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Lo “strano” inquinamento di Quirra “produce” venti indagati.


Quirra, cartello

Clamorosi sviluppi dell’indagine sullo “strano” inquinamento di Quirra condotta dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Lanusei (OG) Domenico Fiordalisi: secondo notizie stampa, sembra che siano state ritrovate particelle di Torio, materiale radioattivo, nelle salme riesumate di pastori deceduti in zona.         Indagati a vario titolo venti fra militari del Poligono Sperimentale e di Addestramento Interforze di Quirra, medici, docenti universitari, amministratori locali

Pesanti le ipotesi di reato contestate: omissione aggravata di cautele contro infortuni e disastri (Fabio Molteni, Alessio Cecchetti, Roberto Quattrociocchi, Walter Mauloni, Carlo Landi, Paolo Ricci, generali comandanti del P.I.S.Q.; Gianfranco Fois, Francesco Fulvio Ragazzon, colonnelli comandanti il distaccamento P.I.S.Q. di Capo S. Lorenzo; Walter Carta, tenente responsabile del Servizio prevenzione e sicurezza del P.I.S.Q.; Francesco Riccobono, Giuseppe Protano, Fabio Baroni, Luigi Antonello Di Lella, esperti e docenti universitari di Siena; gen. Giuseppe Di Donato, Vittorio Sabbatini, magg. Vincenzo Mauro, componenti Commissione ministeriale), falso ideologico aggravato in atto pubblico e ostacolo aggravato alla difesa da un disastro (Gilberto Nobile e Gabriella Fasciani, chimici della Soc. SGS), omissione di atti d’ufficio dovuti per ragioni di sanità e igiene (Fabio Molteni, Alessio Cecchetti, Roberto Quattrociocchi, generali comandanti del P.I.S.Q.), omissione dolosa aggravata di cautele contro infortuni e disastri e omissione di atti d’ufficio dovuti per ragioni di sanità e igiene (prof. Pierluigi Cocco, medico competente del P.I.S.Q.), ostacolo aggravato alla difesa da un disastro e favoreggiamento aggravato(prof. Pierluigi Cocco, medico competente del P.I.S.Q., e Walter Mura, sindaco di Perdasdefogu).

Quirra, lancio missile (da http://www.nsd.it)

Le valutazioni della Procura e le richieste di rinvio a giudizio saranno in seguito vagliate in sede di udienza preliminare dal G.I.P. di Lanusei.

Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico

 

 

 

da L’Unione Sarda on line, 24 marzo 2012

Salme radioattive: 20 indagati. C’è il sindaco di Perdasdefogu.  Torio radioattivo è stato trovato nelle salme dei pastori morti dopo aver lavorato nella zona del poligono del Salto di Quirra. Colpa delle guerre simulate, dei brillamenti di munizioni opbsolete, dei test degli oleodotti. Ne è convinto il Procuratore di Lanusei Domenico Fiordalisi, che ieri ha spedito l’avviso di conclusioni delle indagini a venti persone legate a filo doppio con la base militare. Maria Francesca Chiappe: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/259038

 

francobollo commemorativo 50° anniversario P.I.S.Q.

da La Nuova Sardegna, 24 marzo 2012

Quirra, indagato il sindaco di Perdasdefogu. Walter Mura, insieme ad altre 19 persone, accusato di avere ostacolato la giustizia.  Valeria Gianoglio

