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Tuvixeddu, banco di prova di civiltà, buon senso, intelligenza.
anche su Il Manifesto Sardo (“Tuvixeddu, banco di prova di civiltà”), n. 146, 16 maggio 2013
Continua la storia infinita del Colle di Tuvixeddu, la più importante area archeologica sepolcrale punico-romana del Mediterraneo.
E’ certamente un bel pezzo d’identità cagliaritana, ne è stata il cimitero cittadino per più di mille e cinquecento anni, dalla fondazione della Krly punica alla Santa Igia giudicale, e può essere un grandissimo richiamo culturale e turistico per la città e l’intera Sardegna.
Per ora è ancora un campo di contesa, se non di battaglia vera e propria. Continua a leggere…
Sentenza sui lavori contestati a Tuvixeddu (Cagliari): condanne, assoluzioni, prescrizioni.

Cagliari, Tuvixeddu, area archeologica, “gabbionate” incombenti sulle tombe (oggetto di procedimento penale)
Si è concluso il dibattimento penale su presunti abusi compiuti nell’area archeologica di Tuvixeddu (Cagliari), Il pubblico ministero Daniele Caria aveva chiesto quattro condanne e due assoluzioni, ma il Tribunale di Cagliari (I Sezione), presieduto da Mauro Grandesso, ha statuito la condanna soltanto dell’ex Soprintendente ai beni archeologici Vincenzo Santoni a un anno di reclusione, interdizione dai pubblici uffici, pagamento delle spese processuali con i benefici della condizionale e della non menzione per aver dichiarato falsamente che le ulteriori tombe rinvenute fossero nell’area già tutelata con il vincolo storico-archeologico. Assoluzione per l’altro capo di imputazione (abuso d’ufficio). Continua a leggere…
Nel bosco non si costruisce se l’impatto ambientale è sensibile.
Rilevante pronunciamento del Consiglio di Stato in tema di salvaguardia del bosco e trasformazioni edilizie, ripreso dalla rivista telematica di diritto ambientale Lexambiente.
La sentenza Cons. Stato, sez. IV, 12 marzo 2013, n. 1481 ha ribadito l’interpretazione giurisprudenziale costante in materia (vds. per tutti Cons. Stato, sez. IV, 6 agosto 2012, n. 4502) secondo cui nel nostro Ordinamento il concetto, sotto il profilo giuridico, di “bosco” – tutelato con il vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) – si riferisce anche alla macchia mediterranea, a prescindere dalla presenza di alberi ad alto fusto e di radure, secondo poi quanto indicato dal decreto legislativo n. 227/2001 e s.m.i.
La presenza del “bosco” e del conseguente vincolo paesaggistico può legittimamente limitare la trasformazione edilizia dei terreni pur astrattamente legittima in base agli strumenti urbanistici. Continua a leggere…
1993-2013, dalle monetine di Craxi a oggi…
Il 30 aprile 1993 una piccola folla di cittadini lanciò un bel po’ di monetine a Bettino Craxi, allora leader indiscusso del P.S.I. e uno dei padroni d’Italia.
Era la fine della prima Repubblica.
Sono passati vent’anni.
Non è passato, purtroppo, il tanfo di troppe ingiustizie, di infiniti sprechi, di tanta squallidità in danno dell’Italia e degli italiani.
Non sarebbe ora di voltare definitivamente pagina?
Gruppo d’Intervento Giuridico onlus
Gli interventi edilizi in assenza di valutazione di incidenza in aree S.I.C. sono abusivi e costituiscono reato.
Importante pronunciamento della Suprema Corte di cassazione in tema di aree rientranti nella rete Natura 2000 (S.I.C. e Z.P.S.), ripreso dalla rivista telematica di diritto ambientale Lexambiente.
