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Articoli taggati ‘Regione autonoma della Sardegna’

Il “Grande Fratello” dei beni culturali in Sardegna.

Villanovaforru, Nuraghe Genna Maria

 

 

Come non essere d’accordo con Marcello Madau, archeologo e docente di beni culturali e ambientali presso l’Accademia di Belle Arti di Sassari?     La proposta di legge regionale  bipartisan scaturita dall’VIII Commissione consiliare permanente (qui il testo unificato) per l’istituzione della Fondazione Sardegna beni culturali ricorda i kombinat sovietici, quelle aggregazioni industriali che accentravano e pianificavano qualsiasi attività aziendale in un’intera regione.

A legger il testo unificato della proposta normativa, sembra l’obiettivo della Fondazione: “la Fondazione è l’organo tecnico-scientifico di programmazione e di gestione regionale nel settore dei beni culturali e paesaggistici della Sardegna” (art. 1).                      Il Grande Fratello orweliano della cultura, assommando funzioni di programmazione, gestione, indirizzo e coordinamento di qualsiasi cosa riguardi i beni culturali isolani (art. 4). Continua a leggere…

Sardegna, direttiva regionale sull’edificazione in zone agricole.

Carloforte, campagna in fiore

 

La Giunta regionale della Sardegna ha emanato – mediante deliberazione n. 20/29 del 15 maggio 2012 finora non disponibile sul sito istituzionale web – la direttiva contenente gli indirizzi interpretativi sull’edificazione nelle aree agricole, ai sensi dell’art. 13 bis della legge regionale n. 4/2009, come integrata dalla legge regionale n. 21/2011: la superficie minima per interventi edilizi è di un ettaro, elevabile – con deliberazione dei rispettivi Consigli comunali – a tre ettari, ma soprattutto viene ricordato che le possibilità di edificare nelle zone agricole sono subordinate all’effettiva connessione con le funzioni di conduzione agricola e zootecnica del fondo, con particolare predilezione per quegli interventi che assicurano il recupero del patrimonio edilizio esistente. Continua a leggere…

Asinara, se questo è un parco nazionale…

Asinara, asini bianchi e vecchie strutture carcerarie (foto Fiorella Sanna)

 

Non c’è pace per il parco nazionale dell’Asinara.    Per ben due anni fra commissari con la valigia e candidature labili come carta velina  (2008-2010) dopo la scadenza naturale degli Organi gestionali, è durato il commissariamento dell’Ente Parco.     

Poi, finalmente, è stato almeno nominato il presidente, l’avvocato sassarese Pasqualino Federici, già parlamentare di Forza Italia.   Ha provato e sta provando con energia a far funzionare il parco, pur non avendo organi direttivi e strutture tecnico-amministrative ridotte all’osso (e miracolosamente riesce a respingere un progetto di radar costiero). Continua a leggere…

Ampliamento del S.I.C. “Is Arenas” sotto la scure dell’Unione europea.

Narbolia, pineta costiera di Is Arenas e gru

La Giunta regionale della Sardegna ha approvato definitivamente (deliberazione n. 14/39 del 4 aprile 2012 + allegato cartografico) l’ampliamento a terra e a mare del sito di importanza comunitaria – S.I.C. “Is Arenas” (codice ITB032228), tutelato ai sensi della direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali, la fauna e la flora. Attualmente l’area tutelata complessivamente è di 4.065 ettari (in precedenza era di 1.289 ettari).

Un’esplosione di sensibilità ecologica da parte della Regione autonoma della Sardegna?   Nemmeno per sogno.

Solo la necessità, obtorto collo, di evitare peggiori conseguenze da parte dell’Unione europea dopo la condanna da parte della Corte di Giustizia europea (sentenza Sez. IV, 10 giugno 2010, causa C-491/08) per l’illegittima speculazione immobiliare condotta sul complesso dunale boscato di Is Arenas (Narbolìa, OR), dietro ripetute e documentate denunce delle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra, nonché dure interrogazioni parlamentari da parte di deputati del gruppo Verdi/A.L.E. (Monica Frassoni e Raül Romeva i Rueda). Continua a leggere…

Ricorso avverso il P.U.C. di Badesi senza verifica di coerenza.

macchia mediterranea (ginestre, olivastri, cisto)

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra inoltrano (19 marzo 2012) un ricorso avverso il P.U.C. di Badesi (OT) promulgato senza l’avvenuto superamento positivo della procedura di valutazione di coerenza con la pianificazione paesaggistica regionale – P.P.R. (art. 31, commi 3° e 5°, della legge regionale n. 7/2002).  Nel caso specifico viene inoltrato un atto di “osservazioni” relativamente all’adozione della deliberazione Consiglio comunale di Badesi n. 4 del 24 gennaio 2012 concernente un piano di lottizzazione in zona artigianale D 2 (006) “inserita nel vigente Piano Urbanistico Comunale”.