PERDASDEFOGU. La “bomba” è esplosa ieri sera. Ha raggiunto Walter Mura nella sua casa di Cagliari, e altri diciannove indagati, compresi sei generali, due colonnelli, il medico del poligono, Pierluigi Cocco, il docente universitario senese ed esperto ambientale, Francesco Riccobono, nelle rispettive residenze. È l’atto clou dell’inchiesta sul poligono di Quirra: la notifica di venti avvisi di conclusione delle indagini che travolgono l’Ogliastra.   Le accuse vanno dall’ostacolo alla giustizia al favoreggiamento, passando per la diffusione di false informazioni, e per omesso controllo o per omessa segnalazione.
 Lo sfogo di Mura. Il sindaco di Perdasdefogu, Mura, è ancora scosso ma incredulo quando stringe tra le mani il mucchio di fogli che lo riguardano e lo accusano di «ostacolo aggravato a indagini su disastro ambientale». E con amarezza afferma «mi dispiace, perché si adombra che sono disonesto e in malafede. Se mi hanno indagato in questo modo, allora significa che una persona non è neanche libera di esprimere la propria opinione, se questa è diversa da altre. Significa che una persona non è neanche libera di difendere il proprio paese. Allora ce lo dicano, una buona volta, che il paese deve essere sgomberato. Io sono e continuo a rimanere convinto, invece, che nel mio paese si sta bene, che siamo messi meglio di altri, che il poligono non sia tutto inquinato. Sono le cose che vado ripetendo da molti mesi, ormai. Insieme alla riapertura di alcune zone del poligono, per i pastori». «Ma io – continua Mura – non sto rubando nulla, mi stanno accusando sostanzialmente di aver espresso un parere diverso da quello di altri. Per questo ho deciso di non nascondermi: domani (oggi per chi legge ndr) leggerò il provvedimento, nella parte che mi riguarda, ai miei concittadini, perché voglio che capiscano, saranno loro a giudicarmi». Walter Mura poi si ferma, riprende in mano l’avviso che gli è stato notificato, e continua a leggere incredulo. «Mi accusano di ostacolo aggravato alla Difesa, di un disastro, mi accusano di aver diffuso false informazioni, insieme al professor Pierluigi Cocco. Ma scherziamo? Solo per aver fatto conoscere alla gente altri dati, altre indagini. Mi accusano anche di essere in malafede, e di aver sostanzialmente difeso il poligono perché questo mi dava lavoro. Ebbene, lo dico senza tema di smentita: in quindici anni da che sono sindaco, ho fatto solo un lavoro per il poligono, tre anni fa, e mi sono rimasti in tasca seimila euro. Mi sembra un po’ poco per accusarmi di una cosa del genere. Mi si accusa persino di aver in un certo senso creato un clima contrario a Mariella Cao (comitato Gettiamo le basi ndr)».
 Il paese in municipio. Nel frattempo, in Comune a Perdasdefogu, i telefoni trillano impazziti. La notizia, in paese, si diffonde a poco a poco e attira in municipio i primi curiosi. Anche loro increduli di fronte alla nuova “bomba” esplosa nel caso Quirra. Certo è che dalle 20 di ieri, nel municipio di Perdas, si scatena l’inferno. Telefonano i senatori e deputati sardi, telefonano amici e conoscenti, mentre l’intero paese si precipita in Comune. «Questo avviso di garanzia lo hanno dato a ciascuno di noi» commenta qualcuno. Che qualcosa bollisse nell’aria, in realtà, lo si era capito nelle ultime settimane: lo stesso procuratore Domenico Fiordalisi era apparso piuttosto frenetico e affaticato. «Non c’è nulla, non c’è nulla di nuovo» rispondeva, ermetico, di fronte alle pressioni di tanti giornalisti.
 Le accuse. Eppure si capiva che il terremoto stava per esplodere, e alla fine è esploso: i venti avvisi di chiusura delle indagini notificati ieri, per tutta la giornata, dagli uomini della squadra mobile di Nuoro, sono giunti come un uragano a Perdasdefogu ma non solo. Hanno travolto alcuni militari del servizio prevenzione e antifortunistica del poligono, il docente universitario di Siena Francesco Riccobono, indagato per concorso in disastro ambientale, e altri nomi già noti e già iscritti nel registro degli indagati come i tre ex comandanti del poligono interforze, i tre generali Alessio Cecchetti, Roberto Quattrociocchi e Fabio Molteni, due chimici dell’Sgs, Gabriella Fasciani e Gilberto Nobile. Tutti, a vario titolo, accusati di reati che vanno dal falso ideologico al favoreggiamento, disastro ambientale, omesso controllo. Il carnet di accuse è così ricco e variegato che è difficile distinguerle, a seconda delle varie posizioni e dei diversi indagati. L’avviso di chiusura indagini è l’atto che precede la richiesta, da parte del pm Fiordalisi, del rinvio a giudizio. Poi sarà il gip a decidere quali indagati mandare a processo e quali posizioni, invece, eventualmente archiviare.

 

(foto da www.nsd.it, per conto GrIG)

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  1. icittadiniprimaditutto
    marzo 24, 2012 alle 11:00 pm

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. marzo 25, 2012 alle 12:32 am

    da Il Fatto Quotidiano, 24 marzo 2012
    Poligono di Quirra, venti indagati. Il pm: “Tumori dovuti alle esercitazioni militari”. Avvisi di chiusura indagine per il sindaco di Perdasdefogu, il paese in provincia di Nuoro che ospita la base, alti ufficiali dell’esercito e professori universitari che firmarono perizie rassicuranti. Confermato il rischio radioattivo: “Anomala quantità di torio nelle salme dei pastori che portavano le pecore nell’area”. (Monia Melis): http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/24/poligono-quirra-venti-indagati-tumori-dovuti-alle-attivita-militari/199921/

    da Casteddu on line, 24 marzo 2012
    L’Azienda Ospedaliera difende il professor Cocco sul caso Quirra: http://www.castedduonline.it/cronaca/lazienda-ospedaliera-difende-il-professor-cocco-sul-caso-quirra/14676

  3. marzo 25, 2012 alle 9:07 am

    da La Nuova Sardegna, 25 marzo 2012
    Metalli radioattivi nelle salme di Quirra. La presenza di cerio e torio ha portato alla svolta nell’inchiesta che vede 20 indagati. Tre generali, ex comandanti del Poligono, avrebbero nascosto brillamenti non autorizzati. (Valeria Gianoglio)

