L’ecomostro della Caletta a Carloforte.


Carloforte, La Caletta, eco-mostro in costruzione

Carloforte, La Caletta, eco-mostro in costruzione

E’ sempre in cima alle centinaia e centinaia (oltre 1.500 all’anno) segnalazioni che pervengono alle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico onlus e Amici della Terra.

E’ l’ecomostro in divenire sul litorale di La Caletta, sull’Isola di San Pietro, Comune di Carloforte (CI).

Semplicemente orrendo per moltissimi turisti, linfa vitale dell’economia tabarchina.

E’ un vero e proprio scempio ambientale e urbanistico, purtroppo autorizzato, almeno in base a quanto emerso finora dagli accertamenti e verifiche sulle opere effettivamente realizzate da parte del Comune di Carloforte – Area tecnica e del Corpo forestale e di vigilanza ambientale in base alle varie richieste di informazioni a carattere ambientale inoltrate nel corso del tempo, fra cui quelle esperite (28 aprile 2009, 18 febbraio 2010, 2 dicembre 2011) dal Gruppo d’Intervento Giuridico e dagli Amici della Terra alle amministrazioni pubbliche e alla magistratura competenti.

Qui trovate la storia dell’ecomostro e tutte le considerazioni relative alla legittimità dei lavori: https://gruppodinterventogiuridicoweb.wordpress.com/2012/02/09/ecco-come-sorto-e-cresciuto-lecomostro-della-caletta-a-carloforte/.

Una vera oscenità.

Qui, invece, una proposta di investimento e gestione del Resort La Caletta predisposta dalla Progetto Turismo (a cura del presidente Emilio Valdameri), società partner di vari gruppi immobiliari italiani che si occupa di offrire consulenze e gestioni nel settore turistico-edilizio: complesso alberghiero (75 camere, con inesistente spiaggia privata, visto che in Italia sono demaniali per legge), servizi, centro benessere, campo da golf, 80 fra ville e appartamenti.

Non si sa per conto di chi sia stata elaborata tale proposta, tuttora non presentata ad alcuna amministrazione pubblica competente.

Eccetto l’ecomostro in cantiere, allo stato attuale è irrealizzabile per palese contrarietà alle normative di tutela costiera.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

Carloforte, La Caletta, cantiere dell'eco-mostro

Carloforte, La Caletta, cantiere dell’eco-mostro

 

 

 

 

da L’Unione Sarda, 22 agosto 2013

CARLOFORTE. Esposti, segnalazioni e critiche per l’albergo in costruzione a La Caletta. Un ecomostro sulla riva del mare. L’hotel Baia d’Argento inserito tra gli “orrori architettonici. La concessione edilizia è stata rilasciata nel 2006. L’impresa costruttrice ha ottenuto tutte le autorizzazioni possibili e immaginabili. Esposto in Procura degli ambientalistiFrancesco Pintore

CARLOFORTE. Qualche giorno fa è stato segnalato come orrore architettonico nella rubrica curata dal fotografo Oliviero Toscani sul giornale “Il Fatto Quotidiano”. L’hotel Baia d’Argento è un grande cantiere in riva al mare. Sta nascendo a ridosso degli ombrelloni sulla spiaggia di La Caletta. I lavori procedono a rilento in uno spendido scorcio di costa che non è rimasto immune dagli abusi edilizi. A poche centinaia di metri dall’ex albergo Esit sono state infatti costruite alcune villette orrende. Altre 80, ma con caratteristiche architettoniche decisamente differenti sorgeranno nell’ex campeggio, un’area rilevata dall’impresa che sta costruendo l’hotel Baia d’Argento. L’operazione, chiamata Progetto Turismo, prevede anche la realizzazione di un campo da golf grazie a una concessione edilizia rilasciata nel 2006. Un’impresa, La Caletta srl, ha investito nell’Isola di San Pietro oltre dieci milioni di euro. Ha tutte le carte in regola: autorizzazioni di ogni genere, permessi, nulla osta, concessioni edilizie. Ha anche qualche nemico, in particolare alcune associazioni ambientaliste carlofortine e il Gruppo d’Intervento Giuridico.