La sentenza Corte cass., sez. III, 21 marzo 2013, n. 13037 ha ribadito che la realizzazione di interventi di trasformazione del territorio in aree rientranti in siti di importanza comunitaria (S.I.C.) individuate ai sensi della direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli Habitat naturali e semi-naturali, la fauna, la flora in assenza di positiva conclusione della procedura di valutazione di incidenza (art. 5 del D.P.R. n. 357/1997, come modificato e integrato dal D.P.R. n. 120/2003) integra gli estremi del reato di cui all’art. 44, comma 1°, lettera b, del D.P.R. n. 380/2001 e s.m.i. Continua a leggere…
L’India non è un paese per bambini.
L’India è un immenso paese di civiltà antichissima, fra le prime del mondo, ma con grandi contraddizioni. Come quasi tutti, si dirà.
Ma un paio di queste contraddizioni sono piuttosto preoccupanti, per non dire altro.
Da un lato se ne frega altamente del diritto internazionale e degli stessi trattati che sottoscrive, come dimostrano la vicenda allucinante (sotto tutti i profili) dei due marò del San Marco Massimiliano Latorre e Salvatore Girone e, soprattutto, il temporaneo arresto de facto dell’ambasciatore Daniele Mancini.
Ma è in particolare la tradizionale violenza sessuale su bambini e donne, troppo spesso tollerata quale fatto di costume, la contraddizione più odiosa e intollerabile. Continua a leggere…
A dibattimento penale la lottizzazione San Luce sul litorale quartese.
Il prossimo 20 settembre 2013 si aprirà davanti al Tribunale di Cagliari, Sezione I (in sede collegiale), il dibattimento penale sulla lottizzazione “San Luce” sulla costa di Terra Mala, in Comune di Quartu S. Elena (CA). Così ha deciso il G.I.P. del Tribunale Giampaolo Casula, accogliendo sostanzialmente gli esiti dell’indagine condotta dal pubblico ministero Daniele Caria e da Corpo forestale e di vigilanza ambientale.
L’ipotesi accusatoria riguarda violazioni paesaggistiche e urbanistiche relative a ben 52 villette sulla collina prospiciente il mare. Continua a leggere…
Confermata in appello la condanna della Corte dei conti per il ripascimento del Poetto. La sentenza.
anche su Lexambiente (“Danno erariale per lavori di ripascimento“), rivista telematica di diritto ambientale (9 aprile 2013)
Come noto, la Corte dei conti ha confermato anche in sede di appello la condanna nei confronti di amministratori e funzionari pubblici, esperti e tecnici per il ripascimento della spiaggia del Poetto (Cagliari).
In primo grado era stata la sentenza Sez. giurisdizionale Sardegna, 21 luglio 2009, n. 1003 a statuire le responsabilità per danno erariale e danno all’immagine.
La sentenza Sez. I giurisdizionale centrale d’appello Corte dei conti, 31 gennaio 2013, n. 77 ha condannato, dopo l’esercizio del potere di riduzione (40%), diversi convenuti al risarcimento di euro 2.870.575,00 oltre agli interessi legali sull’importo del danno patrimoniale rivalutato e su quello dovuto a titolo di danno all’immagine. Continua a leggere…
Nuove demolizioni in vista per gli abusi edilizi.
Le operazioni di demolizione degli abusi edilizi e di ripristino ambientale in seguito a sentenze penali passate in giudicato starebbero per riprendere in Sardegna.
Dopo la positiva esperienza di ripristino della legalità e dell’ambiente condotta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lanusei, sarebbe la volta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari a procedere con gli interventi contro l’abusivismo edilizio.
Il primo caso della lista sarebbe quello del complesso turistico-edilizio abusivo realizzato a Corrumanciu, isolotto nello Stagno di Porto Pino (S. Anna Arresi), la cui demolizione è stata chiesta recentemente dalle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico onlus e Amici della Terra. Continua a leggere…
Legalità e ripristino ambientale grazie alla demolizione degli abusi edilizi in Ogliastra.