    PERDASDEFOGU. La grande novità si chiama «cerio». È un metallo delle cosiddette “terre rare” che viene utilizzato nella fabbricazione artificiale del torio. Per il consulente del pm Domenico Fiordalisi, Evandro Lodi Rizzini, non ci sono dubbi: c’era anche cerio, nelle ossa della maggior parte dei pastori riesumati nell’ambito dell’inchiesta su Quirra. Era nelle tibie analizzate, in buona compagnia con il torio, come già si sospettava da tempo. Il torio era in «una quantità che presenta un andamento crescente con l’età per i deceduti che hanno esercitato pastorizia nel poligono».
    Ma è stata proprio la presenza del cerio, ad allarmare la procura: perché in quanto elemento artificiale e non comune in natura, non ci si aspettava di trovarlo nelle salme degli allevatori. Ha una svolta tutta chimica, dunque, l’inchiesta sul poligono di Quirra condotta dal procuratore Domenico Fiordalisi. Una svolta che è approdata avant’ieri con venti avvisi di chiusura delle indagini notificati dalla squadra mobile nuorese e dalla forestale ad altrettanti indagati eccellenti.
    Sei generali indagati per omissione dolosa aggravata di cautele contro infortuni e disastri: Fabio Molteni, Alessio Cecchetti, Roberto Quattrociocchi, Walter Maulon, Carlo Landi, Paolo Ricci. Due colonnelli comandanti del distaccamento di capo San Lorenzo accusati anch’essi dello stesso reato dei primi sei militari: Gianfranco Fois e Fulvio Ragazzon, insieme al responsabile del servizio di prevenzione e protezione del poligono dal 2000 fino al 2008, Walter Carta. Tre componenti della commissione del ministero della Difesa accusati di omissione dolosa aggravata di cautele contro infortuni e disastri: Giuseppe Di Donato, Vittorio Sabbatini, Vincenzo Mauro.
    Quattro docenti universitari e tecnici dell’istituto di scienze ambientali di Siena, Francesco Riccobono, Giuseppe Protano, Fabio Baroni, Antonello Luigi Di Lella. Due chimici dell’Sgs, Gabriella Fasciani e Gilberto Nobile, già indagati dalla prima ora per falso ideologico e adesso anche per ostacolo aggravato alla difesa di un disastro. Il medico del lavoro e docente universitario, Pierluigi Cocco, accusato, insieme al sindaco Walter Mura, tra le altre cose, anche di favoreggiamento aggravato.
    I bambini malformati. Tre generali, in particolare, ovvero Molteni, Cecchetti e Quattrociocchi, tutti ex comandanti del poligono di Quirra, sono accusati anche di aver «ostacolato l’opera di difesa in caso di disastro e omesso di riferire alle Aziende sanitarie di Lanusei e di Cagliari, e ai sindaci di Escalaplano e di Villaputzu e alle altre autorità competenti, che da molti anni avvenivano, con modalità illecite, brillamenti nel poligono in una zona che per le particolari caratteristiche orografiche poteva corrompere, adulterare o addirittura avvelenare le due sorgenti di acqua di Escalaplano e della frazione di Quirra». In quelle zone, si legge nell’avviso di chiusura indagini emesso dal procuratore Fiordalisi, «si erano più volte verificati casi di bambini gravemente malformati» e si cita il caso di una donna di Escalaplano «ancora in vita tra incredibili sofferenze. Poco prima della nascita, la sua abitazione è stata raggiunta dalle polveri dei brillamenti militari portate dal vento».
    I radar “citotossici”. Qualche novità, rispetto alle indagini degli ultimi mesi, emerge anche intorno alle analisi fatte sulle emissioni elettromagnetiche delle postazioni radar del poligono. I test, in quella occasione, ovvero nel giugno scorso, non avevano trovato nulla di anomalo o di potenzialmente pericoloso per la salute umana. Ora, tuttavia, la procura ogliastrina dice di aver scoperto il perché: qualche addetto alle postazioni aveva abbassato la potenza dei radar prima del test che risultò, dunque, secondo la procura, assolutamente falsato.
    «Nessuna cautela». I docenti universitari e tecnici senesi indagati, Riccobono, Protano, Baroni e Di Lella, sono invece accusati di aver contribuito «a esporre alla radioattività militari, civili e pastori, nonché i numerosi animali da allevamento, con l’artificio di presentare come indagine tossicologica l’indagine geochimica effettuata, senza denunciare il grave pericolo delle anomale concentrazioni di torio riscontrate nelle aree che sono considerate “ad alta intensità militare”».

  4. marzo 25, 2012 alle 9:10 am

    da La Nuova Sardegna, 25 marzo 2012
    Il medico epidemiologo si dimette. Pierluigi Cocco, accusato di avere ostacolato la giustizia, lascia l’incarico Dalle sue indagini non risultava un’incidenza significativa di tumori. (Valeria Gianoglio)

    PERDASDEFOGU. Cinquecento suoi concittadini, ieri sera, lo hanno accolto con un applauso scrosciante alla riunione che aveva convocato per spiegare le sue ragioni. Walter Mura, forte dell’appoggio dei foghesini, non pensa alle dimissioni, perché, lo ha detto sin dall’inizio, «nessuno mi ha accusato di rubare, ma solo, in sostanza, di aver esposto opinioni diverse e di difendere il mio paese». Per il momento, alle 18 di ieri, al suo ingresso nell’auditorium stracolmo dell’Ipsia, dove aveva chiamato a raccolta tutti, ha letto le accuse con le quali la procura di Lanusei lo ha iscritto nei giorni scorsi nel registro degli indagati: ostacolo aggravato alla difesa da un disastro e favoreggiamento aggravato.
    Le dimissioni di Cocco. Il medico del lavoro e professore associato all’università di Cagliari, Pierluigi Cocco, invece, annuncia le sue dimissioni dall’incarico nel poligono ma anche dal prestigioso ruolo di componente dell’Agenzia europea dell’ambiente. Ma solo, dice, per ragioni di correttezza, «perché di fatto questa situazione mi costringe a farlo». «Ho sempre e soltanto svolto il mio lavoro come dipendente dell’azienda ospedaliera universitaria di Cagliari – dice – In tutti questi anni, nel poligono, ho solo lavorato come medico del lavoro per conto dell’azienda ospedaliera da cui dipendo, ho rappresentato un ente pubblico per fare la sorveglianza sanitaria su un altro ente pubblico».
    Il medico si difende.Alle 10 di ieri, mentre il caso-Quirra si è già scatenato su tutti i mass-media e infuriano le inevitabili polemiche tra favorevoli e contrari all’inchiesta, tra chi chiede la chiusura del poligono e chi, invece, lo difende a spada tratta, Pierluigi Cocco mostra senza remore la sua profonda amarezza. Lo fa da professionista, senza clamore, ma con una decisione che gli deriva da 40 anni trascorsi tra studi sui linfomi, indagini epidemiologiche, e lunghi anni di esperienza medica e di ricerca trascorsi negli Usa. Lo fa dall’alto di un curriculum lungo una cinquantina di pagine, trenta delle quali solo di pubblicazioni. È sua anche una delle quattro indagini epidemiologiche condotte sul poligono: una indagine che non aveva trovato una incidenza significativa, né tantomeno allarmante, di tumori nella popolazione del posto.
    Ha appena ricevuto molte telefonate, il professor Cocco, e una consistente catena di solidarietà da parte di colleghi, e lo dice anche che «da questo momento in poi, lo capite bene, per tutelarmi dovrò parlare attraverso un avvocato». Ma ci tiene a mettere soltanto qualche piccolo punto fermo, in mezzo a un numero di accuse che lo hanno scosso nel profondo: omissione aggravata di cautele contro infortuni e disastri, omissione di atti d’ufficio per motivi di igiene e sanità, ostacolo aggravato alla difesa da un disastro, favoreggiamento aggravato. Secondo le accuse, lui e «l’ingegner Walter Mura», «in concorso tra loro quali pubblici ufficiali e autorità sanitarie» avrebbero «di propria iniziativa diffuso false informazioni di tipo sanitario, in data 10 marzo 2011, per indurre le persone a non collaborare con la magistratura e la polizia giudiziaria nelle indagini nei confronti dei generali comandanti il poligono di Perdasdefogu per il delitto di omicidio plurimo di pastori e civili».
    L’accusa di «malafede». Ma l’accusa che, a detta del sindaco, probabilmente tocca di più sia lo stesso Mura, sia il docente universitario Cocco, è quella di «malafede». Entrambi, infatti, secondo la procura ogliastrina, avrebbero avuto «anche incarichi molto remunerativi» da parte dell’Aeronautica. Il primo cittadino di Perdasdefogu, su questo punto, aveva replicato sin dalla prima ora, dicendo di aver avuto solo un incarico in quindici anni, e di aver guadagnato 6mila euro. Il professor Cocco, dal canto suo, tiene solo a precisare che le uniche cifre ricevute sono state quelle ricevute dal suo dipartimento e legate al finanziamento di una ricerca.

