Dopo gli interessanti articoli sul rating sul ruolo delle banche ecco un altro articolo di approfondimento sull’attuale congiuntura economica della nostra Rossella Ognibene.
Gruppo d’Intervento Giuridico
Per trovare soluzioni che non siano palliativi, ma che abbiano un respiro “strutturale” occorre partire dalle cause della crisi europea. Dove hanno sbagliato Paesi come il nostro (definiti appunto come appartenenti alla periferia dell’Eurozona)? Continua a leggere…
Il Governo del Presidente del ConsiglioMario Monti sta attuando la riforma del mercato del lavoro, dopo una pesantissima serie di drastiche misure economiche per cercare di salvare l’Italia dalla bancarotta e dal conseguente disastro economico-sociale. Spesso facendo lo slalom fra agenzie di rating dall’etica dubbia ma inesorabile e strette creditizie che strangolano imprese e famiglie. Questo era nelle prospettive e, soprattutto, nelle richieste delle Istituzioni europee e dei mercati finanziari internazionali.
A parte Sabrina Ferilli che piange sull’iniqua sorte dei ricchi tassati, alla stragrande parte degli italiani sembra che la bilancia dei sacrifici penda sempre in maniera smodata dalla solita parte. Quella dei lavoratori e delle piccole-medie imprese, tanto per capirci. Continua a leggere…
E’ ora di finirla con ‘sto cavolo di crisi, è ora di piantarla con ‘sta penosa litanìa dell’emergenza occupazione in questa lagnante Isola piazzata in mezzo al Mediterraneo.
Basta! E’ il momento di avere uno scatto di reni e di agire in grande, guardando in faccia il sol dell’avvenir! “Una ‘casa’ su Marte con marchio Sardegna può rappresentare per l’Italia una grande opportunità di sviluppo. E’ un orizzonte al quale la ricerca spaziale applicata deve dare sostegno e risorse finanziarie”, così ha annunciato al mondo Mauro Pili, deputato P.d.L., già consigliere regionale e Presidente della Regione autonoma della Sardegna, per sponsorizzare il progetto di ricerca Cosmic del prof. Giacomo Cao dell’Università di Cagliari.
Ancora sul rating e la pesante crisi economico-finanziaria, un approfondimento dalla nostra Rossella Ognibene.
Gruppo d’Intervento Giuridico
E’ di questi giorni il pesante declassamento del rating dell’Italia decretato dalla maggiore delle tre agenzie di rating; e l’outlook permane negativo, cioè con previsione di una possibilità su tre che possa seguire un nuovo declassamento del nostro Paese nel 2012 o nel 2013. Continua a leggere…
Mettono e tolgono lettere, letterine e numeretti. Sono i veri “padroni del mondo”, ben conosciuti dal nostro Presidente del Consiglio Mario Monti.
Ben conosciuti anche da Monsieur le PresidèntNicolas Sarkozy, dalla Bundeskanzler Angela Merkel, dal Premier David Cameron e dagli altri leaders europei.
Un bel paio di calci in culo a questi sons of bitches amerikani che fanno il loro sporco gioco d’interessi finanziari bisogna proprio darglielo. O no?
Il 10 gennaio 2012, ultimo anno della Terra secondo la nota profezia Maya, Paolo Villaggio – nel salotto televisivo di Oliviero Beha (“Brontolo”, Rai 3) dedicato alla crisi economica e alla condizione femminile – non ha trovato di meglio da dire che la scarsa natalità in Sardegna dipende dalle abitudini sessuali di pastori e pecore. Battuta greve, fuori luogo, grezzotta. Un po’ come il solito stereotipo dei siciliani tutti mafiosi e via cretinando. Insomma, una boiata pazzesca. Oliviero Beha ha glissato e cambiato discorso, qualche suo ospite ha fatto lo stucchevole sorrisetto di circostanza. Amen.
Apriti cielo! Il Presidente della Regione autonoma della Sardegna Ugo Cappellacci, memore d’altro Ugo più famoso, ha tuonato, il capogruppo P.D.L. al Consiglio regionale Mario Diana, ha protestato veementemente, “i pastori isolani(chi? Quali?, n.d.r.) sono sul piede di guerra e hanno già dato mandato all’avvocato cagliaritano Anna Maria Busia di querelare Villaggio per le sue dichiarazioni”, fioccano centinaia, anzi migliaia di messaggi e commenti di vibrante protesta sul web. Continua a leggere…
Così come abbiamo proposto un new deal per la Sardegna, vi sono riflessioni altrettanto fondate per un autentico new deal nazionale. Pubblichiamo e sottoscriviamo molto volentieri la proposta di PerunaltraCittà (gruppo urbanistica), lista civica di cittadinanza di Firenze.
Gruppo d’Intervento Giuridico
LA VERA GRANDE OPERA PUBBLICA:
RISANARE IL TERRITORIO, PROMUOVERE IL PATRIMONIO NATURALE, STORICO, PAESISTICO Continua a leggere…
Il Governo del Presidente del ConsiglioMario Monti sta attuando le nuove, ennesime, drastiche misure economiche per cercare di salvare l’Italia dalla bancarotta e dal conseguente disastro economico-sociale. Questo era nelle prospettive e, soprattutto, nelle richieste delle Istituzioni europee e dei mercati finanziari internazionali. Lacrime e sangue. Anche parecchiosanguee non solo in Italia.
Misure eque, come in tanti, troppi, s’affannano a dire, a iniziare dal Presidente della Repubblica Napolitano? Che significa eque?
Le uniche misure veramente eque sarebbero quelle poste a carico di chi ha condotto l’Italia e gli italiani in questa situazione grazie a una politica di spaventosi sprechi di soldi pubblici e di spudorati privilegiin questi anni, a iniziare da Silvio Berlusconi e dalla sua corte di approfittatori.