Sono state portate a esecuzione ben 198 sentenze passate in giudicato comportante la demolizione di abusi edilizi e il ripristino ambientale nell’arco di un anno (aprile 2012 – marzo 2013). Sono state ben 130 le residenze abusive demolite, delle quali 104 demolite dai trasgressori e 26 eseguite d’ufficio. Tutte seconde o terze case, mentre “tredici sentenze con condanna alla demolizione riguardanti famiglie di Tertenia, che non hanno altra abitazione, saranno eseguite nel prossimo mese di novembre, per consentire l’inserimento nel Puc (Piano urbanistico comunale) che potrebbe essere approvato dal consiglio comunale nel mese di ottobre”.
Demoliti anche dighe, recinzioni, muri abusivi, spesso in zone a rischio idrogeologico o sulle coste. Continua a leggere…
Le opere precarie devono avere un utilizzo effettivamente limitato nel tempo ed essere poi rimosse.
Ancora un importante pronunciamento della Corte di cassazione in materia di posizionamento di strutture precarie.
Secondo Cass. pen., sez. III, 5 marzo 2013, n. 10235, per essere legittima la natura precaria di un’opera dev’essere connessa a un uso effettivamente limitato nel tempo – non superiore a 90 giorni – e per fini legati a un utilizzo contingente, dovendosi poi provvedere a un’effettiva sollecita rimozione.
Non è sufficiente la presenza dei requisiti dell’amovibilità e della temporaneità.
E’ ormai giurisprudenza costante. Continua a leggere…
Il Giudice amministrativo segue il Giudice penale in materia di violazione del vincolo paesaggistico.
anche su Lexambiente, Rivista telematica di diritto ambientale (17 marzo 2013)
Rilevante pronuncia del T.A.R. Sardegna in materia di vincoli ambientali presenti nelle zone umide.
Con la sentenza Sez. II, 6 marzo 2013, n. 206 il T.A.R. Sardegna ha respinto il ricorso della Isolotto Immobiliare s.r.l. avverso la determinazione del Servizio Tutela del Paesaggio di Cagliari della Regione autonoma della Sardegna n. 66/RE del 3 agosto 2007 con cui era stato negato l’accertamento di compatibilità paesaggistica riguardo l’avvenuta realizzazione di un complesso turistico-edilizio di 45 unità immobiliari (36 residenziali, 9 commerciali) nell’Isoletta di Corrumanciu, entro lo Stagno di Porto Pino, in Comune di S. Anna Arresi (CI). Continua a leggere…
Riprendono le demolizioni degli abusi edilizi sulla costa ogliastrina.
E’ ripresa – questa volta sul litorale di Tertenia – la campagna di demolizioni degli abusi edilizi sulle coste d’Ogliastra da parte della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lanusei.
Ne sono state eseguite finora 105 (in stragrande maggioranza “seconde case”) delle quali 44 effettuate nel periodo aprile-maggio 2012 e ben 75 demolizioni in proprio), mentre nel complesso sono circa 200 quelle previste in forza di ordinanze contenute in sentenze penali passate in giudicato e riguardanti altrettanti casi di abusivismo sui litorali ogliastrini, in particolare nei territori comunali di Tortolì, Tertenia, Barisardo, Baunei.
Seconde o terze case, è bene ricordarlo, visto che secondo Franco Lai, leader degli abusivi ogliastrini ed esponente politico P.d.L. ha affermato in proposito che “è un diritto anche quello”. Continua a leggere…
Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico chiedono la demolizione degli abusi edilizi di Porto Pino.
Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico hanno chiesto (istanza del 2 marzo 2013) al Procuratore generale presso la Corte d’Appello di Cagliari e al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari di porre in esecuzione l’ordine di demolizione degli abusi edilizi e di ripristino ambientale derivante dalla sentenza della Corte di Cassazione, sezione III, 7 ottobre 2009, n. 38921 passata in giudicato nei confronti dell’insediamento (45 unità immobiliari, delle quali 36 residenze stagionali e 9 strutture a destinazione commerciale) realizzato dalla Isolotto Immobiliare s.r.l. sull’Isoletta di Corrumanciu, nello Stagno di Porto Pino, in Comune di Sant’Anna Arresi (CI).