    IL TORIO. Espone al cancro.

    Il torio è un metallo che si trova molto comunemente in natura, dove è dieci volte più abbondante dell’uranio. Quando è puro assume un colore che ricorda l’argento, se viene contaminato si ossida. Viene utilizzato nelle centrali nucleari di nuova generazione perché produce scorie che durano poche decine di anni, negli elettrodi che si utilizzano per saldature, come materiale per produrre combustibile nucleare. L’esposizione al torio può aumentare il rischio di cancro ai polmoni, al pancreas, ai reni e al sangue.

    IL CERIO. Danneggia il fegato.

    Si può trovare nei televisori, nelle lampade fluorescenti, e persino nei vetri. Il cerio è un metallo molto duttile e malleabile, e altrettanto reattivo: si ossida velocememte nell’acqua calda, si dissolve nell’aria, può prendere fuoco. Se inalato in certe quantità e nel corso di esposizioni di lunga durata può provocare embolie polmonari o causare danni al fegato. Può essere pericoloso in determinate condizioni, tant’è che le persone che ci lavorano a stretto contatto e in modo continuativo devono adottare misure di sicurezza.

  5. capitonegatto
    marzo 25, 2012 alle 5:28 pm

    Nei TG sardi la parola “territorio” e’ in assoluto la piu ripetuta, ma purtroppo a ragion veduta tra inquinamenti di varia natura e speculazione edilizia , il territorio Sardo viene ogni giorno depredato propio con la complicita’ di alcuni sardi.

  6. marzo 26, 2012 alle 2:49 pm

    da La Nuova Sardegna, 26 marzo 2012
    La tesi del pm Fiordalisi: tentativi di inquinare l’inchiesta. Quirra, le tracce di torio e cerio chiudono l’epoca dei depistaggi.

    VILLAPUTZU. Finora era una deduzione fondata sul principio di probabilità. Cioè il sospetto legittimo che i morti di Quirra fossero la tragica conseguenza, di un inquinamento prodotto dalle attività svolte, fin dal lontano 1956, all’interno del poligono interforze, l’area militare più estesa d’Europa. I risultati delle consulenze tecniche chieste dalla procura della Repubblica di Lanusei fanno evolvere i principi di probabilità in qualcosa di diverso, di molto più consistente di un semplice, legittimo sospetto. Riempiono infatti il vuoto logico finora esistente nel rapporto causa-effetto tra inquinamento militare e la spaventosa escalation di tumori del sistema emolinfatico nel Sarrabus, soprattutto in prossimità del poligono.
    Nel marzo dello scorso anno la denuncia di uno dei consulenti, Massimo Zucchetti dell’università di Torino, aveva innescato una polemica incandescente, ma aveva soprattutto rotto quel clima di incertezze che ha finora “assolto” il poligono dalle sue eventuali responsabilità. Zucchetti, infatti, aveva comunicato al procuratore di Lanusei di avere trovato tracce di uranio depleto nei tessuti di un agnello, nato deforme nelle campagne di Escalaplano. Le conclusioni di Zucchetti erano però state duramente contestate dai periti della Sgs, una società controllata dalla Fiat che ha vinto l’appalto Nato sui controlli all’interno del poligono. «I calcoli di Zucchetti sono sbagliati e non in linea con i protocolli internazionale» avevano detto i periti.
    Ora i risultati delle analisi fatte dal fisico Evandro Lodi Rizzini sui resti di quindici pastori che vivevano e lavoravano dentro il poligono hanno un effetto devastante: nelle ossa di quei pastori sono stati infatti trovate tracce significative di Torio 232 e di Cerio. Se prima c’erano le vittime e non c’era il killer, ora invece il killer ha un nome.
    Per arrivare a questo risultato ci sono voluti ben undici anni. Secondo il procuratore Fiordalisi in tutto questo tempo c’è stato chi ha cercato di depistare le indagini e di intossicare il clima. Se questa tesi troverà conferme processuali, si spiegherebbero finalmente alcune circostanze che, con un eufemismo, potrebbero essere definite “anomalie”. Per esempio l’incredibile invenzione che a provocare tumori del sangue sarebbe stato l’inquinamento da arsenico che ha il suo epicentro nella miniera abbandonata di Bacu Locci. Per anni si è cercato di tenere vivo questo inganno, nonostante sia provato scientificamente che l’arsenico non provoca le patologie riscontrare nell’area di Quirra. Si è perfino arrivati a produrre uno studio ponderoso da parte di un’équipe dell’Istituto superiore di sanità sulla presenza di arsenico nella zona. Stranamente, però, nessuno ne ha pubblicizzato i risultati. E cioè che l’arsenico è presente nella zona addirittura in misura inferiore alla norma.
    Il caso Quirra, a questo punto, diventa soprattutto un problema politico. La proposta del senatore Gian Piero Scanu, che spinge per una radicale riduzione del peso delle servitù militari nell’isola, ne esce drammaticamente rafforzata. Perché il Torio 232 e il Cerio trovati nelle ossa dei pastori che portavano le loro greggi al pascolo dentro il poligono dicono che tutta quell’area è gravemente inquinata ed esiste un gigantesco problema di salute pubblica. Scanu, nella sua mozione, ha chiesto che vengano subito chiusi Teulada e Capo Frasca e che Quirra, dopo una bonifica, venga riconvertito. Che non sia più, insomma, un’inferno possibile per chi ci lavoro e per chi ci vive vicino.
    Alla luce delle ultime notizie che arrivano dall’inchiesta su Quirra della magistratura di Lanusei diventano poi quanto meno discutibili i toni trionfalistici che hanno accompagnato il ritardato rispetto di una legge dello Stato da parte del Governo. Cioè il pagamento degli indennizzi per i danni causati alla collettività dalla presenza militare. Ha ragione Mariella Cao, portavoce del movimento pacifista “Gettiamo le basi”, quando ironizza su chi spaccia per un successo politico il semplice rispetto di una norma e, anzi, non censura il colpevole ritardo con il quale avviene il trasferimento dei fondi. Ma Mariella Cao ha voluto andare oltre ed entrare nel dettaglio dei conti. E il risultato è davvero umiliante per l’isola: l’indennizzo risulta infatti essere di 0,083 centesimi al mese per ogni ettaro. I vincoli in mare e in cielo non sono neppure presi in considerazione.
    E qui c’è tutto il paradosso della politica, soprattutto sarda, che vede come un successo politico il pagamento ritardato di un debito, ma finora non sembra essere stata turbata dalle clamorose risultanze della consulenza del fisico Lodi Rizzini. A parte rare eccezioni, come quella di Claudia Zuncheddu.