Si ricorda che con deliberazione Consiglio comunale di Badesi n. 30 del 30 maggio 2011 ”sono stati approvati ulteriori elaborati integrativi, predisposti in recepimento di alcune prescrizioni espresse dalla R.A.S.” in merito al piano urbanistico comunale – P.U.C. in adeguamento al piano paesaggistico regionale – P.P.R. e al piano di assetto idrogeologico -  P.A.I., approvato definitivamente con deliberazione Consiglio comunale Badesi n. 1 del 18 gennaio 2011 (art. 20 della legge regionale n. 45/1989 e s.m.i.).    Continua a leggere…

La storia di un’importante opera pubblica cagliaritana: il recupero del Colle e del Castello di San Michele.

Cagliari, Colle e Castello di S. Michele

 

anche su Il Manifesto Sardo (“La storia di un’opera pubblica “), n. 117, 1 marzo 2012

 

Ci sono delle vicende che possono costituire l’apertura di una vera e propria “finestra” su come vengano gestiti interessi e poteri pubblici, iniziative imprenditoriali e relazioni fra pubblico e privato.

Un caso di rilievo per Cagliari e la Sardegna – anche perché approfonditamente esaminato dalla magistratura di controllo – è quello del restauro e del recupero conservativo del Colle e del Castello di San Michele, opera di grande rilievo perché ha permesso la realizzazione di un grande parco pubblico e il recupero di un Castello di grande valore storico-culturale, da adibire a sede di mostre e manifestazioni aperte al pubblico.

L’intero sviluppo dell’importante opera pubblica è stato oggetto di ripetute indagini di controllo sulla gestione (art. 3 della legge n. 20/1994 e s.m.i.) da parte della Sezione di controllo della Corte dei conti per la Sardegna (vds. deliberazioni n. 10/2005 del 24 maggio 2005, n. 216/1999 del 22 aprile 1999, n. 185/1997 del 10 dicembre 1997).

E la realtà emersa ha delineato il tipico quadro di una “grande opera” di quegli anni in questa nostra Sardegna. Continua a leggere…

Caccia a febbraio, una “fissa” assurda e distruttiva.

Ghiandaia (Garrulus glandarius)

 

La Corte costituzionale, con la sentenza n. 16 del 26 gennaio 2012, ha ritenuto legittima la legge regionale Sardegna n. 5/2011, che aveva introdotto – nelle more dell’operatività di un Istituto regionale per la fauna selvatica (I.R.F.S.) previsto dalla legge regionale n. 23/1998 e tuttora inesistente – il parere di una commissione scientifica interassessoriale per giustificare la c.d. caccia in deroga.  Al posto del parere tecnico-scientifico dell’I.S.P.R.A., Istituto nazionale di ben altra levatura scientifica, consulente ex lege delle amministrazioni pubbliche.

Il Presidente della Regione autonoma della Sardegna Ugo Cappellacci, insieme al suo Assessore della difesa dell’ambiente Giorgio Oppi (in realtà, suo nume tutelare), si sono affrettati a cantar vittoria e a cercare di riaprire la caccia a febbraio sotto la forma di caccia in deroga: infatti, “l’Assessore Oppi, aderendo alle pressanti richieste del mondo venatorio sardo nonché alle esigenze manifestate da alcuni consiglieri regionali, ai termini dell’art. 18, comma 2, della Legge 157/92 e s.m.i, ha richiesto all’ISPRA, il parere riguardo la possibilità di consentire l’attività venatoria anche nella regione Sardegna nella prima decade di febbraio per alcune specie di avifauna quali il colombaccio (Columba palumbus), la cornacchia grigia (Corvus corone cornix), la gazza (Pica Pica) e la ghiandaia (Garrulus glandarius). I rappresentanti dell’esecutivo regionale si stanno prodigando per accelerare il più possibile l’emissione del parere dell’Ispra al fine di consentire il proseguo dell’attività venatoria.

Ovvio, il grande problema della Sardegna è la caccia a febbraio. Continua a leggere…

Il Ministero dell’ambiente interviene duramente sui nuovi radar sulle coste sarde!