La richiesta è stata inoltrata anche al Direttore generale della pianificazione urbanistica territoriale e della vigilanza edilizia ed al Direttore del Servizio governo del territorio e tutela paesaggistica di Cagliari della Regione autonoma della Sardegna ed al Direttore regionale dei beni culturali e paesaggistici per la Sardegna. Continua a leggere…
Portovesme: condanna in appello per il traffico di rifiuti industriali.
La Corte d’Appello di Cagliari, sez. II penale, ha sostanzialmente confermato (1 marzo 2013) in sede di appello la condanna nei confronti di due dirigenti della Portovesme s.r.l. riguardo al traffico di rifiuti altamente pericolosi prodotti dagli impianti della Portovesme s.r.l. smaltiti illecitamente in cave del Cagliaritano e, addirittura, nella realizzazione di riempimenti stradali e piazzali degli ospedali.
Un anno e dieci mesi di reclusione per Maria Vittoria Asara (responsabile della gestione rifiuti dello stabilimento Portovesme s.r.l.) e due anni e due mesi di reclusione per Aldo Zucca (responsabile del sistema Gestione ambientale della Portovesme s.r.l.), 900 euro per spese legali e separata liquidazione in sede civile per il risarcimento in favore delle parti civili.
Si è concluso provvisoriamente così il primo troncone dell’unico procedimento n. 5890/2007 G.I.P. (e R.N.R. 2930/2007) concernente l’importantissima indagine condotta dai Carabinieri del N.O.E. di Cagliari su disposizione della Procura della Repubblica del capoluogo (p.m. Daniele Caria) relativa al più ingente traffico illecito di rifiuti industriali finora riscontrato in Sardegna. Continua a leggere…
La violazione del vincolo paesaggistico è un reato anche quando la Natura ripristina l’ambiente.
Con la sentenza, sez. III, 8 febbraio 2013, n. 6298 è stato affermato dalla Suprema Corte di cassazione un importante principio in materia di reati ambientali: il c.d. reato ambientale (art. 181 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i. è un reato formale, un reato di pericolo astratto e si configura nel momento in cui vengono realizzati interventi in area tutelata con il vincolo paesaggistico in assenza o in difformità della prevista autorizzazione.
Non è necessario, ai fini del perfezionamento della fattispecie illecita, la presenza di un danno effettivo al “bene ambiente” tutelato.
Il reato sussiste anche quando la Natura e il decorso del tempo – senza alcun contributo antropico – realizzino il ripristino ambientale. Continua a leggere…
Il pubblico ministero chiede quattro condanne e due assoluzioni nel processo di Tuvixeddu.

Cagliari, Tuvixeddu, area archeologica, “gabbionate” incombenti sulle tombe (oggetto di procedimento penale)
Il pubblico ministero Daniele Caria, nell’ambito del dibattimento penale in corso su presunti abusi compiuti nell’ area archeologica di Tuvixeddu (Cagliari), ha chiesto quattro condanne e due assoluzioni.
Il processo – nel quale sono costituite parte civile le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra grazie al prezioso operato dell’avv. Lia Pacifico – proseguirà il prossimo 13 marzo 2013 con le arringhe difensive.
Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra Continua a leggere…
La “marea nera” che inquinò il Golfo dell’Asinara va a processo.
La marea nera che nel gennaio 2011 inquinò il Golfo dell’Asinara va a dibattimento. Il 20 giugno 2013, davanti al Tribunale penale di Sassari. In quella sede presenteremo istanza di costituzione di parte civile grazie al prezioso operato dell’avv. Guido Rimini, del Foro di Sassari.
Gruppo d’Intervento Giuridico onlus Continua a leggere…














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