  7. valentina
    marzo 26, 2012 alle 7:16 pm

    Povera Sardegna, terra tra le più belle del mondo.

  8. marzo 28, 2012 alle 12:21 pm

    Il torio è l’elemento radioattivo più diffuso sulla superficie terrestre, si trova in piccole quantità nella maggior parte delle rocce e dei suoli, dove è circa dieci volte più abbondante dell’uranio, ed è circa comune quanto il piombo.

    Il terreno contiene di solito una media di sei ppm di torio.

    Fra gli elementi delle terre rare, il cerio è l’elemento più abbondante nella crosta terrestre, nella percentuale approssimativa dello 0,0046% (49 ppm).
    È un componente del Mischmetal, abbondantemente utilizzato nella produzione delle pietrine per accendisigari.
    (50% di cerio, il 45% di lantanio e il 5% di neodimio)

    Se i pastori trovati positivi al cerio fumavano è probabile che le tracce di cerio trovate nelle loro povere ossa venivano dagli accendini.

    L’inchiesta di Fiordalisi è inquinata da interessi contrari all’accertamento della verità.

    • marzo 28, 2012 alle 3:53 pm

      Nessuno è detentore della verità, nè Fiordalisi nè noi comuni cittadini nè lei, però, con le sue indagini, e con i mezzi a disposizione, il p.m. si sta impegnando a cercarla quella benedetta verità, e lo fa coraggiosamente, su quali basi insinua che la sua inchiesta è inquinata da interessi contrari all’accertamento della verità? Prima di fare certe dichiarazioni, bisognerebbe riflettere sulle conseguenze che potrebbero avere e sarebbe opportuno evitare di alimentare sospetti e diffidenza nei confronti di un uomo che svolge semplicemente il proprio lavoro.

      • marzo 28, 2012 alle 6:19 pm

        Allo stato attuale sono state alimentati sospetti ed insinuazioni contro 20 persone *indagate* che sui media e in rete ricevono continuamente insulti dalla plebe irriflessiva.

        Le indagini compiute dando alla stampa notizie che poi si rivelano destituite di fondamento, non contribuiscono ad alimentare la mia fiducia, e la Vostra?

        Ricordate i titoloni sui giornali, pure stranieri, secondo i quali il PISQ era pieno di uranio?

        Ormai è chiaro che si basavano su dati farlocchi (se Vi interessa ve ne posso fornire qualcuno “riservato”, come la perizia del prof. Zucchetti).

        Pensate al danno che hanno causato e continuano a causare ad una economia povera già di suo.

        Ora sembrerebbe che il PISQ sia pieno di torio e cerio, i media lo danno per certo, aspetto di avere i dati su tale inquinamento, ma se pure questo dovesse risultare irrilevante?

        L’avete detto Voi stessi che l’inquinamento di Quirra è “strano”.

        Io ribadisco che l’inquinamento maggiore riguarda l’inchiesta.

        Il tempo consentirà di fare chiarezza.

  9. Bio IX
  10. Bio IX
    marzo 28, 2012 alle 5:21 pm

    Dimenticavo: compresi i commenti …

  11. marzo 28, 2012 alle 6:29 pm

    certo, Franco, l’inquinamento è “strano” e proprio per questo le indagini devono andare avanti a 360°.
    Per la prima volta accade.
    Il “danno” pare sia soprattutto quello di vent’anni senza molta voglia di scoprire le cause delle morti e delle malattie.
    Attendiamo che si giunga alle conclusioni.

