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Il Parco nazionale dell’Asinara caccia via il radar dalle sue coste!

Muflone (Ovis musimon)

 

L’Ente Parco nazionale dell’Asinara – Ufficio tecnico ha comunicato (31 gennaio 2012) in seguito ai ricorsi delle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico, Amici della Terra e Lega per l’Abolizione della Caccia che la Presidenza dell’Ente Parco ha espresso (nota n. 2834 del 28 settembre 2011 + relazione istruttoria) diniego (art. 13 della legge n. 394/1991 e s.m.i.) alla realizzazione di un radar da parte del Corpo delle Capitanerie di Porto in località Punta Scomunica, dopo aver accertato “la presenza in sito di opere di cantiere, eseguite senza alcuna autorizzazione o nulla osta, che hanno già compromesso il sito dal punto di vista vegetazionale, faunistico e morfologico”.  Ha, inoltre, annunciato che chiederà il risarcimento dei danni causati all’ambiente dai lavori non autorizzati.

Dopo la recente dura presa di posizione del Ministero dell’ambiente, una drastica decisione dell’Ente Parco nazionale dell’Asinara nei confronti dell’unico sistema coordinato di radar della Guardia di Finanza e della Guardia costiera da posizionarsi lungo i litorali sardi.

Gruppo d’Intervento Giuridico, Amici della Terra, Lega per l’Abolizione della Caccia

 

 

(foto J.I., archivio GrIG)

  1. febbraio 1, 2012 alle 2:51 pm | #1

    da Sassari Notizie, 1 febbraio 2012
    Radar all’Asinara, il caso è chiuso. L’Ente Parco nega l’autorizzazione.
    E presto arriverà una richiesta di risarcimento per i lavori già avviati: http://www.sassarinotizie.com/articolo-9076-radar_all_asinara_il_caso_e_chiuso_l_ente_parco_nega_l_autorizzazione.aspx

    da No Radar Sardegna, 1 febbraio 2012
    Il Parco nazionale dell’Asinara caccia via il radar dalle sue coste!: http://noradarcaposperone.blogspot.com/2012/02/il-parco-nazionale-dellasinara-caccia.html

    Gea Press, 2 febbraio 2012
    Il Parco dell’Asinara dice no alla costruzione del radar: http://www.geapress.org/brevi/il-parco-dell%E2%80%99asinara-dice-no-alla-costruzione-del-radar/23758

  2. febbraio 2, 2012 alle 3:05 pm | #2

    da La Nuova Sardegna, 2 febbraio 2012
    Contro il progetto si erano mobilitate le associazioni ambientaliste presentando una serie di ricorsi contro l’installazione. Il Parco dell’Asinara dice no all’antenna radar. L’Ufficio tecnico ha respinto la richiesta del Comando generale della capitaneria.
    Il Comune aveva già bloccato due anni fa i lavori. (Pinuccio Saba)

    PORTO TORRES. Il Parco dell’Asinara ha comunicato al Comando generale della capitaneria il proprio diniego all’installazione del radar a Punta Scomunica.
    La decisione dell’Ufficio tecnico del Parco fa proprie le motivazioni che avevano indotto Il Gruppo di Intervento Giuridico, Amici della Terra e Lega per l’Abolizione della Caccia a presentare una serie di ricorsi contro l’intallazione in Sardegna di un sistema coordinato di radar da parte della Guardia di finanza e della Guardia costiera.
    Ma già dalla fine del mese di luglio del 2010, il comune aveva bloccato i lavori per la realizzazione del basamento in cemento armato che avrebbe dovuto ospitare l’antenna radar. E lo aveva fatto con una semplice ordinanza con la quale vietava l’accesso e il transito dei mezzi di peso superiore ai 35 quintali sull’isola dell’Asinara. Ordinanza dovuta a «ragioni si sicurezza» poichè l’unica strada che attraversa l’isola potrebbe cedere sotto il peso di autocarri da oltre 200 quintali di peso. Autocarri, per la precisione betoniere da 300 quintali, che il 26 luglio di due anni erano state costrette a fare marcia indietro, nonostante fossero già imbarcate sul battello che collega Porto Torres con Cala Reale. L’Ufficio tecnico del Parco (che indtende chiedere i danni), nel respingere la richieste del comando delle Capitanerie di porto, ha applicato una serie di norme comunitarie, nazionali e regionali in materia di tutela ambientale, forte anche di un insolito quanto duro intervento del ministero dell’Ambiente (17 gennaio 2012) nei confronti del ministero della Difesa. Una nota nella quale lamentava i mancati chiarimenti sia della Guardia di finanza sia della Guardia costiera e nella quale il minustero dell’Ambiente ricorda che «la Direttiva Habitat non ammette deroghe in materia di Valutazione di incidenza ambientale (Vinca), neppure in caso di interventi di carattere militare. E comunque, aggiunge il ministero dell’Ambiente, anche in caso di interesse militare non possono essere aggirate le procedure per la Valutazione di impatto ambientale (Via) e di Valutazione ambientale strategica (Vas), procedure che devono essere concluse con un decreto interministeriale di Ambiente e Difesa. Osservazioni contenute anche nei ricorsi presentate dalle associazioni ambientaliste che, di fatto, hanno bloccato l’installazione del radar.

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