LE DENUNCE. Il caso dell’hotel Baia d’Argento è finito al centro di un esposto alla Procura. La denuncia è stata presentata dall’associazione dei Carlfortini Preoccupati. Che hanno chiesto ai magistrati di indagare sulla regolarità della volumetrie e sui lavori di movimento terra eseguiti nell’aria dell’ex hotel Esit. All’esposto è stata allegata anche una corposa documentazione fotografica. «Ci sono anche alcuni video – spiegano Salvatore Parodo e Salvatore Casanova – li abbiamo consegnati alla Procura, ma le nostre segnalazioni sembra non siano state prese in considerazione». I lavori nell’hotel Baia d’Argento sono finiti anche al centro di un’indagine del Corpo Forestale, ma anche in questa circostanza l’attività investigativa si è conclusa senza alcun provvedimento nei confronti dell’impresa. Insomma, tutte le carte sono in regola. Il progetto ha superato indenne ogni sorta di piano urbanistico e ottenuto perfino il nulla osta del Parco Geominerario. «Ma noi siamo convinti che non tutte le cose siano andate per il verso giusto – affermano gli attivisti dell’associazione Carlofortini Preoccupati – per esempio ci piacerebbe sapere se nello smaltimento dei detriti in seguito all’abbattimento del vecchio albergo Esit siano state rispettate o meno le norme previste dalla legge».

Carloforte, La Caletta, ex Hotel Esit

Carloforte, La Caletta, ex Hotel Esit

LA STORIA. Nel cartello affisso all’ingresso del cantiere di La Caletta si legge: “Lavoro di ristrutturazione e ampliamento dell’ex hotel Esit Baia d’Argento”. La concessione edilizia è stata concessa nel 2066 al Gruppo Delle Piane di Bologna. Con il passare del tempo la volumetria subisce dei cambiamenti: inizialmente vengono dichiarati 9.853 metri cubi, in seguito si passa a 12.170 metri cubi. C’è un aumento del 25 per cento. La conclusione dei lavori inizialmente era prevista entro il 2 marzo 2010, ma proprio in quella data è stata concessa un proroga per un altro anno. I tempi sono poi allungati ulteriormente e se non dovessero esserci intoppi tutto si dovrebbe concludere entro la prima metà del prossimo anno.

LE SEGNALAZIONI. Oltre agli esposti presentati dai Carlofortini Preoccupati ci sono anche le denunce del Gruppo di Intervento Giuridico. Nel cantiere di La Caletta sono intervenuti i carabinieri del Noe. I militari hanno denunciato alcuni camionisti sorpresi mentre scaricavano detriti nell’ex campeggio. Per il resto, tutto sembra a posto. Tranne che per i turisti che prendono il sole nella spiaggia di La Caletta. Guardano il cantiere dell’hotel e commentano senza tanti giri di parole. «È orrendo».

Carloforte, La Caletta, cartello "inizio lavori" dell'eco-mostro

Carloforte, La Caletta, cartello “inizio lavori” dell’eco-mostro

(foto R.A.S., per conto GrIG, L.C., archivio GrIG)

  1. agosto 24, 2013 alle 7:27 am | #1

    concordo pienamente.
    Ma quando occuparsi anche dei pannelli solari distrutti fin da subito e delle pale eoliche mai utilizzare e ormai arrugginite proprio su punta dell’Oca. La CEE ha dato milioni, ma il risultato è stato ZERO, anzi la distruzione di uno dei più bei angoli dell’isola. La possiamo considerare un’opera diretta all’energia alternativa??? Non chiudiamo gli occhi anche sugli ecomostri ambientalisti… In Italia niente è fatto per l’ambiente, ma solo per i soldi. L’ambiente è spesso un alibi per mangiare, mangiare, mangiare,,,

  2. Shardana
    agosto 24, 2013 alle 11:34 am | #3

    Perchè non richiedete un ulteriore controllo al progetto iniziale?Avevano i permessi per sbancare la montagna?avevano i permessi per devastare e trasformare in discarica l’ex campeggio?Le ruspe parlano chiaro.Anche un altro hotel a carloforte aveva le carte in regola……Dov’è lega ambiente,Vincenzo Tirana,quando si è trattato di contestare il Puc di simeone non ha esitato a denunciare……….Non potete lasciare sempre gli ambientalisti locali da soli.BAIA CAGAI È FUORILEGGE E LO SAPETE INTERVENITE INTERVENITE INTERVENITE INTERVENITE INTERVENITE INTERVENITE INTERVENITE