  12. aprile 2, 2012 alle 11:17 am

    Salve gentile redazione, mi chiamo Simone Loi, ho 30 anni e lavoro nel mondo dell’arte contemporanea. Vorrei introdurti un progetto artistico che ho realizzato sul Poligono Sperimentale di Addestramento Interforze del Salto di Quirra. Attraverso questo progetto sono entrato nella lista dei 10 giovani fotografi sardi realizzata da Su Palatu attraverso la mostra A Banda che si è svolta lo scorso Ottobre. Ora questo progetto andrà in esposizione in Svizzera nel museo d’arte contemporanea CACT, all’interno della mostra DEEP INSIDE_DISSOCIAZIONI dal 9 Giugno al 15 Luglio 2012.

    LA PRIMAVERA DI QUIRRA, è un progetto fotografico in progress dove credo di essere riuscito a far convivere molte problematiche a me care sia estetiche che di denuncia politica. In questo lavoro ho cercato di mettere in luce la miseria di questo parco giochi degli stati europei e la loro guerra di finzione. Come recita lo scritto che accompagna il progetto:
    A Quirra la guerra è un gioco simulato quanto lo sono i soldatini di plastica, è illusione di un teatro potenziale, creato artificiosamente e vestito di retorica. L’unica cosa vera è la morte che affligge la comunità. La paura di andare contro i poteri forti, la ribellione che si tramuta in autocondanna.
    Spero vi possa interessare l’argomento trattato, sul sito simoneloi.blogspot.com troverete le foto del progetto, in oltre le allego anche una mia poetica sul lavoro e alcune riflessioni.

    I miei contatti sono:
    mail: loisimone@hotmail.com
    http://www.simoneloi.blogspot.com

    vi ringrazio e continuo a seguirlvi nelle vostre inchieste e preziose riflessioni.

    S I M O N E L O I

    La Primavera di Quirra

    Paesaggio post bellico, dove il terreno è saturo di ogni forma di arma, dove i corpi dei soldati si mescolano alle macchine in una grande danza della morte. Il Gioco della Guerra, sterile esercitazione sui campi fertili. La figura di un uomo, un Pastore, si staglia sulle macerie e guarda in lontananza la sua casa. Sguardo rivolto alla sua terra violata che ancora esige di sentire propria, portavoce di una resistenza ostinata che non accetta di consegnarsi a un potere violento, estraneo. La proiezione del nido sicuro si leva allora come impossibile ideale, superando la consapevolezza del terreno malfermo su cui è costruito, come un diritto che si vuole a tutti costi affermare a dispetto della morte, e tuttavia si leva inevitabilmente minato, distorto miraggio.

    Questo scatto, che appartiene ad una serie fotografica, non può contenere l’intera complessità della questione affrontata, ma ne condensa l’assurdo e apre ad una riflessione, l’inconciliabile contraddizione tra un popolo, quello sardo, che si tiene aggrappato al profilo antico dell’isola con gli strumenti della tenacia e della diffidenza, e una forza, quella del potere, che usurpa e calpesta, che addestra soldati per guerre distanti e al belato della terra sovrappone il fischio dei proiettili inutili.

    Così che a Quirra, intorno al Poligono Sperimentale, in quelle zone che i pastori non si rassegnano a lasciare, il gioco si fa serio e la vita che resiste è vita contaminata dall’uranio, malformata per generazioni, malata di corpi estranei che avanzano come l’ombra sulla terra assolata.

    A Quirra la guerra è finzione, è un esercizio di stile, ma la morte è reale. A Quirra la guerra è un gioco simulato quanto lo sono i soldatini di plastica, è illusione di un teatro potenziale, creato artificiosamente e vestito di retorica. L’unica cosa vera è la morte che affligge la comunità. La paura di andare contro i poteri forti, la ribellione che si tramuta in autocondanna.

    Questo lavoro cerca di mettere a fuoco una problematica sociale attraverso l’uso dei giocattoli come mezzo di indagine. Nasce così una riflessione nella riflessione che erige il suo teatro sul piano infinito della metafora. Uno specchio e un non luogo.

    La serie fotografica inizia come un viaggio, il primo scatto è una visione e le seguenti sono una riflessione su di essa.

    Ho sempre pensato al fare artistico come ad una sfida verso il mezzo di espressione volta al raggiungimento della metafora, ovvero credo che sia fondamentale riuscire ad essere quanto più elastici e malleabili possibili rispetto alle infinite possibilità di indagine che l’arte ci offre.
    Nascono così i miei progetti, intesi come lavori in divenire, stratificati come le linee della metropolitana, viaggiano su binari che possono incrociarsi oppure scontrarsi fragorosamente. Frutto di un’urgenza e fragilità interiore che non teme di essere mostrata. Questi treni_progetti possono essere ripresi o abbandonati oppure possono correre simultaneamente. Ognuno di essi è contraddistinto da un medium che può variare a seconda di quale metafora desidero rappresentare. Ogni qual volta decido di affrontare un argomento (solitamente mentre sfoglio i giornali o leggo quotidiani e libri), e un’idea si affaccia dunque alla mente, lascio che questa decanti nella memoria. Poi procedo documentandomi sul tema in questione, studio in profondità e solo in un secondo momento decido con quale materia_medium trattare l’argomento. Spaziando dalla riflessione esistenziale e politica sulla condizione umana, all’introspezione poetica nell’universo delle emozioni e dei sentimenti, alla suggestione del gioco e dell’immaginazione, dalla rivisitazione delle tradizioni popolari al valore simbolico del paesaggio contemporaneo. Posso quindi proporre dei lavori che si diversificano per strategia e forma, ma che pure si riferiscono tutti a un medesimo filo conduttore: la Fragilità, come cifra dell’esistenza, e le sue differenti sfumature.

    grazie!

