeologico Nazionale (Cittadella dei Musei) e sono reperibili in una pubblicazione curata dall’archeologa Donatella Salvi.    Quell’area rientra nel vincolo archeologico indiretto, individuata con il D.M. 2 dicembre 1996 (art. 21 della vecchia legge n. 1089/1939).    Una nuova mostra,  “E a dir di Tuvixeddu”, sui risultati degli scavi degli ultimi anni venne tenuta al Museo Archeologico Nazionalefra il settembre 2008 e il marzo 2009. 

Tuvixeddu, tomba di Rubellio, interno in degrado

Però ancor oggi l’antica “via sepolcrale” romana è in pieno stato di degrado e di incuria, perciò le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico nei prossimi giorni ancora una volta chiederanno al Comune di Cagliari un intervento risolutivo di bonifica ambientale, messa in sicurezza e destinazione a fruizione pubblica, mediante progetto da attuarsi in sinergia con la Soprintendenza archeologica per la Sardegna,  Questa volta confidano in un positivo spirito di accoglimento.

Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico

 

 

 

 

Tuvixeddu, planimetria tombe rinvenute nell'area Erb

(elaborazione immagine GrIG, foto S.D., archivio GrIG)

  1. agosto 30, 2011 alle 2:53 pm

    la Direzione regionale dei beni culturali e paesaggistici per la Sardegna comunica che la Tomba di Rubellio sarà ripulita e restaurata con un intervento di 400.000 euro (fondi Arcus), con progettazione e direzione lavori da parte della Soprintendenza archeologica di Cagliari. I lavori dovrebbero essere consegnati entro settembre 2011.
    Speriamo bene :)

  2. settembre 1, 2011 alle 2:41 pm

    da La Nuova Sardegna, 1 settembre 2011
    Regione e Coimpresa mettono in campo due pool di esperti. Attesa per la nomina dei consulenti d’ufficio Ricorso contro il lodo? (Mauro Lissia)

    CAGLIARI. Riparte la battaglia su Tuvixeddu, con la Coimpresa che chiede alla Regione un risarcimento di 72 milioni per i ritardi nella realizzazione del progetto provocati dai vincoli imposti a suo tempo dall’amministrazione Soru.
    Il primo lodo arbitrale si è chiuso il 22 giugno con la decisione di nominare un consulente tecnico, un esperto che dovrà valutare se ci sia stato danno ed eventualmente l’entità. La nomina non c’è ancora o comunque non è stata notificata, ma le parti in causa si sono già mosse in linea con il contenuto del lodo: la Regione ha nominato la Kpmg Advisory, mentre i legali di Nuova Iniziative Coimpresa si sono affidati a Price Waterhouse Coopers Mlc. Tecnicamente le due società, che operano ad alti livelli, non hanno ancora il ruolo ufficiale di consulenti di parte: l’incarico formale partirà soltanto quando il collegio arbitrale – composto dall’ex magistrato Gianni Olla, dal docente romano Nicolò Lipari dell’università la Sapienza e dal presidente emerito della Corte Costituzionale Franco Bilé – avrà formalizzato il nome del consulente dell’ufficio. A quel punto si vedrà se le due compagini internazionali saranno chiamate a collaborare con il consulente del collegio o se le scelte finali saranno diverse. Molto dipende anche dal profilo professionale e dall’area di specializzazione dell’esperto che dovrà lavorare sull’affare Tuvixeddu: le parti si regoleranno di conseguenza.
    L’altro aspetto in sospeso riguarda la posizione dell’ex governatore Renato Soru e dell’ex assessore regionale all’urbanistica Gianvalerio Sanna: rappresentati dall’avvocato Giampiero Contu hanno partecipato alle prime udienze dell’arbitrato, poi il collegio li ha estromessi. C’è tempo fino a novembre per ricorrere contro questa parte della decisione ed è molto probabile che un’impugnazione ci sarà perchè i due ex amministratori potrebbero essere chiamati in causa direttamente, quindi pagare di tasca, se il lodo fosse favorevole a Coimpresa e la Regione dovesse sborsare una somma a titolo di risarcimento. Un lodo che comunque dovrebbe trovare conferma anche in secondo grado, davanti ai giudici della Corte d’Appello civile.
    Sullo sfondo di quest’ennesima controversia su Tuvixeddu resta la sentenza del Consiglio di Stato che ha confermato il peso del piano paesaggistico regionale sulla realizzabilità del piano Coimpresa e la validità dei vincoli imposti dalla Regione sull’area dei colli punici. I giudici di palazzo Spada sono entrati nel merito della questione e hanno dato ragione all’amministrazione Soru, che però nel frattempo era stata chiamata al giudizio arbitrale dai legali del costruttore. Restano poi aperti i giudizi davanti al Tar che riguardano il vincolo imposto dalla Sovrintendenza sull’area del canyon, interessato da antiche attività minerarie. Mentre sui vari passaggi della vicenda pende un processo penale con sei indagati. (m.l)