    • agosto 24, 2013 alle 2:29 pm | #4

      o Shardana, ci sei o ci fai?
      “Non potete lasciare sempre gli ambientalisti locali da soli” è una delle affermazioni più idiote che abbia sentito da dieci anni a questa parte.
      Abbiamo fatto numerosi esposti e sono state fatte verifiche dalla Magistratura, dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale (anche come Polizia giudiziaria), dall’Area tecnica del Comune di Carloforte: i lavori sono risultati in regola.
      E tutti i dubbi possiamo anche tenerceli, ma questi sono i risultati degli accertamenti svolti da chi ha la competenza per farli.
      E’ uno scempio ambientale, è un “ecomostro”, ma i lavori svolti sono risultati autorizzati.

      Stefano Deliperi

  3. agosto 24, 2013 alle 3:01 pm | #5

    Che storia incredibile… oggettivamente e tecnicamente parlando c’è da congratularsi coi legali di tale società, che sono riusciti a far avere tutte le autorizzazioni necessarie rispettando le leggi.. a proposito: leggo nell’altro articolo che il corpo forestale sta verificando quanto è dichiarato e autorizzato con i lavori effettivi. come procedono ?

  4. Shardana
    agosto 24, 2013 alle 3:43 pm | #7

    Per te deliperi è una affermazione idiota,non per me.A quali lavori svolti autorizzati ti riferisci?A quale anno risulta l’ultimo controllo,puoi farlo sapere?Avevano il permesso per sbancare la collina?Tutti dicono che ci sono i permessi,fateci vedere i responsi dei controlli fatti e gli enti che li hanno eseguiti,solo così potrò accettare la mia affermazione come una delle più idiote degli ultimi 10 anni…….senza offesa

  5. agosto 25, 2013 alle 9:11 am | #9

    da L’Unione Sarda, 24 agosto 2013
    CARLOFORTE. L’ecomostro. Il vicesindaco: «Niente villette a La Caletta». (Salvatore Lecca)

    CARLOFORTE. Secondo il vicesindaco Walter Conte non c’è stato alcun aumento nelle volumetrie. Non ci sarebbero irregolarità nei lavori per la costruzione dell’hotel Baia d’Argento a ridosso della spiagga di La Caletta. «Per quanto riguarda le volumetrie – afferma Conte – non ci sono stati aumenti, il progetto è fedele a quello presentato e approvato nel 2006». Non la pensano nello stesso modo le associazioni ambientaliste che recentemente hanno presentato un esposto alla Procura segnalando un aumento di metri cubi del 25 per cento rispetto alla struttura originaria (il vecchio hotel Esit).
    I LAVORI. Walter Conte auspica una conclusione dei lavori nei tempi previsti, ovvero entro il mese di marzo del 2014. L’impresa che sta realizzando l’albergo ha già ottenuto una proroga, ma non è riuscita a ultimare l’opera. L’hotel, considerato un ecomostro, si affaccia sulla spiaggia di La Caletta. Nei giorni scorsi l’immagine del cantiere è finita nella rubrica curata dal fotografo Oliviero Toscani sul giornale Il Fatto Quotidiano. Lo scatto è stato inviato da una lettrice. «Speriamo che i lavori vengano portati a termine – aggiunge Walter Conte – e che si faccia di tutto per rendere la struttura il meno impattante possibile».
    L’OPERAZIONE IMMOBILIARE. Secondo il vicesindaco la lottizzazione di La Caletta prevede solo la costruzione dell’albergo. «A noi non risulta che debbano essere realizzate 80 villette», afferma Conte. Su internet la società immobiliare che ha investito oltre dieci milioni di euro a Carloforte presenta invece un altro progetto. Non soltanto l’hotel, ma anche 80 ville e un campo da golf da realizzare dell’area dell’ex campeggio (attualmente ricoperto dai cumuli dei detriti). Le proteste degli ambientalisti e gli esposti non hanno sortito alcun effetto. La società La Caletta srl ha ottenuto tutti i permessi, i nullaosta e le autorizzazioni. Un anno fa il Corpo Forestale ha eseguito una serie di controlli, ma a quanto pare tutte le carte sono in regola.