Gli italiani hanno la tendenza ad avere la memoria corta, noi preferiamo rinfrescargliela. Continua a leggere…
anche su Il Manifesto Sardo (New Deal), n. 112, 16 dicembre 2011
Che l’Italia – e la Sardegna, in particolare – stia attraversando una gravissima crisi economico-sociale è una dura realtà da tempo. L’unico che non se n’è accorto è il nostro mai dimenticato premier dimesso Silvio Berlusconi, quello che ancora poche settimane fa cianciava di “ristoranti pieni” e tuttora blatera di un Paese dai “cittadini benestanti”. E’ offensivo nella sua cialtronaggine nei confronti di decine di milioni di italiani, bisogna ricordare ogni giorno i devastanti danni che ha arrecato, ma non rappresenta certo il nostro futuro.
Il nostro presente è ben rappresentato dalla cura da cavallo che sta proponendo (e attuando) il Governo Monti: l’Italia e gli italiani dovranno sputare lacrime e sangue, finanziariamente, per cavarsela.
Non è questo il momento di lasciarsi andare, è il momento di fare proposte concrete e praticabili. Continua a leggere…
Italia, manifestazione per il referendum sul divorzio (1974)
Ormai lo sappiamo tutti, l’Italia e gli italiani dovranno sputare lacrime e sangue, finanziariamente, per cavarsela. Ma non tutti.
A parte i rischi che corriamo grazie ai favori regionali verso le parti più retrive del mondo venatorio, la Chiesa cattolica non paga – se non raramente – le imposte sui propri (a vario titolo) beni immobili, anche quelli che svolgono sostanzialmente attività commerciali. A puro titolo d’esempio la Scuola materna ed elementare “Laetitia” di Cagliari, certamente non un edificio di culto. Per non parlare di fondi e benigraziosamente elargiti da amministrazioni pubbliche per fini ben poco spirituali.
La Corte di Cassazione civile (sentenza Sez. Trib., 8 marzo 2004, n. 4645) aveva statuito che l’I.C.I. (istituita con il decreto legislativo n. 504/1992), fra le esenzioni (art. 7), non vedeva certo gli immobili delle Istituzioni ecclesiastiche dove si svolgevano attività “oggettivamente commerciali”. Con il decreto fiscale collegato alla legge n. 266/2005 (legge finanziaria 2006) veniva ristabilità l’esenzione totale, mentre il successivo decreto-legge n. 223/2006 statuiva che l’esenzione “si intende applicabile alle attività che non abbiano esclusivamente natura commerciale”. La Commissione europea ha aperto un’indagine per accertamenti ipotizzando “aiuti di Stato” illegittimi in violazione delle norme comunitarie sulla concorrenza.
E l’assegnazione gratuita delle frequenze per la TV digitale effettuata dal precedente Governo Berlusconi? Quanti miliardi di euro sono stati sottratti di fatto con queste operazioni ben poco virtuose? Non è il caso di cambiare registro? Continua a leggere…
Il Governo Monti annuncia le nuove, ennesime, drastiche misure economiche per cercare di salvare l’Italia dalla bancarotta e dal conseguente disastro economico-sociale. Era nelle prospettive e, soprattutto, nelle richieste delle Istituzioni europee e dei mercati finanziari internazionali. Dà comunque un buon esempio proprio il Presidente del ConsiglioMario Monti con la rinuncia agli emolumenti connessi alla carica.
Misure eque, come in molti s’affannano a dire? Che significa eque? Le uniche misure veramente eque sarebbero quelle poste a carico di chi ha condotto l’Italia e gli italiani in questa situazione grazie a una politica di spaventosi sprechi di soldi pubblici e di spudorati privilegiin questi anni, a iniziare da Silvio Berlusconi e dalla sua corte di approfittatori.
Gli italiani hanno la tendenza ad avere la memoria corta, noi preferiamo rinfrescargliela.
il presidente P.S.d'Az. Trincas offre la bandiera dei "quattro mori" al premier e capo del P.d.L. Berlusconi (2009)
Il P.S.d’Az., al governo della Sardegna nella Giunta Cappellacci, si accinge a proporre la cancellazione di tutte le “vie Roma “ dalla toponomastica dei Comuni della Sardegna per denominarle “via del popolo Sardo”.
Complimenti, un’iniziativa geniale che sicuramente affronterà efficacemente tutti i problemi della Sardegna, a iniziare dalla devastante crisi economico-sociale.
Una controproposta, a tutti i miei concittadini sardi ed elettori: cancelliamo il P.S.d’Az. dalla geografia politica della Sardegna. Di politici simili non ne abbiamo bisogno, nemmeno un voto per loro.
Con la recentissima manovra economica (decreto-legge n. 98/2011, “Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria”), il Governo Berlusconi farà sputare lacrime e sangue a decine di milioni di italiani per raddrizzare un sistema economico fortemente mal gestito negli ultimi anni. Il compiacimento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano appare decisamente fuori luogo, quasi non si accorgesse di che cosa sta accadendo in Italia e ai danni degli italiani.
Sono pesantemente toccati anche diritti fondamentali, come quelli di uguaglianza e alla giustizia (artt. 3 e 24 cost.). Solo per fare qualche esempio viene introdotto il contributo unificato per l’iscrizione a ruolo anche per le cause di lavoro (art. 27, comma 6°), finora inesistente: pensate a un lavoratore in nero che debba pagare da 37 euro in su per vedersi riconosciuto il diritto a uno straccio di retribuzione, poi sommate la parcella dell’avvocato, altre spese legali e..vedrete il lavoratore aspirante ricorrente tornarsene indietro con la coda fra le gambe. Continua a leggere…
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