Il sindaco di Cagliari Massimo Zedda sa fare anche i miracoli?
Il Comitato per la salvaguardia del Colle di Bonaria, animato dal regista Enrico Pau, e Italia Nostra hanno affisso per Cagliari manifesti maxi 6 x 3 con l’invocazione in precedenza alla Madonna di Bonaria: “Sindaco Zedda, liberaci tu dal cemento sul Colle di Bonaria!”.
L’oggetto del contendere è un fazzoletto incolto sul piazzale della Basilica di N.S. di Bonaria. Una delle tante zone “BS 3*” inserite nel piano urbanistico comunale di Cagliari dalla precedente Amministrazione comunale Floris, contro cui è stata condotta una durissima battaglia pluriennale da parte delle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra.
Tutto giustissimo. Una sola domanda: perché i manifesti non sono stati affissi quando l’allora sindaco Emilio Floris e la sua maggioranza portavano a compimento il loro delitto urbanistico-ambientale?
Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra
P.S. forse, comunque, c’è una remota possibilità di arginare questa marea di cemento: un provvedimento consiliare di sospensione temporanea di ogni procedimento di nuova trasformazione edificatoria per l’avvio della redazione dell’adeguamento del P.U.C. al piano paesaggistico regionale – P.P.R., come previsto dalla norma. In fondo i diritti acquisiti sorgono con il rilascio del permesso di costruire.
(foto S.D., archivio GrIG)
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Perche’ prima si e poi no ? Vuol dire che la gente prende coscienza e conoscenza delle cose sbagliate. Quindi va bene che i cittadini , purtroppo in ritardo, capiscono che il cemento fa vivere uno ma ne fa morire cento.
va sicuramente bene che i cittadini prendano coscienza, anzi va benissimo. E’ poco sensato, però, che chiedano al sindaco di oggi (Massimo Zedda) di evitare quello che il sindaco di ieri (Emilio Floris) ha praticamente combinato definitivamente.
Oggi i margini di manovra sono quasi inesistenti ed è ingeneroso farne ricadere la “colpa” sull’Amministrazione comunale attuale.
Reblogged this on i cittadini prima di tutto.
Effetto della superficialità con la quale, non solo il popolo Sardo, ma tutto quello Italiano ha guardato al berlusconismo che prometteva di rendere tutti miliardari con altri mezzi diversi dai suoi o simili a quelli delle “olgettine”?
Assomiglia un po’ alla legge regionale che prevedeva una distanza minima dalla costa per costruire che abbiamo visto la fine che ha fatto con il nuovo presidente di regione.
Non c’è tanto da meravigliarsi se il popolo, di volta in volta, “lega l’asino dove vuole il padrone”, diceva mia nonna!
Il problema resta che ogni tanto i cittadini sbagliano e prendono loro stessi il posto dell’asino!
da Casteddu on line, 25 aprile 2012
Cemento a Cagliari, Deliperi a Italia Nostra: “Perchè silenzio con Floris e proteste con Zedda?”: http://www.castedduonline.it/cronaca/cemento-a-cagliari-deliperi-a-italia-nostra-perche-silenzio-con-floris-e-proteste-con-zedda/20166
(26 aprile 2012) Nell’era di Zedda 2.0 la piazza dei giovani conta ancora quanto Facebook: http://www.castedduonline.it/editoriale/nellera-di-zedda-2-0-la-piazza-dei-giovani-conta-ancora-quanto-facebook/20205
(22 aprile 2012) Zedda: “A Cagliari i poteri forti si stanno riorganizzando”: http://www.castedduonline.it/cronaca/zedda-a-cagliari-i-poteri-forti-si-stanno-riorganizzando/19513
Magari perché da questa amministrazione comunale ci si aspetta che sia coerente con quanto detto in campagna elettorale o quando era all’opposizione. Del resto lo dice lei stesso che eisite una possibilità per bloccare lo scempio predisposto dal sindaco Floris: bloccare tutto in attesa dell’adeguamento del PUC al PPR. Perché invece la giunta Zedda non si sta muovendo in questo senso?
E poi basta farsi le pulci e rivendicare di averlo più lungo, l’obiettivo dovrebbe essere, per tutti gli ambientalisti quello di evitare questa calata di cemento non di far polemica…
magari sarebbe il caso di chiedere questo, non di bloccare soltanto “il cemento a Bonaria”, visto che Cagliari non è composta solo dal quartiere di Bonaria.
Con tutto il rispetto, mi pare che si stiano “facendo le pulci” proprio alla Giunta Zedda, che non è nemmeno un anno in carica. Forse perchè c’è qualcuno che pensa di “averlo più lungo”?