  3. settembre 6, 2011 alle 3:22 pm

    da La Nuova Sardegna on line, 6 settembre 2011
    Nuovo accordo per Tuvixeddu: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/09/05/news/nuovo-accordo-per-tuvixeddu-4909169

    Tuvixeddu, il sindaco incontra l’impresa e resuscita l’accordo. Conferenza di servizi entro settembre.

    CAGLIARI. L’accordo di programma su Tuvixeddu, firmato nel 2000, ha ripreso vita ieri pomeriggio nell’aula consiliare del Comune durante il primo incontro ufficiale tra la nuova amministrazione e tutti i rappresentanti dei proprietari di terreni e dell’impresa (Coimpresa) che ha già costruito 60 appartamenti lungo via Is Maglias. L’accordo torna a vita nuova: non tutto quello nel 2000 sarà fatto, ma, e forse questa è la novità politica di sostanza, c’è voglia di chiudere una storia infinita. Ieri si è confermata la nuova sintonia tra Regione e Comune: la Regione ha i fondi che servono per mandare avanti i lavori del parco archeologico e urbano, ma farà di più: porterà in consiglio la proposta di comprare altri terreni attorno al parco per rendere possibile una sorta di zona di rispetto. Il sindaco Massimo Zedda ha annunciato di voler convocare entro settembre la conferenza di servizi per riavviare i lavori.
    All’incontro c’erano l’ingegnere Gualtiero Cualbu e il figlio Giuseppe: «La riunione è servita per mettere in chiaro con la nuova amministrazione le posizioni. L’amministrazione ha confermato di voler riprendere le opere pubbliche nella formulazione condivisa da tutti».

    Tuvixeddu, risuscita l’accordo. (Alessandra Sallemi)

    CAGLIARI. Tuvixeddu punto e a capo. L’accordo di programma firmato nel 2000 da entità pubbliche e imprenditori privati ha ripreso vita ieri pomeriggio nell’aula consiliare del Comune durante il primo incontro ufficiale tra la nuova amministrazione municipale e tutti i rappresentanti dei proprietari di terreni e dell’impresa (Coimpresa) che ha già costruito 60 appartamenti lungo la via Is Maglias. L’accordo torna a vita nuova: non tutto quello che venne concordato nel 2000 sarà fatto, ma, e forse questa è la novità politica di sostanza, c’è voglia di chiudere una storia infinita senza forzare gli aspetti più delicati.
    La Regione. Massimiliano Tavolacci, capo di gabinetto dell’assessore all’Urbanistica Gabriele Asunis, ha partecipato in rappresentanza della Regione al comitato di sorveglianza per Tuvixeddu, tavolo che dal 2000 si riunisce in teoria due volte l’anno per valutare lo stato di attuazione dell’accordo. Il tavolo, come tutto il resto, è stato rinviato varie volte. Ieri si è confermata la nuova sintonia tra Regione e Comune su Tuvixeddu. La Regione ha tutti i fondi che servono per mandare avanti i lavori del parco archeologico e urbano, ma farà di più: porterà in consiglio la proposta di comprare altri terreni attorno al parco per rendere possibile una sorta di zona di rispetto.
    Il parco. Il sindaco Massimo Zedda ha annunciato di voler convocare entro settembre la conferenza di servizi per riavviare i lavori, lasciati al sessanta per cento del totale progettato.
    Volumetrie pubbliche. E’ ufficiale: il Comune rinuncia a costruire tutti gli edifici pubblici previsti dall’accordo di programma. Non ci sono i fondi per farlo, ma la scelta non viene proposta come una rinuncia sofferta bensì come un’opportunità per alleggerire ulteriormente la pressione cementizia attorno alla necropoli.
    La strada del canyon. Non si fa più. Da ieri è ufficiale che la strada si ferma in via Is Maglias. Il Comune resta in attesa del «rendering», che è la visualizzazione al computer di come la strada «esce» in via Is Maglias e quindi impatta sul traffico di questa arteria e anche sul canyon di Tuvixeddu, una questione funzionale ed estetica assieme, nessuno dei due aspetti può essere sottovalutato. La strada infatti potrebbe sboccare nella via Is Maglias in sottopasso oppure a raso o ancora in sovrappasso: vedere per scegliere.
    Coimpresa. All’incontro c’erano l’ingegnere Gualtiero Cualbu e il figlio Giuseppe. «Questa riunione – ha commentato Cualbu senior – è servita per mettere in chiaro con la nuova amministrazione le rispettive posizioni e quindi capire se tutti abbiamo unità d’intenti nel concludere quel che si è cominciato, nell’interesse generale. Abbiamo ora il fatto concreto che l’amministrazione ha confermato oggi di voler riprendere con tempestività le opere pubbliche nella formulazione condivisa da tutti». Dunque Coimpresa riprende a costruire? «Coimpresa non ha mai smesso». Coimpresa porta a termine il suo progetto immobiliare? «Dall’attuazione dell’accordo da parte di tutti conseguiranno i nostri comportamenti». Traduzione: vediamo cosa fanno e noi facciamo.
    Il ricorso contro il vincolo minerario. Non si fa più la strada bloccata dal vincolo minerario apposto al canyon dalla soprintendenza ai Beni monumentali, dovrebbe cadere anche il ricorso dell’impresa contro il vincolo. «Aspettiamo la sentenza – ha spiegato Cualbu – il vincolo non toccava direttamente la nostra attività, abbiamo presentato ricorso come portatori d’interesse». Come si ricorderà, il Comune, che aveva anch’esso presentato ricorso (sotto la giunta Floris), nelle settimane scorse ha dichiarato decaduto il suo interesse ad andare avanti.