Gabbiano reale (Larus michahellis)

 

Il Ministero dell’ambiente – Direzione generale della protezione della natura e del mare è intervenuto (nota PNM – 2012 – 972 del 17 gennaio 2012) con insolita durezza nei confronti del Ministero della difesa (Direzione generale dei lavori e del demanio, Direzione generale delle telecomunicazioni) del Comando generale della Guardia di Finanza, del Comando generale della Guardia costiera e della Regione autonoma della Sardegna (Assessorato della difesa dell’ambienteServizi per la conservazione della natura e della valutazione degli impatti) riguardo i numerosi progetti per l’installazione di ben 15 radar (dei quali due esistenti, a Guardia Vecchia, sull’Isola di La Maddalena, e a Capo S. Elia, Cagliari) facenti parte – a quanto pare – di un unico sistema coordinato da posizionarsi lungo i litorali sardi.

Lo ha fatto in seguito ai ricorsi (30 dicembre 2011 e 12 agosto 2011) inoltrati dalle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico, Lega per l’Abolizione della Caccia e Amici della Terra.[1] Continua a leggere…

Caccia in Sardegna, intervenga l’Unione europea!

Cormorano (Phalacrocorax carbo)

Caccia in Sardegna. Intervenga l’Ue.

 Andrea Zanoni (IdV) presenta interrogazione alla Commissione europea sulla riapertura della stagione venatoria sarda nonostante lo stop del Consiglio di Stato. “Violazione della Direttiva Uccelli. Cappellacci non segua il cattivo esempio di Zaia in Veneto”

 “L’Ue intervenga a fermare la caccia in Sardegna come ha sancito il Consiglio di Stato il 21 dicembre 2011”.  Lo chiede Andrea Zanoni, Eurodeputato IdV, con un’interrogazione alla Commissione europea. “Il calendario della stagione venatoria 2011-2012 della Regione autonoma Sardegna non rispetta le prescrizioni della Direttiva Ue Uccelli e della normativa italiana di recepimento”. Continua a leggere…

Cari Comuni, che fate contro l’abusivismo edilizio?

Maracalagonis, demolizione complesso abusivo in loc. Baccu Mandara (2002)

 

Vecchia storia: i Comuni hanno poca voglia di verificare le costruzioni in odore di abusivismo edilizio, ancor meno voglia di eseguire in via amministrativa gli ordini di demolizione contenuti nelle sentenze penali passate in giudicato.   E’ vero, spesso il personale a disposizione è scarso e ancora più scarsa è la disponibilità della Regione autonoma della Sardegna a fornire supporto professionale e materiale. Assolutamente nulla la volontà di eseguire interventi sostitutivi

Qualche volta, però, sono proprio i Comuni il primo baluardo difensivo per l’abusivismo edilizio.

Sono tutti compiti previsti dalla legge, qui è disponibile un dossier in materia. Continua a leggere…

Proroga della caccia nonostante il provvedimento del Consiglio di Stato: ricorso in sede comunitaria e alle Autorità giudiziarie.

Pettirosso (Erithacus rubecula)

Le associazioni ecologiste Lega per l’Abolizione della Caccia, Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico hanno provveduto (8 gennaio 2012) a inoltrare ricorso alla Commissione Europea perché verifichi il rispetto delle direttive comunitarie in materia di tutela della fauna selvatica (in particolare della direttiva n. 2009/147/CE sulla tutela dell’avifauna selvatica) da parte del decreto dell’Assessore regionale della Difesa dell’Ambiente che ha regalato altre tre giornate di caccia all’avifauna migratrice (Tordo bottaccio, Cesena, Tordo sassello).

La vicenda è stata, inoltre, segnalata alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari e alla Procura regionale della Corte dei conti per la Sardegna per gli eventuali estremi penali ed erariali.

Sarà cura, una volta acquisiti i verbali del Comitato faunistico regionale relativi alle votazioni inerenti le proroghe, integrare le segnalazioni. Continua a leggere…

Il grande problema della Sardegna: la caccia a febbraio.

Ci sono certe manifestazioni di pensiero che non si sa proprio come catalogare.  Per carità, lecite e tutelate dalla nostra carta fondamentale (art. 21 cost.) finchè non sconfinino nella violenza, ma decisamente penose riguardo alle energie profuse per raggiungere un obiettivo tanto arrogante, protervo e illegittimo quanto penoso.  La caccia a febbraio è fra questi.  Un vero insulto a chi vive sulla sua pelle problemi veri.

Altro che crisi economica devastante, questo è il grande problema della Sardegna, sempre più ridotta a Sardistàn, oscura terra del Mediterraneo centrale.