  6. agosto 25, 2013 alle 11:15 am | #10

    non sapevo che si potesse distruggere un capolavoro della natura solo perchè tutte le carte sono a posto. Ma nessuno ha un po’ di vergogna. Io ho giurato che non metterò mai più piede a Carloforte e cerco di convincere gli amici a non andarci. Se un’amministrazione pensa che poche carte non possano essere annullate, è meglio che non conosca più il turismo…

  7. Michele
    agosto 25, 2013 alle 4:49 pm | #11

    Fra i tanti esempi di maltrattamento delle coste dell’isola stento a trovarne uno che mi faccia incazzare più di questo.

    I commenti su tripadvisor sono illuminanti. Qua si va oltre la sensibilità ambientale (in questo caso inesistente), qui manca la più completa capacità di fare soldi, che sarebbero facili facili, vista la bellezza di certi luoghi.

  8. Shardana
    agosto 25, 2013 alle 8:26 pm | #12

    Cosa vuol dire la collina non è stata sbancata ora,È STATA SBANCATA.Non ho intenzione di chiedere a nessuno,ci vuole poco a capire che per costruire quello schifo sono complici tutte le istituzioni e gli organi preposti al controllo.Il vicesindaco dovrebbe stare solo zitto,dimentica che l’ufficio tecnico o meglio i meteoperanti hanno più denuncie loro che i delinquenti comuni.Il tempo sarà giudice deliperi vedrai…Saluti

    • agosto 25, 2013 alle 8:39 pm | #13

      vuol dire semplicemente che lo sbancamento (come tutto il resto) è GIA’ stato oggetto dei vari esposti che abbiamo inoltrato alle amministrazioni pubbliche e alla magistratura competenti.

      Stefano Deliperi

  9. agosto 26, 2013 alle 5:22 am | #14

    il succo è che l’albergo si farà e La Caletta diventerà una delle solite orrende prove di stupidità italiane. Di chi è la colpa? Poco importa dato che il danno è per tutti a parte i soliti vip che magari andranno in albergo e diranno che bello! L’Italia ama solo i ricchi…e la stupidità. E poi ci lamentiamo che si vada in Croazia..

  10. Shardana
    agosto 26, 2013 alle 11:21 am | #15

    Infatti avevo chiesto se c’erano state risposte da parte delle amministrazioni pubbliche e dalla magistratura.Se non ci sono risposte cosa si può fare?Il problema signor zappala,è che sarà una cattedrale nel deserto……..Già non riescono a vivere gli hotel esistenti figuriamoci BAIA CAGAI…….al limite se li venderanno come appartamenti ai ricchi,che oramai tutto possono.A carloforte tutto è possibile anche chiudere gli accessi alla costa fenomeno molto in voga anche grazie alla latitanza di chi dovrebbe controllare.Mi raccomando non protestiamo,tanto ci diranno che è tutto in regola

  11. Nico
    agosto 26, 2013 alle 3:00 pm | #16

    è facile dare giudizi dietro una tastiera senza nemmeno pensare a quanto sia complicato e rischioso quello che fa il Grig. Io invece ringrazio il Grig e ringrazio che esista e gli ho anche dato il mio 5×1000 perchè un’ora del loro impegno rende per l’ambiente più di tutti i commenti parolai.

  12. Shardana
    agosto 26, 2013 alle 4:58 pm | #17

    Del resto sei dietro una tastiera anche tu Nico………Io non giudicò GriG,ma il cattivo operare delle amministrazioni e a volte il non operare o farlo in ritardo della magistratura e scrivendo sul loro blog a loro mi rivolgo.Mi scuso con il GriG ma il mio 5×1000 và a Greenpeace da troppi anni per poterlo deviare,però mai dire mai.Saluti

  13. Nico
    agosto 27, 2013 alle 12:28 pm | #18

    a Greenpeace non do un centesimo perchè riempirebbero la Sardegna di pale eoliche e non hanno fatto nulla per la nostra isola.

  14. Michele
    agosto 27, 2013 alle 12:49 pm | #19

    Greenpeace? A parte spendere molti soldi per cose inutili, che fanno? Scalare ciminiere e inscenare manifestazioni in costume?