    L’idea nacque a cavallo degli anni Settanta-Ottanta tra chi studiava come alleggerire il traffico della zona. La strada nel canyon: progetto accantonato.

    CAGLIARI. Un attraversamento tra Is Mirrionis e la zona di San Paolo diverso dall’attuale di cui fa le spese ogni giorno viale Merello fu pensato già tra gli anni Settanta-Ottanta. I colli di Tuvumannu e Tuvixeddu erano il passaggio naturale: con un tunnel, secondo le previsioni di alcuni ingegneri che insegnavano in facoltà, si sarebbe risolto tutto. Sotto Tuvixeddu, così sotto da non toccare le stratificazioni archeologiche, doveva passare una strada. Ma anche allora la proposta sbatteva su un problema da affrontare subito: la zona di San Paolo non era una landa spoglia affacciata sul mare.
    Scuole e palazzi costituivano ostacoli non superabili con un semplice colpo di matita. La proposta progettuale non uscì mai dalle aule universitarie, non divenne progetto della città. Ma restò l’idea che il modo più semplice per gestire la grande mole di traffico tra Is Mirrionis e San Paolo-Sant’Avendrace, fosse di attraversare i due colli gemelli. Non più tanto simili, visto che su Tuvumannu si era costruito case e scavato la pietra per costruire il resto della città.
    La strada è ricomparsa nell’accordo di programma del 2000 tra Comune e Coimpresa, lo sbocco tra Sant’Anvendrace e San Paolo, però, non era stato risolto in modo indolore: mezzo Siotto e la scuola di via Falzarego diventavano veri intralci. Il vincolo paesaggistico successivo ha bloccato la strada perché passava nella cava considerata un pezzo di archeologia industriale.

  4. settembre 6, 2011 alle 3:27 pm

    da Sardegna Quotidiano, 6 settembre 2011
    La svolta per parco e strada. (Marcello Zasso)

    MASSIMO ZEDDA. Per la nuova giunta comunale è stato il primo incontro ufficiale su Tuvixeddu. Il sindaco ha ottenuto la collaborazione della Regione per finanziare i lavori di completamento del parco verde e dell’area archeologica sul colle di Tuvixeddu.
    I DUE PUNTI. Sindaco e Regione sono d’accordo: i lavori per il parco verde e l’area archeologica vanno terminati al più presto. Nel frattempo il Comune vuole decidere sulla nuova strada.
    CUALBU. «È stata una riunione equilibrata e produttiva, c’è la buona volontà di tutti per chiudere questa vicenda»
    TAVOLACCI. «La Regione è in sintonia con le intenzioni del Comune, positiva la volontà del sindaco di collaborare».

    Il primo passo è stato fatto. Il parco di Tuvixeddu è più vicino. Il sindaco Zedda, come aveva annunciato a Cappellacci, vuole portare a termine gli interventi pubblici sul colle. Il Comitato di vigilanza sull’accordo di programma ieri ha preso atto della linea scelta all’incontro col presidente della Regione la settimana scorsa: concludere la parte pubblica dei lavori. Subito il parco, mentre si decide dove passerà la strada.