Priva di motivazioni scientifiche, sanzionata pesantemente dalla Corte di Giustizia europea e dalla Corte costituzionale, costituisce la quasi totalità dell’attività di politici come Ignazio Artizzu (F.L.I.) e la passione becera delle parti più retrive del mondo venatorio, furibondi per l’amputazione giudiziaria del calendario venatorio.  Altro che uno straccio di critica al bracconaggio, altro che minima presa di coscienza dei troppi “incidenti” di caccia. Continua a leggere…

La Corte costituzionale deciderà riguardo la legge regionale sarda sul golf.

Narbolia, pineta costiera di Is Arenas e gru

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico, Amici della Terra e Lega per l’Abolizione della Caccia esprimono forte soddisfazione per una delle prime significative azioni del Governo Monti in tema ambientale.

Il Governo nazionale ha accolto la specifica e argomentata segnalazione (25 ottobre 2011) inoltrata dalle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico, Amici della Terra e Lega per l’Abolizione della Caccia al Ministro per i rapporti con le Regioni e la Coesione territoriale e al relativo Capo Dipartimento riguardo alcune evidenti illegittimità costituzionali della recente legge regionale di sostegno al golf (legge regionale Sardegna n. 19/2011). Continua a leggere…

La strada dei veleni.

“La strada dei veleni”, di Marco Mostallino per Sardegna 24, è la S.S. n. 131 “Carlo Felice: tra il chilometro 41 e il 58,500, poggia su un letto di scorie tossiche che, ad ogni pioggia, rilasciano nel terreno acido solforico, ruggine, mercurio. E’ uno dei frutti malati dell’avventura nel preteso Klondike sardo, la miniera d’oro di Furtei (VS), teatro di varie azioni legali delle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra, in particolare contro la scandalosa speculazione affaristica e l’ignavia della Regione autonoma della Sardegna

“Il sogno della miniera si esaurisce in fretta: pochissimo oro estratto, tanti operai sulla strada e, soprattutto, montagne di scorie tossiche abbandonate. Finché l’appalto per una nuova strada diventa la maniera per far sparire i veleni: finiscono sotto l’asfalto e il costoso smaltimento diventa così un lucroso affare per pochi, autorizzato da una serie di analisi poi misteriosamente scomparse. Ma gli acidi cominciano a colare, danneggiando i cavalcavia e inquinando i campi: un disastro ambientale pagato con denaro pubblico”

Inchiesta molto interessante, da vedere.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

Squallidi messaggi istituzionali con i nostri soldi

Che cosa dire sullo squallido messaggio istituzionale propinato oggi sui quotidiani regionali dalla Regione autonoma della Sardegna – cioè dalla Giunta Cappellacci – contro il piano paesaggistico regionale – P.P.R.?!

Un messaggio pagato con i soldi di noi contribuenti dove l’Amministrazione regionale Cappellacci sputa sul P.P.R. tutti i guai e le nefandezze che oggi la Sardegna e i Sardi si trovano a vivere in gran parte proprio per colpa della dabbenaggine, dell’incapacità, della scarsa competenza proprio di questa amministrazione regionale.    

Per Cappellacci & Company, di chi è la colpa se non puoi mettere le inesistenti “tegole fotovoltaiche”?  Del piano paesaggistico regionale, ovvio.  

E di chi è la colpa “quando per trovare una bottiglia di acqua fresca sotto l’ombrellone dobbiamo tornare a prendere la macchina e cercare un bar da qualche parte ma non so dove”?   Del piano paesaggistico regionale, of course. Continua a leggere…

Ma guardatevi ‘sto P.U.C. di Badesi.

Il Sindaco di Badesi (OT) Toni Stangoni ci accusa di raccontar balle sul piano urbanistico comunale – P.U.C. di Badesi. Il suo P.U.C. 

Afferma che è tutto in regola.

Pubblichiamo, allora, la comunicazione (nota n. 42842 del 20 luglio 2011) pervenuta dalla Regione autonoma della Sardegna – Servizio della pianificazione paesaggistica e urbanistica (Direzione generale della Pianificazione urbanistico territoriale dell’Assessorato regionale degli EE.LL., Finanze, Urbanistica), uno stralcio – relativo all’aeroporto o aviosuperficie che dir si voglia – della determinazione n. 1635 dell’8 aprile 2011 con cui la Direzione regionale della Pianificazione urbanistico territoriale dell’Assessorato degli EE.LL., Finanze, Urbanistica della Regione autonoma della Sardegna ha richiesto al Comune di Badesi una serie di modifiche sostanziali e radicali al P.U.C. approvato e, infine, la nota n.33621/DG del 9 giugno 2011 con cui la Direzione regionale della Pianificazione urbanistico territoriale dell’Assessorato degli EE.LL., Finanze, Urbanistica della Regione autonoma della Sardegna ha ricordato al Comune di Badesi come si può ottenere un P.U.C. realmente legittimo e valido. Continua a leggere…

Come l’Amministrazione regionale Cappellacci butta i nostri soldi dalla finestra.

