Domenica 6 maggio 2012 (dalle 7.00 alle 22.00) si tiene in Sardegna una consultazione referendaria. Ben 10 referendum – 5 abrogativi e 5 consultivi – di cui non s’è parlato molto. Eccoli, in un caleidoscopio di schede colorate:
Referendum n. 1 (abrogativo, scheda verde scuro):
“Volete voi che sia abrogata la legge regionale sarda 2 gennaio 1997, n. 4 e successive integrazioni e modificazioni recante disposizioni in materia di “Riassetto generale delle Province e procedure ordinarie per l’istituzione di nuove Province e la modificazione delle circoscrizioni provinciali?”
Chi vota “sì” vuole l’abrogazione della normativa regionale sull’ordinamento in 8 Province del territorio sardo, chi vota “no” vuol mantenerlo inalterato. Continua a leggere…
La Regione Piemonte, guidata dal presidente leghista Roberto Cota ha fatto di tutto per evitarlo, così come i suoi predecessori, da 25 anni a oggi. Eppure il referendum sulla caccia si farà, grazie alla virtuosa ostinazione del Comitato promotore. La parola (e il voto) ai cittadini.
Firmiamo per riprenderci il diritto di scegliere i nostri rappresentanti in Parlamento! Fino alla fine di settembre è possibile firmare per indire un referendum che elimini la legge elettorale nota come Porcellum, la “porcata” come l’ha definita il suo stesso promotore, l’on Calderoli, in base alla quale i rappresentanti in Parlamento sono scelti dai partiti e non più dai cittadini, un vero attacco alla democrazia. Continua a leggere…
Quando i primi dati dell’affluenza alle urne sono ormai chiari, si delinea una grandevittoria degli Italiani: il 57% circa degli aventi diritto al voto si è recato alle urne e ha deciso.
Secondo gli instant poll EMG per La7 i votanti hanno così deciso: gestione pubblica dell’acqua, sì tra 93 e 97%; tariffe dell’acqua, sì tra 93 e 97%; abrogazione delle norme sul nucleare, sì tra 92 e 96%; abrogazione delle norme sul legittimo impedimento, sì tra 91 e 95%. Continua a leggere…
Siamo giunti alla fine della campagna referendaria.
Vi ricordiamo: 4 SI per il nostro presente e il nostro futuro, 4 SI per un’Italia senza nucleare e senza scorie, per un’acqua pubblica e gestita collettivamente, per una giustizia davvero uguale per tutti.
Vi ricordiamo anche una cosetta tanto banale quanto importante: quando votiamo non mettiamo la scheda una sull’altra, perchè l’effetto copiativo invaliderebbe il voto. Facciamo una bella “X” sul SI una scheda alla volta! Continua a leggere…
Il 12 e il 13 giugno si vota per il referendum. Il referendum è il più importante strumento di democrazia diretta che abbiamo in Italia, è uno dei pochi momenti in cui il potere, quello vero, decisionale, sulle questioni che riguardano la nostra vita, è in mano al popolo, in mano ad ogni singolo cittadino, dai diciotto anni in su, senza distinzioni di sesso, di condizioni economiche, di religione, di appartenenza politica, è l’art. 1 della Costituzione che diventa concreto e reale. “La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione” ecco, il referendum è una di quelle forme, la più importante, e il popolo deve muovere i piedi e andare ad esercitarla quella benedetta sovranità, per decidere del proprio futuro, per far capire che quel potere sovrano lo merita e nessuno può decidere al suo posto. Per raggiungere l’obiettivo, e decidere del nostro presente e del futuro nostro e di chi verrà dopo di noi, è necessario che vadano a votare la metà più uno degli aventi diritto al voto, perciò facciamo in modo che tutte le persone che conosciamo, e non conosciamo, siano informate e vadano a votare!
Roma, S. Pietro in Vincoli, Mosè (Michelangelo Buonarroti, 1513-1515)
Il quarto quesito referendario del 12 e 13 giugno 2011 riguarda il controverso “legittimo impedimento” e nel dettaglio l’abrogazione della legge 7 aprile 2010, n. 51 in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale: “Volete voi che siano abrogati l’articolo 1, commi 1, 2, 3, 5 e 6, nonché l’articolo 2, della legge 7 aprile 2010, n. 51, recante Disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza?”.
Il 12-13 giugno 2011 andiamo a votare per i referendum sul nucleare, sull’acqua pubblica e sul legittimo impedimento.
Faremo degli approfondimenti in proposito. Oggi tocca al nucleare.
Ecco perché dobbiamo andare a votare e perché dobbiamo votare SI.
Ce lo spiega in un interessante articolo il professor Angelo Baracca (fisico, docente presso l’Università di Firenze) tratto dal libro L’Italia torna al nucleare? Ringraziamo il professor Baracca per la disponibilità, e per la chiarezza con la quale ha saputo spiegare le problematiche, particolarmente complesse, relative all’energia nucleare.
prof. Angelo Baracca
Fermiamo questa folle corsa verso il nucleare, facciamo la nostra parte. Votiamo e facciamo votare SI!
Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra
di Angelo Baracca – L’Italia torna al nucleare?, Milano, Jaca Book, 2008 Continua a leggere…
La Corte di Cassazione – Ufficio centrale per i referendum ha stabilito che il 12-13 giugno prossimi si voterà anche per il referendum sul nucleare oltre che sull’acquapubblica (2 quesiti) e sul legittimo impedimento.
E’ stato sconfitto il tentativo berlusconiano furbesco di impedire al popolo italiano di esprimersi.
Quattro SI per l’ambiente, per i beni comuni, per la giustizia uguale per tutti. Al voto!
Roba da magliari della democrazia. Il Governo Berlusconi, facendo approvare con il voto di fiducia alla Camera dei Deputati il suo decreto-legge omnibus, cerca di impedire agli italiani di esprimersi sul nucleare in Italia attraverso il referendum nazionale abrogativo del 12-13 giugno 2011. Evidentemente la batosta presa con il recentissimo referendum regionale consultivo tenutosi in Sardegna (60% dei votanti, il 98% di SI contro il nucleare) pesa e fa capire che gli italiani non vogliono il nucleare.
La parola, ora, andrà alla Corte di cassazione – Ufficio centrale per il referendum.
IL 15 e 16 MAGGIO VOTA SI’ PER BLOCCARE IL NUCLEARE IN SARDEGNA.
Il 15 e 16 maggio in Sardegna siamo chiamati al voto per il referendum consultivo sull’energia nucleare: votiamo e facciamo votare SI per evitare chela Sardegna sia interessata da siti di stoccaggio delle scorie e centrali nucleari.
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