    IL GIUDIZIO DEL SINDACO. «Un incontro positivo, in cui si sono fatti passi avanti importanti», è il parere di Massimo Zedda al termine del primo incontro con Regione, Coimpresa e gli altri proprietari dell’area di Tuvixeddu. La settimana scorsa il primo cittadino ha chiesto a Cappellacci di mettere subito i soldi: il parco prima di tutto. Perché tra progetti di strade e palazzi, sentenze, ricorsi e polemiche Tuvixeddu è off limits. «C’è la volontà, da parte di tutti, di consentire il prima possibile ai cagliaritani di poter godere di uno fra i parchi più belli e importanti del Mediterraneo », ha detto ieri il primo cittadino dopo la riunione.

    LA VERSIONE DELLA REGIONE. «Ci siamo trovati in sintonia con il Comune per la realizzazione del parco archeologico e di tutte le strutture pubbliche – spiega Massimo Tavolacci, uno dei rappresentanti della Regione all’incontro di ieri in Municipio – abbiamo constatato la volontà del sindaco di accelerare e la volontà del Comune di collaborare». La Regione ha un ruolo di primo piano perché deve aprire i cordoni della borsa e pagare gli interventi sul colle che guarda Santa Gilla. «Non abbiamo parlato di cifre, anche perché restano quelle già previste – spiega Tavolacci, capo di gabinetto dell’assessorato regionale all’Urbanistica – qualcosa si recupera dalle modifiche del progetto della strada, e quei fondi potranno coprire il recupero degli interventi rimasti incompiuti all’i nte rno del parco, che necessitano di nuovi lavori». Trovata l’intesa “politica” tra Comune e Regione si tratta ora di passare agli aspetti pratici per la realizzazione del parco fantasma. «Il Comune si è impegnato a convocare, entro la fine di settembre, la Conferenza dei servizi per l’approvazione definitiva dei progetti di sistemazione del parco, a partire dalla pulizia dell’area e dalla realizzazione dei percorsi», ha precisato Massimo Zedda. Se il futuro del parco è segnato, una zona verde e una archeologica, non è ancora definitivo il progetto della strada che dovrà raggiungere l’area da Tuvumannu. La precedente giunta comunale aveva stabilito che la strada sfociasse in via Is Maglias. «Per quanto riguarda la viabilità – ha precisato Zedda – siamo in attesa di acquisire le immagini tridimensionali dei progetti per capire quale possa essere l’intervento con il minore impatto, anche visivo, sulla zona».

    LA POSIZIONE DI COIMPRESA. Alle trattative tra Comune e Regione ha assistito un ospite interessato, Gualtiero Cualbu. «Il bilancio è positivo », commenta a fine incontro. Era stato proprio l’imprenditore proprietario dell’aria di Tuvixeddu ha chiedere la riunione del Comitato di vigilanza, sperando di avere risposte sugli interventi pubblici: parco e strada. «Noi abbiamo messo in evidenza la legittimità dell’accordo di programma e nessuno l’ha messo in discussione – racconta il fondatore di Coimpresa – il sindaco ha espresso la volontà di arrivare quanto prima all’avvio delle opere pubbliche. Sono gli interessi legittimi dei privati: non si può più attendere». Cualbu analizza le parti in causa: «Tutti sono ormai stanchi, c’è la voglia condivisa di chiudere la vicenda». Coimpresa aspetta e si dichiara pronta a modificare i progetti. «Prima si passi alla fase operativa – conclude Cualbu – se c’è l’interesse dell’amministrazione a trovare modifiche e miglorie siamo pronti a vederle insieme

  5. settembre 6, 2011 alle 3:53 pm

    da Sardegna 24, 6 settembre 2011
    Tuvixeddu, via gli edifici pubblici: http://www.sardegna24.net/cagliari-e-provincia/tuvixeddu-via-gli-edifici-pubblici-1.20136

  6. settembre 26, 2011 alle 2:18 pm

    una splendida notizia, era ora :D :D :D

    da Sardegna 24, 24 settembre 2011,
    Alla riscoperta della necropoli. Tuvixeddu, la Soprintendenza ai Beni archeologici avvia il recupero della Tomba di Rubellio, in passato utilizzata come discoteca e di recente ricovero di senzatetto. (Ennio Neri)