  13. aprile 12, 2012 alle 2:58 pm

    da L’Unione Sarda, 12 aprile 2012
    Quirra, cade l’accusa di omicidio doloso. Venti indagati per omissioni e disastri. Le indagini hanno rilevato che i pastori sono più esposti ai veleni nebulizzati dai missili ma in nesso tra radioattività e tumori non è dimostrabili. (Paolo Carta)

    L’atto. Chiuse le indagini, a breve in Tribunale a Lanusei sono attese le richieste di rinvio a giudizio. Disastro nell’ambiente e omesso controllo, venti gli indagati: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_151_20120412084811.pdf

    Torio, i pastori sono i più esposti ai veleni nebulizzati dai missili. Ma il nesso diretto tra radioattività e tumori non si può dimostrare: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_151_20120412084700.pdf

  14. maggio 5, 2012 alle 1:58 pm

    da L’Unione Sarda on line, 5 maggio 2012
    Quirra, 20 rinviati a giudizio. Indagati sindaco e generali: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/269968

    da La Nuova Sardegna on line, 5 maggio 2012
    Quirra, la procura di Lanusei chiede venti rinvii a giudizio.
    Le richieste sono state fatte nell’ambito dell’inchiesta per disastro ambientale nell’area del poligono sperimentale interforze del Salto di Quirra. Il gup potrebbe fissare una prima udienza già a giugno: http://lanuovasardegna.gelocal.it/nuoro/cronaca/2012/05/05/news/quirra-la-procura-di-lanusei-chiede-venti-rinvii-a-giudizio-1.4462672

  15. maggio 9, 2012 alle 2:59 pm

    da L’Unione Sarda, 9 maggio 2012
    Roma. Dopo l’audizione di ieri del pm Fiordalisi.
    Quirra, il Senato pronto a varare misure urgenti: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_82_20120509092414.pdf

    da La Nuova Sardegna on line, 9 maggio 2012
    Inchiesta sull’uranio impoverito a Quirra, il pm al Senato. Lunga audizione di Fiordalisi che ha illustrato i risultati dell’indagine: http://lanuovasardegna.gelocal.it/nuoro/cronaca/2012/05/09/news/inchiesta-sull-uranio-impoverito-a-quirra-il-pm-al-senato-1.4482783

  16. maggio 10, 2012 alle 2:44 pm

    da L’Unione Sarda, 10 maggio 2012
    Poligono, bugie di Stato. Audizione-choc del Procuratore di Lanusei Fiordalisi al Senato:
    «Non test ma smaltimento illecito di riuti bellici dentro la base». (Paolo Carta): http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_82_20120510083750.pdf

    Uranio impoverito e torio, accertamenti sul nesso di causalità coi tumori. C’è un’inchiesta-bis.
    Morti sospette: si indaga ancora sulle guerre simulate: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_82_20120510083837.pdf

    L’intervento del Parlamento. Undici anni di lotta: questa è la sconfitta della classe politica: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_82_20120510085636.pdf

  17. maggio 10, 2012 alle 2:44 pm

    da La Nuova Sardegna, 10 maggio 2012
    L’INCHIESTA. VELENI E SERVITù MILITARI.
    Quirra, vicina la chiusura del poligono. Dopo l’audizione-fiume in Senato del procuratore Fiordalisi si concretizza l’ipotesi che i soldati lascino presto l’intera area. (Valeria Gianoglio)