    La mia posizione coincide con questa: http://www.seashepherd.fr/news-and-media/editorial-060313-1.html

  15. Shardana
    agosto 28, 2013 alle 11:22 am | #20

    Ciao Nico,pensi ancora che le associazioni possano decidere qualcosa?La quantità di pale eoliche da posizionare nel territorio sardo viene fatta a tavolino da comitati d’affari e ne abbiamo del tempo a scrivere..Anche la mia posizione Michele è oltre greenpeace,ma ciò non toglie che vederli combattere contro il sistema in maniera pacifica e venire massacrati di botte da chi saccheggia il mondo genera in mè un senso di riconoscenza per quello che fanno.Ieri un gruppo di carlofortini ha manifestato in maniera pacifica,davanti all’eco mostro ex baia d’argento contro i silenzi che avvolgono la vergogna e si sono poi diretti al becco dove i colonizzatori oltre ad avere costruito abusivamente con l’aiuto del comune,hanno chiuso gli accessi al mare,dove per secoli la nostra gente passava.Speriamo che qualcuno raccolga l’invito.Gli abusi non vanno in prescrizione,e prima o poi qualcuno in alto ci metterà le mani,fiordalisi facci sperare.Onore ai manifestanti e saluti a voi.

  16. agosto 28, 2013 alle 2:56 pm | #21

    da La Nuova Sardegna, 28 agosto 2013
    CARLOFORTE. Sale la protesta contro l’ecomostro. Il progetto del Baia d’argento contestato dagli ambientalisti. (Simone Repetto)

    CARLOFORTE. L’isola di San Pietro si riempie di vacanzieri e d’estate sulla spiaggia della Caletta si fa più evidente, la visione dell’enorme cantiere all’aperto relativo al rifacimento dell’hotel Baia d’Argento. I lavori di quello che è considerato da tutti come un ecomostro sono iniziati anni fa ma non si sono mai conclusi. Cavalcando le onde delle tante polemiche e dei giudizi negativi, gli attivisti del gruppo “Tabarchin pau ben in cumun”, ieri pomeriggio hanno organizzato un incontro pubblico, proprio all’ingresso del cantiere, effettuando un volantinaggio. L’obiettivo è «di sensibilizzare la popolazione e i turisti sul progetto dell’ecomostro della Caletta, sulla privatizzazione della spiaggia, sulla possibile costruzione del campo da golf e di ottanta ville». Un’azione di protesta platelale, inscenata da chi è contrario alla creazione di un progetto ricettivo, che prevede, oltre alla costruzione dell’albergo da oltre cento posti letto a cinque stelle, anche un complesso residenziale nel vicino ex campeggio e di un campo da golf nelle colline. Come hanno fatto notare gli ambientalisti, si teme che una parte della spiaggia della Caletta possa essere “divorata” dall’albergo, nel senso che potrebbe essere ceduta ai privati proprietari della struttura per le esigenze dei clienti. Gli attivisti hanno inoltre ricordato le perplessità e le denunce sull’aumento delle volumetrie concesse, rispetto al precedente progetto, e la regolarità dello smaltimento degli inerti della demolizione del vecchio hotel, costruito dall’Esit oltre mezzo secolo fa. L’attuale cantiere del Baia d’Argento, a due passi dal mare, è recentemente andato alla ribalta nazionale, essendo apparso nella rubrica del noto fotografo Oliviero Toscani, a proposito del “Fatto in Italia” dal dubbio gusto.

  17. MArio
    agosto 28, 2013 alle 4:37 pm | #22

    per chi non lo sapesse l’intermediario tra l’attuale proprietario e i vecchi (amici di oppi) era l’ex sindaco, a buon intenditor…

    • agosto 28, 2013 alle 9:04 pm | #23

      …ed è stato autorizzato per la ristrutturazione e ampliamento con l’attuale e allora sindaco…..e che vuol dire?
      Nulla.
      Quando la pianterete tutti quanti di fare pettegolezzi e “mugugni” e vi impegnerete concretamente per salvaguardare i valori ambientali e storico-culturali di Carloforte sarà un grande, grandissimo giorno per u’ Paize.
      E ve lo dice uno che ha quel benedetto “scoglio” sempre nell’anima.