In dieci anni l’Amministrazione comunale Floris non ha mai “meritato” un manifesto 6×3, l’Amministrazione comunale Zedda c’è riuscita in 10 mesi.
Eppure bisognerebbe chiedersi quale “colata di cemento” abbia partorito di suo.
Per tutti gli ambientalisti è fondamentale evitare speculazioni immobiliari come queste e come tutte le altre. Ma è anche fondamentale avere il senso della misura e coerenza. Non credi?
Stefano Deliperi
La coerenza devono per primi dimostrarla i cittadini nel non pretendere i miracoli da un giovane sindaco in carica da circa 10 mesi mentre sono stati abbastanza accondiscendenti con il precedente che ha sgovernato per 10 anni.
Dov’è la coerenza nei 10 mesi o nei dieci anni. Per cortesia! Io non so chi ce l’ha più lungo, bisognerebbe chiederlo a qualche amichetta ospite della vostra isola!
Ad abunbdantia. Io sono un ambientalista sempre e dovunque anche quando non riguarda la mia regione. Nel caso specifico non sono Sardo anche se me ne sono occupato. A meno che non vogliate anche voi, come i leghisti, mettere gli steccati intorno alla vostra stupenda isola nella quale, comunque ho molti amici.
Ciao a tutti e non siate troppo suscettibili!
bisogna fermare il cemento anche nell’area vuota di Villanova tra via San Saturnino e Via Tristani, un area di servizio trasformata dalla giunta precedente in area edificabile per la lottizzazione Ormus, in seguito alla Ztl Villanova ha problemi di parcheggio, mancano strutture sportive e verde attrezzato in quest’area si possono fare, il quartiere ne ha tanto bisogno
da La Nuova Sardegna, 26 aprile 2012
Palazzo di Bonaria: il Comitato aspetta il «no» del Ministero.
Con l’amministrazione Zedda che dichiara la resa si spera nel sovrintentendente Tola e si pensa al Tar. (Mauro Lissia)
Il progetto. Quattro piani a 70 metri dal santuario.
In base a un piano attuativo approvato, l’impresa So.Del.Co intende costruire un edificio di quattro piani su un’area di 615 metri quadrati tra via Milano e via Taranto, a 70 metri dal santuario di Bonaria. Il progetto prevede anche un piano interrato di due metri per parcheggi e cantine. Il piano terra sarà destinato a uffici, i tre piani superiori a residenze private. Perchè il cantiere possa essere aperto manca l’autorizzazione della Sovrintendenza architettonica e il permesso di costruire.
CAGLIARI. Forse c’è una remota possibilità di arginare questa marea di cemento: lo scrive Stefano Deliperi, responsabile del Gruppo di intervento giuridico, in una nota in cui polemizza a distanza con i “colleghi” di Italia Nostra. Secondo Deliperi servirebbe «un provvedimento consiliare di sospensione temporanea di ogni procedimento di nuova trasformazione edificatoria per l’avvio della redazione dell’adeguamento del Puc al Ppr, come previsto dalla norma, visto che i diritti acquisiti sorgono al rilascio del permesso di costruire». Deliperi chiede poi perché i manifesti del Comitato per la salvaguardia di Bonaria «non sono stati affissi quando l’allora sindaco Emilio Floris e la sua maggioranza portavano a compimento il loro delitto urbanistico-ambientale?». La replica di Maria Paola Morittu di Italia Nostra: «Noi c’eravamo anche allora, a difesa dei beni paesaggistici. Abbiamo preso parte a proteste e iniziative. Ora – spiega la responsabile giuridica dell’associazione culturale – stiamo chiedendo all’amministrazione Zedda quello che non siamo riusciti a ottenere da Floris. E’ una richiesta, non un attacco al sindaco e a questa maggioranza».