    Il primo passo per Tuvixeddu. Aperto ieri il cantiere per il recupero della tomba romana di Rubellio. Un sepolcro monumentale, con scalinata e iscrizione e tante nicchie scavate nella roccia, destinata a diventare il fiore all’occhiello del futuro parco archeologico di Tuvixeddu. «Finalmente a Tuvixeddu si riprende a parlare di archeologia e non di cemento». Con questa esclamazione il sovrintendete Marco Minoia ha presentato l’avvio dei lavori di restauro della Tomba di Rubellio. Il Sepolcro di epoca romana scavato sulla roccia si trova in stato di degrado sul versante sud del Colle. Magrazie a un finanziamento di 300 mila euro di fondi ministeriali, ‘Arcus’ tra pochi mesi sarà riportato al suo stato originario e restituito alla città. «Un riavvio dei lavori che costituisce un segnale importante, un punto di svolta nell’approccio al Colle», ha sottolineato ancora il sovrintendente ai Beni archeologici per la provincia di Cagliari, «dopo quattro anni di scavi fermi, con la scena occupata dalle vicende politiche e giudiziarie, ora la collina torna a essere un luogo archeologico di scavi, conservazione e restauro. La partita resta aperta sugli altri fronti che riguardano la necropoli, ma è un primo passo». Il Comune, che nel2000 ha acquisito l’area, l’ha messa a disposizione gratuitamente e l’ha ripulito, prima era inaccessibile per via delle sterpaglie. «L’iscrizione per i defunti e per chi passa, la scalinata, l’articolazione interna con le tre nicchie, una per Rubellio e le altre due a fianco per le sue due mogli è tutto intatto», spiega Donatella Salvi, direttore archeologo della sovrintendenza, «il nostro lavoro costituirà nel riportare la struttura allo stato originario, eliminando l’edilizia posticcia creata dai senzatetto che sin dall’ Ottocento hanno eletto la tomba come loro rifugio, cementando il pavimento di pietra, gli ingressi risagomati, le pareti intonacate, e una sorta di angolo del focolare realizzato in una nicchia ». Negli anni Sessanta e Settanta, poi, le stanze venivano utilizzate come sala prove dalle rockband cittadine e come ‘discoclub’. Elena Romoli, architetto della Soprintendenza per i beni archeologici, ha riferito che altri 300 mila euro sono stati finanziati per la «tomba con pesci, spighe ed altri fregi», sempre nella necropoli cagliaritana. A fianco alla tomba di Rubellio, il Villino Serra, appoggiato al costone, copre altre sette tombe scavate sulla roccia. «L’auspicio »,hannoconcluso i dirigenti della Soprintendenza, «è che questo patrimonio diventi parte del più ampio itinerario del Parco archeologico»

    da L’Unione Sarda, 24 settembre 2011
    SANT’AVENDRACE. Dal ministero arrivano 300 mila euro. Inizia restauro della tomba a Tuvixeddu.

    Al centro di vicende giudiziarie e di un aspro dibattito politico, la necropoli di Tuvixeddu torna a far parlare di sé per gli interventi archeologici. Dalla prossima settimana partiranno i lavori per il restauro, il consolidamento e la pulizia delle superfici della tomba di Rubellio. Il sepolcro, inserito nella più vasta area cimiteriale che orlava la strada romana, ospitava al suo interno le ceneri del committente che dà il nome alla sepoltura e dei suoi familiari.
    IL SOPRINTENDENTE. «La restituzione del monumento alla città dovrebbe avvenire in tempi stretti – ha sottolineato Marco Minoja, soprintendente ai Beni archeologici di Cagliari e Oristano – è un tassello importante nel processo di valorizzazione e tutela che ha come lungimirante obiettivo la realizzazione del Parco archeologico». Per l’esecuzione delle opere saranno spesi 300 mila euro. Si tratta di fondi messi a disposizione dal Ministero attraverso Arcus, con l’intento di premiare i progetti più significativi. Il Comune, dal canto suo, ha consegnato alla Soprintendenza che dirigerà i lavori, l’area su cui insiste il colombario e che fu acquisita nel 2000.
    IL RECUPERO. Fino ad allora il monumento era stato profanato dall’incuria e dall’abbandono, divenendo alloggio temporaneo di senzatetto o caveau per la disco-dance. Cancellate le ferite e recuperato ciò che il ciclo del tempo ha compromesso, i visitatori potranno rinnovare la memoria di Gaio Rubellio e lasciarsi ammonire dalla sua inappellabile sentenza. La affidò alla pietra perché risuonasse in eterno: «Tu che leggi questa iscrizione, ricordati che sei mortale». ( m. a. )

  1. settembre 8, 2011 alle 1:13 pm
  2. settembre 16, 2011 alle 2:59 pm
  3. ottobre 15, 2011 alle 6:04 pm
  4. novembre 22, 2011 alle 4:14 pm

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