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Controlli sulle concessioni demaniali sulle spiagge di Villasimius.


Villasimius, Porto Giunco, attrezzature balneari sulla battigia (10 agosto 2012)

Secondo notizie stampa, ai pretesi v.i.p. non piacerebbero i controlli per il rispetto delle norme ambientali.

In genere piacciono poco anche ai normali concessionari demaniali le verifiche sul rispetto dei limiti e delle modalità d’esercizio delle concessioni demaniali sulle spiagge per gli stabilimenti balneari.    Fra tanti che rispettano leggi e prescrizioni, c’è però chi si slarga un po’ troppo ai danni della spiaggia libera e dei banali bagnanti comuni, come recentemente accaduto sui litorali del Sàrrabus.

Oppure sorgono dubbi non trascurabili quando si vedono attrezzature da spiaggia praticamente sulla battigia, come accaduto lo scorso 10 agosto 2012 a Porto Giunco, Villasimius (CA). 

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra hanno quindi chiesto (15 agosto 2012) le opportune verifiche in proposito alla Guardia costiera.

Gruppo d’Intervento Giuridicoe Amici della Terra

 

 

(foto J.I., archivio GrIG)

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  1. agosto 16, 2012 alle 8:14 am | #1

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. agosto 16, 2012 alle 9:25 am | #2

    Se i controlli venissero fatti con maggiore frequenza, sicuramente ci sarebbero meno abusi. Il problema resta sempre il “rapporto” tra controllori e controllati!!!

  3. agosto 16, 2012 alle 9:07 pm | #3

    da CagliariPad, 16 agosto 2012
    Villasimius: “Salviamo la spiaggia libera”: http://www.cagliaripad.it/it/news/agosto/16/porto-giunco/

    da Casteddu online, 16 agosto 2012
    Strane concessioni balneari a Cala Giunco: gli ecologisti chiamano la Guardia Costiera. (Federica Lai): http://www.castedduonline.it/index.php/cronaca/strane-concessioni-balneari-a-cala-giunco-gli-ecologisti-chiamano-la-guardia-costiera/38230

  4. Maria Contu
    agosto 17, 2012 alle 12:35 pm | #4

    In Sardegna spesso i controlli vengono fatti poco e male e si esplicano in modo certamente poco produttivo per l’isola. Controllare gli abusi è sacrosanto, ma occorre dare delle priorità. Sovente si va nella direzione che fa fuggire il turista mentre non si garantiscono i servizi che il turismo lo favoriscono. Uno vede la pubblicità delle rocce rosse di Arbatax, ne resta incantato e decide di andarle a vedere. Ma quando è davanti e le vede dal vero inorridisce per lo scenario che gli si presenta intorno. Si vuole valorizzare il Sulcis e poi il turista viene accolto dalle cinimiere di Portovesme! È una colossale presa in giro. Pensate forse che i turisti siano tanto stupidi da scambiare la sabbietta rossa che si vede nelle spiagge della zona pe residui di corallo? Capite bene che parlare di un ombrellone fuori posto fa sorridere. Si controllino gli ombrelloni, ma per cortesia spendiamo le nostre energie per ben altri controlli.

  5. capitonegatto
    agosto 17, 2012 alle 3:04 pm | #5

    La filosofia di lucrare e calpestare i doveri verso la collettivita’ ha sempre la stessa matrice :
    la furbizia e la consapevolezza di farla franca per lungo tempo o sempre. Questo vale per gli ombrelloni , la mistificazione dei siti turistici, di parcheggiare dove e come pare, di abbandonare le bottiglie vuote di birra, di fare attentati contro chi si mette di traverso, di amministrare il bene pubblico per il propio .
    I turisti questo ormai ne sono consapevoli, e se non ci saranno interventi di miglioramento si potrebbe avere un danno notevole per tutto il comparto turistico e non solo.

  6. agosto 19, 2012 alle 8:22 pm | #6

    da L’Unione Sarda, 19 agosto 2012
    Teulada. Dune, denunciato il concessionario.

    Tredici stabilimenti balneari controllati, un concessionario denunciato all’autorità giudiziaria: è il risultato dell’operazione di controllo svolta dagli uomini della Guardia costiera di Sant’Antioco in un tratto della costa del Golfo di Palmas nell’ambito dell’operazione “Mare sicuro 2012″. Lo stabilimento balneare risultato non in regola con le normative è quello realizzato in località “Dune” nel litorale del Comune di Teulada. Gli uomini della Guardia costiera hanno accertato che il concessionario aveva occupato abusivamente 300 metri quadri di spiaggia con la sistemazione di 32 ombrelloni e 50 lettini. «Una normale operazione di controllo delle concessioni demaniali marittime», ha spiegato il comandante del porto, il tenente di vascello Federico Pucci, «che ha lo scopo di garantire l’accesso a tutti delle spiagge libere». (t. s.)

  7. arpia
    agosto 24, 2012 alle 3:00 pm | #7

    Si, anche a Rena Majori si vedono ben vicine al mare le sdraie che invadono la zona da lasciare libera. Eppure i cartelli indicano che la zona venga lasciata libera da ostacoli come ombrelloni ecc. per questioni di sicurezza. Ma chi controlla? Nella stessa spiaggia c’e’ gente che scorrazza tra le dune nonostante il divieto, gente che raccoglie i ricci nonostante vi sia il fermo biologico e gente con le canne da pesca in acqua! Gente che si porta via secchi con pietre. Ma chi controlla? Nessuno. Possiamo dire a uno e’ vietato andare sulle dune e’ vietato portarsi la sabbia ecc. Ma non spetta a noi avere discussioni con le persone. Ma se nessuno controlla che senso ha che vi siano i divieti se poi nessuno li fa’ rispettare? Vorrei vedere delle guardie ecologiche volontarie che segnalano a chi di competenza quando viene commesso un reato ambientale se no qua stiamo freschi.

  8. arpia
    agosto 24, 2012 alle 8:09 pm | #8

    Ho dimenticato di aggiungere che ho una profonda avversione per le concessioni che per me tolgono il godimento di uno spazio che e’ di tutti. Io mi auguro che non solo vi siano le restrizioni previste in arrivo, ma che la gente si impegni affinché le concessioni vengano completamente abolite. Voglio vedere la spiaggia libera, liberiamo le spiagge e curiamocene con passione perche’ le cose che oggi distruggiamo non le recupereremo mai piu’. Stiamo gia’ ditruggendo tutto il territorio, siamo vittime delle colate di cemento selvaggio e inarrestabile, almeno le spiaggie , le coste e il mare cerchiamo di rispettarli e disfenderli a spada tratta. C’e’ stato dato un dono cosi’ prezioso e non ce ne rendiamo conto, cerchaimo di passarlo alle future generazioni il piu’ intatto possibile e’ un nostro dovere primario.

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