      Stefano Deliperi

  18. Shardana
    agosto 29, 2013 alle 10:46 am | #24

    Salve deliperi,non ti devi sentire toccato da i “Mungugni” visto che conosci carloforte.Sai bene che a carloforte la fanno franca da sempre a parte qualche disgraziato al quale buttano giù il cassetto.Il mungugnu non è contro il GriG,ma è uno sfogo(perlomeno il mio)contro un sistema che vede un territorio sempre più devastato dalla cementificazione e dalla disparità di trattamento che và oltre la legalità.Si costruiscono falsi ruderi,case nuove,piscine,in luoghi impensabili per i comuni mortali ma no per la classe dei 3 M.Ci stanno chiudendo,(anzi in molti luoghi è una realtà)gli accessi alla costa e il tutto avviene con estrema tranquillità,visto che gli organi preposti sono complici con il loro silenzio.Noi parliamo con dati alla mano sono i controlli che sono sempre falsati dagli apparati comunali.Ti ricordo che il sistema ha fatto costruire per anni con lo stesso rudere case dislocate in varie parti dell’isola e i tecnici sono sempre gli stessi.Non è che ci sono molti ruderi,quindi se questo non è un sistema marcio dimmelo tu cos’è.I controllori non vogliono problem,da troppo tempo il silenzio della legge è complice,quindi lasciaci mungugnò in attesa che icontrolli vengano fatti anche da noi.Visto la cricca iglesiente,che comincia a sfaldarsi?Lunga vita al GriG da parte dei rangugniuxi

    • agosto 29, 2013 alle 3:39 pm | #25

      ma no, non credo che sia il GrIG a esser toccato!
      Quando vedi, quando vedete, “porcate” non avete che da far qualche foto, raccogliere eventuali documenti e mandare il tutto all’indirizzo e-mail grigsardegna5@gmail.com.
      A Carloforte lo sanno anche le facusse :P

      Stefano Deliperi

  19. MArio
    agosto 29, 2013 alle 9:59 pm | #26

    dopo che l’assessore rivano ha rassicurato tutti riguardo la spiaggia a carloforte gira voce che verrà assunto presto nell’albergo come pasticcere.

  20. Shardana
    agosto 31, 2013 alle 11:28 am | #28

    Sicuramente Mario scherza,ma non è molto lontano dalla verità……Vivendo in posti piccoli si vede molto di più anche se sei una facussa..Guardiamoci intorno Igea è la punta dell’iceberg.

  21. Shardana
    settembre 4, 2013 alle 9:22 am | #29

    Da noi i mostri sono arrivati da un pezzo,ma non avranno vita facile,perchè quando i magistrati ci metteranno le mani sarà un bella botta per i silenti……ah ah ah ah ah allora si che verranno fuori i pasticci e per i pasticceri saranno guai caro Mario

  22. TOMASO MANNONI
    settembre 24, 2013 alle 12:42 pm | #30

    NON HO PAROLE SOLO A VEDERLO MI VIENE DA VOMITARE,ADESSO VOGLIONO COSTRUIRE 25.000 MILA MC A PORTO POZZO SUL FIORDO CHIEDO AIUTO AGLI AMICI DEL GRUPPO DI INTERVENTO GIURIDICO,TOMASO MANNONI S TERESA G

  23. ottobre 2, 2013 alle 2:52 pm | #31

    da La Nuova Sardegna, 2 ottobre 2013
    CARLOFORTE. Parte il rilancio della Caletta. Passerelle di legno vicino all’area dunale e percorsi naturalistici. (Simone Repetto)

    CARLOFORTE. Partono i lavori per il rilancio della spiaggia della Caletta, famosa per le dune, Il bando comunale è stato vinto da un consorzio di Reggio Emilia, per un progetto di circa 293 mila euro, finanziati da Regione e Comune, con i fondi del protocollo “Isola Ecologica”. L’intervento vedrà l’impiego di materiali e tecnologie eco-compatibili: è previsto il posizionamento di passerelle in legno ai piedi dell’area dunare, oltre a servizi e targhette illustrative del percorso botanico e naturalistico. Rispetto al progetto originale sono state apportate delle modifiche in seguito ai ritrovamenti archeologici nella zona dunare e così sono state spostate le passerelle, così come i servizi igienici, per questioni legate all’approvazione del Piano di utilizzo dei litorali. Dopo varie conferenze di servizi sono stati inoltre bocciati la costruzione di un’area di sosta a 200 metri dalla spiaggia e di un sito per servizi igienici e docce. L’obiettivo è quello di attivare percorsi naturalistici adeguati, per visitare al meglio la zona dunale, camminando su percorsi prestabiliti, limitando al massimo l’impatto delle attività umane nella zona.

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