    ROMA. L’esistenza del poligono di Quirra è appesa a un filo. O meglio, a un’audizione. Dopo il racconto fiume fatto a Roma la scorsa notte, dal procuratore di Lanusei Domenico Fiordalisi, davanti alla commissione d’inchiesta sull’uranio impoverito, la stessa commissione ha deciso infatti che martedì pomeriggio compirà l’ultimo atto prima del verdetto finale. Un verdetto che non esclude la chiusura, dopo 56 anni, della base ogliastrina. «La commissione si sente pronta ad assumere decisioni importanti – annuncia infatti l’unico componente sardo, il senatore Pd, Gian Piero Scanu – e, seppur in una logica di armonia istituzionale, non si fermerà di fronte a niente perché ormai ha acquisito tutti gli atti che chiedeva e dei quali aveva bisogno per prendere una decisione». L’audizione del generale. Martedì, dunque, come ultimo atto di approfondimento e conoscenza, la commissione ha convocato d’urgenza – la richiesta è partita ieri pomeriggio al termine di una nuova seduta dell’organo del Senato – il generale Maurizio Lodovisi. Cinquantanove anni, emiliano, esperto pilota collaudatore, ha all’attivo più di 50mila ore di volo. Dal 6 settembre dell’anno scorso è diventato il comandante logistico dell’Aeronautica militare. È lui, dunque, che sta seguendo da mesi, e in particolare nelle ultime settimane, la questione delle bonifiche nel poligono di Perdasdefogu. È sempre lui che sta coordinando l’attività di recinzione dell’area, e che nei mesi scorsi ha seguito il recupero dei rottami di missili rimasti nei fondali di capo San Lorenzo. La commissione parlamentare d’inchiesta ha intenzione di rivolgergli domande piuttosto precise. Quali bonifiche sono state fatte a Quirra? Quante se ne devono ancora fare? Quanti soldi verranno impiegati per farle? Qual è, nel dettaglio, il cronoprogramma dei lavori? La stessa commissione chiederà al generale di produrre tutti gli atti relativi alle bonifiche già fatte. Tanto scrupolo, in realtà, ha un obiettivo preciso, che potrebbe portare a una svolta epocale, per il territorio. L’ipotesi. I componenti della commissione non lo dicono in modo esplicito, ma lo lasciano intendere: se martedì pomeriggio l’Aeronautica non dovesse dare rassicurazioni confortanti sulle bonifiche, si profilerebbe un rischio concreto: la chiusura della base. Tredicimila e 200 ettari che dal 1956 hanno dato lavoro a migliaia di persone, tra militari e personale civile, e che insistono nei territori di 11 comuni tra Ogliastra e Sarrabus: Perdasdefogu, Tertenia, Armungia, Ulassai, Villaputzu, Arzana, Ballao, Jerzu, Lotzorai, Escalaplano e Villagrande Strisaili. A Perdasdefogu, in particolare, gli abitanti lo ripetono spesso: se chiudono il poligono, qui cosa rimane? La decisione che dovrà prendere la commissione d’inchiesta, dunque, non sarà facile. Certo è che dopo l’audizione del generale Lodovisi, la stessa commissione si riunirà ancora una volta per trarre le conclusioni. «Tireremo le somme e decideremo» annuncia il senatore Scanu. Lui e gli altri componenti dell’organo del Senato lo faranno mercoledì in due riunioni che si terranno, e non a caso, in seduta plenaria, data la delicatezza dell’argomento. La prima seduta si terrà alle 14, la seconda, invece, comincerà alle 20.30. Poi, probabilmente, l’atteso verdetto. Le ipotesi, restano comunque ancora tutte aperte. La mozione. Compresa quella che ha abbozzato da tempo lo stesso senatore Scanu preparando il testo di una mozione da presentare in Senato. Quella mozione prevede la chiusura dei due poligoni sardi di Teulada e Capo Frasca e una riconversione di quello di Quirra a finalità scientifiche. Dopo l’audizione di Fiordalisi, comunque, questa mozione di fatto si rafforza perché anche gli altri componenti della commissione d’inchiesta hanno deciso di sottoscriverla. Avrà dunque un’influenza ancora più incisiva nei confronti del governo. Certo è che l’intera prossima settimana, la commissione d’inchiesta sull’uranio impoverito ha deciso di dedicarla al solo caso Quirra e dei poligoni sardi. Saranno, insomma, sette giorni monotematici. Il racconto. Certo è che l’audizione fiume del procuratore Fiordalisi, fatta la scorsa notte in Senato, ha lasciato il segno e smosso le coscienze degli stessi senatori. Per ben quattro ore, dalle 20.30, il magistrato di Lanusei ha ripercorso le fasi salienti dei sedici mesi di indagini della squadra mobile nuorese e della forestale di Lanusei. Utilizzando power-point, grafici e fotografie, Fiordalisi ha proiettato la storia di una inchiesta che gli è costata critiche ma anche enormi soddisfazioni e il consenso di tanti cittadini. Così, fino a mezzanotte e mezza, l’altra notte in Senato è andata in onda una storia complicata: tra perizie che analizzano il percorso delle sorgenti che si presumono contaminate, immagini di agnelli malformi ribattezzati “Polifemo”, relazioni di illustri scienziati come Evandro Lodi Rizzini, che attestano anomale concentrazioni di torio nelle salme di alcuni pastori. Dall’altra parte, sul fronte opposto, ci sono analisi diverse, fatte sugli animali, che invece ne attestano la piena salute. E c’è un intero territorio che chiede di non essere etichettato. E allora ci si chiede dove stia veramente la ragione.

    Il magistrato: «Per anni menzogne di Stato».
    Brillamenti di esplosivi e scavi per sotterrare sostanze nocive avrebbero compromesso l’ambiente.

    ROMA In piedi, al centro della sala, circondato dai componenti della commissione d’inchiesta sull’uranio impoverito, Fiordalisi la scorsa notte l’ha definita senza troppi giri di parole e nessuna incertezza, una vera e propria «menzogna di Stato». È quella, ha spiegato ai senatori, che per almeno una decina di anni, a partire dagli anni Novanta avrebbe portato diversi generali a «nascondere i brillamenti e gli interramenti dei rifiuti militari di tutta Italia, chiamandoli con altri nomi. Definendoli “prove tecniche di esplosivo”, ad esempio, oppure utilizzando diverse altre definizioni». Secondo quanto ha riferito il magistrato alla commissione, e quanto aveva già espresso anche nelle richieste di rinvio a giudizio, questa pratica era stata inaugurata dal ’96 e nonostante le varie autorizzazioni, per il pm sarebbe comunque stata una pratica assolutamente illecita, perché avrebbe «leso alcuni diritti garantiti dalla carta costituzionale come il diritto alla salute, oltre a incidere in modo profondo sull’ambiente».

  18. maggio 10, 2012 alle 5:55 pm

    A.N.S.A., 10 maggio 2012
    Uranio: Quirra, 20 giugno udienza Gup su rinvii a giudizio. In commissione Senato decisione su chiusura Poligono: http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/sardegna/2012/05/10/Uranio-Quirra-20-giugno-udienza-Gup-rinvii-giudizio_6849881.html

  19. maggio 11, 2012 alle 2:51 pm

    da La Nuova Sardegna, 11 maggio 2012
    Quirra, il deposito per napalm e le armi al fosforo bianco. I dettagli dell’audizione al Senato del procuratore Fiordalisi. Il 20 giugno l’udienza preliminare per i venti indagati. (Valeria Gianoglio): http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20120511082958.pdf

    da L’Unione Sarda, 11 maggio 2012
    C’è un futuro per Quirra. Scanu: esercitazioni “leggere” dopo la bonifica. Presto la discussione della mozione che punta anche alla chiusura di Teulada e di Capo Frasca.
    Il pm Fiordalisi: «Veleni sparsi nell’ambiente dalle esercitazioni». (Paolo Carta): http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_82_20120511090907.pdf

    Appello del sindaco di Perdasdefogu. Di Benedetto (Vitrociset): 400 posti di lavoro. Mura: «Ora ascoltate anche noi». Il 20 giugno prima udienza sulla richiesta di rinvio a giudizio: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_82_20120511091004.pdf

  1. novembre 12, 2012 alle 8:16 pm

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