Cagliari, Viale Trento, sede della Regione autonoma della Sardegna

Ricordate il generoso contributo di 100 mila euro della Regione autonoma della Sardegna in favore dell’annuale meeting di Comunione e Liberazione (a cui è vicino l’Assessore regionale al bilancio Giorgio La Spisa) a Rimini, di cui abbiamo parlato poco tempo fa?

Bene, ora grazie a un piccolo scoop del blog di Vito Biolchini, possiamo vedere com’è andata a finire la grandiosa operazione di promozione turistica regionale.

Guardate i video e fatevi un’idea:

* qui lo standhttps://www.youtube.com/watch?v=FJrZA1BoZVs&feature=player_embedded 

* qui l’intervista all’Assessore La Spisa: https://www.youtube.com/watch?v=WV94HRpdJFc&feature=mfu_in_order&list=UL

Gruppo d’Intervento Giuridico

(foto da www.regione.sardegna.it)

Sardegna, regione autonoma dalla decenza, ma si “salva l’anima”.

Italia, manifestazione per il referendum sul divorzio (1974)

Passano i giorni in mezzo a una drammatica crisi economica e sociale che attanaglia in particolar modo la Sardegna

Mentre alcune forze politiche di governo si baloccano con iniziative dal sapore cabarettistico, i provvedimenti risolutivi del governo regionale di questi ultimi giorni sono emblematici: si va dall’intervento (gratuito?) su Meridiana per riportare dalla Spagna i papa boys lì bloccati al grazioso sostegno con 100 mila euro dell’annuale meeting di Comunione e Liberazione (a cui è vicino l’Assessore regionale al bilancio Giorgio La Spisa) a Rimini, dal prossimo affidamento in comodato di Villa Asquer (da anni in abbandono) alla Curia arcivescovile di Cagliari che la girerebbe alla Caritas diocesana per farne un “centro d’ascolto” (ascolto di chi? Dei poveri?) in palese violazione dell’onere testamentario presente nell’eredità Asquer al sempiterno sostegno finanziario (giunta Masala, giunta Soru, giunta Cappellacci) a suon di milioni di euro al college studentesco maschile della Curia arcivescovile di Cagliari. Continua a leggere…

Badesi: un sindaco e il “suo” piano urbanistico farlocco.

Sardegna, coste, dune

Anton Pietro Stangoni, detto Toni, perito agrario, è il Sindaco di Badesi (OT) e desidera fortemente questo suo piano urbanistico comunale – P.U.C.    Forse perché mette nero su bianco la previsione del suo aeroporto, quell’aeroporto che fortissimamente vuole da anni realizzare alle foci del Fiume Coghinas, (loc. Muddizza di Poisa), entro il  sito di importanza comunitaria – SIC “Foci del Coghinas” (codice ITB010004) ai sensi della direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali, la fauna, la flora.   Forse solo per dare uno strumento di pianificazione al suo paese.  

Qualsiasi sia il motivo, il Sindaco Stangoni ha deciso che il P.U.C. si fa come dice lui e il suo Consiglio comunale.  Continua a leggere…

Approvato dal Comitato faunistico regionale il calendario venatorio sardo 2011-2012.

Questa mattina il Comitato faunistico regionale ha approvato il calendario venatorio regionale 2011-2012. Successivamente dovrà esser promulgato con specifico decreto assessoriale e poi pubblicato sul B.U.R.A.S.

Il nostro rappresentante nel Comitato faunistico regionale, Paolo Fiori, ha proposto la sospensione della caccia alla Pernice sarda e alla Lepre in virtù dei dati forniti dall’I.S.P.R.A. e dall’Università di Pavia che danno le due specie in costante declino (in particolar modo la Lepre).  Tuttavia, la proposta non è stata accolta. Rispetto al calendario venatorio regionale 2010-2011 sembra un calendario “meno peggiore”, ma faremo valutazioni più approfondite.

Gruppo d’Intervento Giuridico, Lega per l’Abolizione della Caccia, Amici della Terra

da www.regione.sardegna.it, 6 luglio 2011

Caccia: approvato calendario venatorio 2011/2012.

Tra le novità nelle prescrizioni approvate dal Comitato anche la possibilità d’uso del fucile a canna rigata, mentre rimane l’obbligo per i cacciatori e i battitori dell’uso del giubbino ad alta visibilità durante l’esercizio dell’attività venatoria con l’obiettivo di cercare di evitare gli incidenti durante la caccia. Continua a leggere…

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