CAGLIARI. Il permesso di costruire non c’è, il palazzo di quattro piani su via Milano, a settanta metri dalla basilica di Bonaria, può essere fermato. Con l’amministrazione Zedda che ha ormai dichiarato la resa, a bloccare il cantiere potrebbe essere la Sovrintendenza architettonica: quando il piano attuativo della So.Del.Co passerà agli uffici diretti da Gabriele Tola sarà valutata la compatibilità dell’edificio con il santuario, la necropoli e il cimitero monumentale. A quel punto si vedrà se davvero tutto fila liscio e la città dovrà ingoiarsi un’altro lascito della giunta Floris. L’altra possibilità è che il Comitato capeggiato dal regista Enrico Pau e dall’architetto Francesco Falqui trovi una strada tecnicamente percorribile per rivolgersi al Tar: serve un soggetto legittimato a rappresentare in giudizio un interesse legato al paesaggio urbano e alla tutela dei beni culturali. Finora Italia Nostra si è limitata ad appoggiare dall’esterno le iniziative di protesta del comitato, se i vertici dell’associazione decidessero di scendere in campo la battaglia giudiziaria si potrebbe aprire formalmente. Nel frattempo il Comitato va avanti con iniziative pubbliche, l’ultima i grandi manifesti coi quali chiede al sindaco di «liberare» dal cemento il quartiere attorno a via Milano. Posto che l’amministrazione comunale ha esaminato il problema e l’ha archiviato tra le missioni impossibili («tutto approvato dall’amministrazione Floris, non c’è nulla da fare») il Comitato ha lanciato una proposta: la tutela delle aree attorno al complesso di Nostra Signora di Bonaria sono a «tutela condizionata». L’idea – espressa il 4 aprile in una nota inviata al sindaco – è di inserire le aree nei programmi delle opere pubbliche espropriate, da destinare a verde pubblico attrezzato. Alla So.Del.Co – che si muove nella piena legittimità – potrebbe andare un’altra area comunale oppure una cubatura da cercarsi su una superficie privata. l’operazione – a giudizio del Comitato – sarebbe legale perché a prevederla è il regolamento edilizio all’articolo 35». Da consigliere dell’opposizione, Zedda aveva sostenuto pubblicamente lo stop al palazzo di via Milano. La sua posizione è cambiata davanti alle relazioni tecniche degli uffici comunali, che toglierebbero ogni speranza di compromesso. La delibera al centro del confronto è la numero 11 dell’8 marzo 2011, con la quale l’assemblea comunale a maggioranza di centrodestra, con soli 15 consiglieri presenti, ha dato il via libera alla So.Del.Co: pesa come un macigno ma – i casi Tuvixeddu e Malfatano insegnano – qualche volta i macigni possono essere rimossi.
io non riesco a capire come tutti i sindaci nella campagna elettorale promettono di fare tante cose solo per accaparrarsi i voti e sono compresi anche i miracoli che non potranno mai fare quindi e una vecchia abitudine di tutti quelli che diventanoi primi cittadini prendiamo l esempio del sindaco di iglesias in campagna elettorale promise una infinita di progetti per la citta oggi a distanza di mesi non solo non ha fatto nulla ma ha lasciato che peggiorasse la situazione beh in fin dei conti ha piu da salvaguardare i suoi interessi di medico per intralciarli a quelli di primo cittadino un disinteresse totale e a subirne le conseguenze anche quei cittadini che lo hanno votato e che ha girato le spalle non si eseguono nemmeno le manutenzioni ordinarie quali sfalciamento dell erba per contrastare i parassiti o disinfestazione marciapiedi pericolosi danneggiati da radici degli alberi e poi tanta sporcizia in giro ecco se iglesias e considerata dal comune citta turistica ce veramamente da vergognarsi ad esserne cittadini mario
Anch’io sono rimasta perplessa perchè del problema e del colpo di mano della vecchia giunta se n’era parlato assai.Questa città bellissima merita attenzione e se si riuscirà a bloccare lo scempio di Bonaria, e non solo, ben vengano i manifesti di chi in passato è stato in silenzio.
A mio parere, il problema non è chi è stato zitto in passato e chi oggi urla, il problema è il tentativo, un po’ subdolo, di screditare, ancor prima che compia qualche malefatta, il nuovo Sindaco, è la vecchia tara della sinistra ed è incomprensibile. Si è iniziato con le accuse gratuite, partite dalle pagine di un quotidiano, di speculazione sul colle di Tuvixeddu, si prosegue con un pezzo di Bonaria, si continuerà ancora.
A proposito, da quelle parti c’è anche quella casetta bianca proprio sulla scalinata, per intenderci quella dell’ex Presidente Soru, com’è che nessuno ha fiatato?
Casetta bianca???Un pugno in un occhio(attento occhio nudo!!!!!) progettato da un famoso e carissimo architetto che ha stravolto l’insieme delle villette vicine.Ma Soru,come Bruto,è un uomo d’onore e di villa a due metri dal mare.
mamma mia, mtb, “casetta bianca” era ironico! Proprio perchè è un pugno in un occhio, mi chiedevo come mai nessuno avesse fiatato.
occhio nudo avevo capito che era ironico ma non ti meravigliare per l’altrui silenzio.
da CagliariPad, 1 maggio 2013
Salvo il “villino di Badas”, il Comune ferma le ruspe.
Gli uffici bocciano la richiesta di demolizione di tre edifici che avrebbero dovuto lasciare spazio a nuovi palazzi. È una decisione a sorpresa: il Consiglio di Stato aveva annullato i vincoli della Sovrintendenza. (Andrea Deidda): http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=2552